La cessazione del tabagismo rappresenta una delle strategie con il più alto impatto preventivo sulla sanità pubblica, poiché riduce il rischio di patologie cardiovascolari, respiratorie, oncologiche e metaboliche associate all’esposizione cronica ai prodotti del tabacco.
In questo contesto, la disponibilità di trattamenti farmacologici efficaci e accessibili costituisce un elemento centrale delle politiche di contrasto alla dipendenza da nicotina.
In Italia, l’autorizzazione alla rimborsabilità da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco di Recigar a base di citisina ha introdotto nel sistema sanitario nazionale una nuova opzione terapeutica per il trattamento dell’abitudine al fumo nei pazienti adulti.
La documentazione normativa italiana descrive tale farmaco come indicato per la cessazione permanente dell’uso di prodotti contenenti nicotina e specifica un ciclo terapeutico standard della durata di 25 giorni.
Dal punto di vista farmacologico, la citisina, oggi indicato anche con la denominazione internazionale citisiniclina, è un alcaloide di origine vegetale impiegato come supporto alla disassuefazione dal fumo.
La letteratura scientifica la definisce un agonista parziale dei recettori nicotinici α4β2 dell’acetilcolina , cioè uno dei principali sistemi recettoriali implicati nei meccanismi neurobiologici della dipendenza da nicotina.
L’agonismo parziale comporta un’attivazione limitata del recettore e, al tempo stesso, una competizione con la nicotina per il medesimo sito di legame. In termini clinici, questo profilo farmacodinamico contribuisce sia a ridurre il craving sia ad attenuare i sintomi dell’astinenza, senza riprodurre l’effetto pieno della sostanza da cui il paziente è dipendente.
L’interesse per la città deriva non soltanto dal suo razionale biologico, ma anche dall’accumulo progressivo di prove cliniche favorevoli.
La revisione sistematica Cochrane del 2023 sui agonisti parziali dei recettori nicotinici ha concluso che la citisina aumenta la probabilità di cessazione del fumo rispetto al placebo o all’assenza di trattamento farmacologico, collocandola tra le opzioni efficaci disponibili per il trattamento della dipendenza da tabacco.
La stessa revisione ha inoltre confermato la solidità dell’evidenza a favore dei farmaci che agiscono su questo bersaglio recettoriale, pur distinguendo i diversi livelli di efficacia e di disponibilità regolatoria delle singole molecole.
A rafforzare questo quadro sono intervenuti studi randomizzati più recenti. Nel trial pubblicato su JAMA nel 2023, condotto su adulti che fumavano e ricevevano anche supporto comportamentale, sia il regime di 6 settimane sia quello di 12 settimane di citisiniclina hanno mostrato tassi di astinenza continua significativamente superiori rispetto al placebo.
In particolare, nel gruppo trattato per 12 settimane, i tassi di astinenza continua nelle settimane 9-12 sono risultati pari al 32,6%, contro il 7,0% del placebo; il beneficio si è mantenuto anche nel follow-up fino a 24 settimane. Lo studio ha inoltre riportato una tollerabilità complessivamente favorevole, senza eventi avversi gravi correlati al farmaco.
Questi risultati sono stati confermati dallo studio di replica di fase 3 ORCA-3 , pubblicato nel 2025. In tale sperimentazione, entrambe le durate di trattamento con citisiniclina, 6 e 12 settimane, hanno prodotto risultati superiori al placebo sia sugli endpoint primari sia sugli endpoint secondari di astinenza continua.
Lo studio ha inoltre documentato una riduzione del desiderio di fumare, misurata con strumenti standardizzati, sostenendo quindi non solo l’efficacia clinica del farmaco ma anche la coerenza tra il suo meccanismo d’azione e gli effetti osservati in pratica sperimentale.
Anche in questo caso il profilo di tollerabilità è risultato favorevole.
Il riconoscimento della citisina non si limita all’ambito sperimentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle linee guida cliniche per la cessazione del tabacco negli adulti pubblicata il 2 luglio 2024, raccomanda la citisina tra i trattamenti farmacologici efficaci, insieme alla terapia sostitutiva con nicotina, al bupropione e alla vareniclina.
Nello stesso impianto di raccomandazioni, l’OMS sottolinea che l’associazione tra farmacoterapia e interventi comportamentali incrementa in modo significativo la probabilità di successo della cessazione.
Successivamente, nel 2025, l’OMS ha aggiornato la propria Model List of Essential Medicines , includendo la citisina tra i medicinali essenziali; il rapporto tecnico del 2025 la menziona esplicitamente come citisina (citisiniclina) .
Questo orientamento internazionale è particolarmente rilevante perché colloca la cessazione del fumo all’interno di una prospettiva di sanità pubblica fondata su accessibilità, appropriatezza e integrazione terapeutica.
La stessa OMS invita infatti i sistemi sanitari a rendere disponibili, a costo nullo o ridotto, i trattamenti con migliore evidenza, ea combinarli con counseling breve, supporto intensivo individuale o di gruppo e strumenti digitali di accompagnamento.
Ne deriva una visione del trattamento del tabagismo non come intervento occasionale, ma come presa in carico clinico di una dipendenza cronica con tendenza alle ricadute.
Nel contesto italiano, tale impostazione trova corrispondenza nell’organizzazione dei Centri Antifumo censiti dall’Istituto Superiore di Sanità.
L’ISS definisce questi servizi come strutture che offrono trattamenti integrati, comprendenti terapia farmacologica e supporto psicologico individuale o di gruppo.
Questo dato è metodologicamente importante, perché conferma che l’efficacia delle terapie per smettere di fumare tende ad essere maggiore quando il farmaco è inserito in un percorso strutturato di valutazione, accompagnamento e follow-up, soprattutto nei soggetti con elevata dipendenza nicotinica o con comorbilità rilevanti.
La necessità di rafforzare questi percorsi è giustificata anche dall’ampiezza del problema epidemiologico.
I dati della sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che in Italia, tra gli adulti di 18-69 anni, circa un individuo su quattro fuma.
La stessa fonte ricorda inoltre che le tariffe di cessazione ottenute senza trattamenti efficaci sono generalmente basse, mentre aumentano quando si ricorre a interventi validati.
Il tabagismo continua quindi a configurarsi come una dipendenza diffusa, non riducibile a una semplice scelta comportamentale individuale, ma influenzata da fattori neurobiologici, psicologici e sociali.
L’onere sanitario e sociale associato al tabacco spiega perché l’ampliamento dell’accesso alle cure antifumo sia considerata una priorità.
Il Ministero della Salute ha indicato che il fumo di tabacco è responsabile in Italia di oltre 90.000 decessi l’anno e determina un impatto economico estremamente rilevante, derivante sia dai costi sanitari diretti sia dalle perdite indirette di produttività e di salute.
Alla luce di questi dati, l’inclusione della cittadini tra le opzioni rimborsabili può essere interpretata come un intervento non soltanto terapeutico, ma anche di politica sanitaria, finalizzato a ridurre una quota consistente di mortalità evitabile e di spesa correlata al tabagismo.
Dal punto di vista clinico, tuttavia, è opportuno evitare letture semplificate.
La disponibilità del farmaco non equivale, di per sé, alla garanzia di cessazione stabile. La dipendenza da nicotina presenta infatti un decorso spesso recidivante, e la letteratura indica che molti fumatori necessitano di più tentativi prima di raggiungere un’astinenza duratura.
Per questa ragione, l’impiego della citisina appare maggiormente giustificato quando è accompagnato da una valutazione medica iniziale, da un monitoraggio dell’aderenza, da un sostegno motivazionale e, se necessario, da successive rivalutazioni terapeutiche.
Questa conclusione è coerente sia con l’impostazione dei Centri Antifumo italiani sia con le raccomandazioni internazionali dell’OMS.
In sintesi, questo alcaloide si configura oggi come una risorsa farmacologica di sollievo per la cessazione del fumo, sostenuta da un razionale neurofarmacologico chiaro, da revisioni sistematiche favorevoli, da studi randomizzati recenti e da un crescente riconoscimento normativo internazionale.
Nel quadro italiano, la rimborsabilità del farmaco rappresenta un passaggio importante verso una maggiore integrazione del trattamento del tabagismo nella pratica clinica ordinaria.
Resta però essenziale mantenere una prospettiva metodologicamente rigorosa: la massima efficacia della citisina emerge quando essa viene impiegata non in isolamento, ma all’interno di un percorso clinico strutturato, multidisciplinare e orientato alla continuità assistenziale.
🌿 Cos’è la citisina e da dove proviene
💊 Il farmaco: nome, disponibilità e rimborsabilità
- Nome commerciale: In Italia il farmaco è commercializzato come Recigar (o Regicar).
- Rimborsabilità: L’AIFA ha approvato la rimborsabilità nel dicembre 2025; il farmaco è diventato mutuabile dal marzo 2026 dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale..
- Come si ottiene: Attualmente, la dispensazione a carico del SSN è riservata ai Centri Antifumo accreditati per pazienti tra i 18 e i 65 anni (È necessaria una prescrizione medica).
📋 Modalità di trattamento
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Parametro
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Dettaglio
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Durata ciclo
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25 giorni (con possibile estensione a 40)
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Posologia
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Somministrazione orale a scalare
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Obiettivo
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Cessazione completa entro il 5° giorno
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Successo
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Oltre il 50% dei pazienti può necessitare di un secondo ciclo
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🏥 Ruolo fondamentale del supporto specialistico
“È un’opzione terapeutica di prima linea […] il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD” — Fabio Beatrice, Direttore Scientifico MOHRE
🌍 Contesto internazionale
- ✅ Inserita nelle linee guida OMS 2024 per la cessazione dal fumo
- ✅ Inclusa nella lista delle “molecole essenziali” 2025
- ✅ Utilizzata con successo in diversi paesi europei
- ✅ Efficacia comparabile ad altri trattamenti approvati, con profilo di sicurezza favorevole e costo contenuto
Fonte: Semantic Scholar onlinelibrary.wiley.com
📊 Impatto sulla salute pubblica in Italia
- 12,5 milioni di fumatori nel nostro Paese
- Oltre 90.000 morti/anno attribuibili al tabacco
- Costi sanitari diretti e indiretti: >26 miliardi di euro annui
Note bibliografiche
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Autori.
👉 https://www - Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Banca dati lontana.
👉 https://api.aifa.gov.it/aifa-bdf-eif-be/1.0.0/organizzazione/5096/farmaci/49451/stampati - Regione Piemonte. Pian, 20
👉 https://ww - Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Linee guida cliniche dell’OMS per il trattamento della toba, 2024.
👉 htthttps://www.who.int/publications/i/item/9789240096431 - Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’OMS pubblica le prime linee guida cliniche per la cessazione del fumo, 2024.
👉 https:https://www.who.int/news/ - Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Modello L,
👉 https://ir - Livingstone-Banks J., et al. Nicotine rec. Coch
👉https://www.cochraneli - Rigotti NA, et al. Citisiniclina per la cessazione del fumo: uno studio clinico randomizzato. JAMA, 2023.
👉 https://pubme - Rigotti NA, et al. Cytisinic, 2025
👉https://pubmed.ncbi - Istituto Superiore di Sanità (ISS). Centri Antifu.
👉 https://smettodifum - Istituto Superiore di Sanità (ISS). Sorveglianza PASSI – dati sul fumo
👉 https://www.epicentro.iss.it/pa - Ministero della Salute. Prevenzione e controllo del tabagismo .
👉https://https://www.salute.gov.it/new/sites/de