Un’analisi presentata il 3 novembre 2025 alle Scientific Sessions dell’American Heart Association (AHA) ha segnalato un’associazione tra l’impiego prolungato di melatonina e alcuni esiti cardiovascolari avversi negli adulti con problemi di insonnia.

Poiché i risultati sono stati diffusi come abstract congressuale (e quindi non sottoposto a revisione tra pari al momento della presentazione), devono essere considerati preliminari.

I ricercatori hanno utilizzato un vasto archivio di cartelle cliniche elettroniche (rete TriNetX) e hanno esaminato circa 5 anni di follow-up in 130.828 adulti con diagnosi di insonnia; una parte del campione aveva la melatonina (assegnata in cartella) per un periodo pari o superiore a 12 mesi.

I partecipanti che usavano questa molecola sono stati confrontati con soggetti simili per caratteristiche cliniche nei quali non compariva l’assunzione; inoltre, sono stati esclusi pazienti con scompenso cardiaco pregresso o con prescrizioni di altri ipnotici.

Nel confronto principale, il gruppo con melatonina documentata a lungo termine mostrava una probabilità più alta di ricevere una diagnosi di scompenso cardiaco entro cinque anni (circa 4,6% contro 2,7%).

In analisi aggiuntive, lo stesso gruppo risultava anche più frequentemente ricoverato per scompenso (19,0% contro 6,6%) e presentava una mortalità per tutte le cause più elevata (7,8% contro 4,3%).

È essenziale sottolineare che questo tipo di studio non stabilisce un rapporto causa-effetto: fotografa una correlazione osservata nei dati sanitari, che può dipendere anche da fattori non misurati.

Limiti metodologici rilevanti

Un punto critico riguarda la misurazione dell’esposizione: l’assegnazione ai gruppi si basava su quanto risultava registrato nelle cartelle (ad esempio prescrizioni o annotazioni), non su interviste o controlli diretti dell’assunzione reale.

Questo aspetto è particolarmente delicato in paesi dove la melatonina è acquistabile senza ricetta: alcune persone classificate come “non utilizzatrici” potrebbero averla assunta comunque, generando un possibile errore di classificazione.

Analisi indipendenti hanno richiamato proprio questa potenziale distorsione e, più in generale, il rischio di confondimento tipico degli studi osservazionali, ribadendo la necessità di uno studio prospettico con gruppo di controllo per chiarire il profilo di sicurezza.

Che cos’è la melatonina e per quali usi esiste un supporto più solido

La melatonina è una sostanza prodotta dal cervello in risposta al buio e contribuisce alla regolazione dei ritmi circadiani. In forma sintetica è impiegata come farmaco in alcuni contesti e come integratore in altri, a seconda della normativa locale.

Le evidenze non sono uguali per tutti gli impieghi: fonti istituzionali riportano che la melatonina può essere utile in condizioni come jet lag e alcune alterazioni dell’orario sonno-veglia (ad esempio ritardo di fase), mentre per l’insonnia cronica negli adulti le linee guida indicano che le prove su efficacia e sicurezza non sono sufficientemente robuste per raccomandarne l’uso come trattamento standard; inoltre viene enfatizzata come prima scelta la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I).

Differenze di regolazione e tema qualità del prodotto

La disponibilità della melatonina varia molto: nel Regno Unito, ad esempio, è indicata come medicinale su prescrizione.

Nell’Unione Europea esiste anche un prodotto registrato come medicinale (melatonina a rilascio prolungato) indicato per un uso a breve termine nell’insonnia primaria in persone ≥55 anni, con durata fino a 13 settimane secondo le informazioni regolatorie.

Quando invece la melatonina è commercializzata come integratore, entra in gioco un ulteriore problema: la variabilità del contenuto.

Un’analisi di laboratorio su integratori ha rilevato scostamenti molto ampi rispetto all’etichetta (da valori notevolmente inferiori fino a quantità multiple rispetto al dichiarato) e, in alcuni campioni, la presenza di serotonina come contaminante.

Anche l’AHA ha richiamato il tema della possibile variabilità tra prodotti quando la melatonina è venduta come supplemento senza un percorso di approvazione equivalente a quello dei farmaci (sonno e benessere).

Sicurezza: cosa si sa nel breve periodo e cosa resta incerto

Le principali fonti divulgative mediche e istituzionali descrivono, nel breve periodo, effetti indesiderati in genere lievi (ad esempio sonnolenza diurna, mal di testa, capogiri, nausea), ma sottolineano che gli effetti dell’uso prolungato sono meno definiti e che vanno considerate possibili interazioni farmacologiche (con particolare attenzione, per esempio, a chi assume anticoagulanti o ha epilessia).

Rischi nei bambini e ingestione accidentale

Un altro elemento emerso nella letteratura recente riguarda l’esposizione pediatrica: negli Stati Uniti le segnalazioni ai centri antiveleni per ingestione di melatonina in età 0-19 anni sono aumentate in modo marcato dal 2012 al 2021, con crescita delle ospedalizzazioni e degli esiti più gravi, soprattutto legati a ingestione non intenzionale nei più piccoli.

In Australia, l’ente regolatorio (TGA) ha pubblicato avvisi su prodotti non registrati/counterfeit con forti discrepanze tra dose dichiarata e contenuto reale, segnalando il rischio di sovradosaggio e ricovero, in particolare nei bambini, e ricordando che l’uso senza supervisione medica può comportare effetti seri.

Implicazioni pratiche

Nel complesso, i dati presentati dall’AHA non provano che la melatonina “causi” scompenso cardiaco, ma suggeriscono che l’uso continuativo in persone con insonnia meriti verifiche più rigorose, soprattutto perché è una sostanza spesso percepita come intrinsecamente innocua.

In attesa di studi prospettici, le indicazioni più coerenti con le linee guida restano: evitare l’autogestione cronica senza motivo clinico chiaro, preferire interventi con efficacia consolidata per l’insonnia cronica (come CBT-I) e discutere con un professionista sanitario l’opportunità di continuare la melatonina se l’assunzione si prolunga nel tempo o se coesistono fattori di rischio cardiovascolare.


American Heart Association (news release, 3 Nov 2025):
https://newsroom.heart.org/news/long-term-use-of-melatonin-supplements-to-support-sleep-may-have-negative-health-effects

American College of Cardiology (recap della notizia, 10 Nov 2025):
https://www.acc.org/latest-in-cardiology/articles/2025/11/03/16/19/mon-melatonin-aha-2025

NIH – National Center for Complementary and Integrative Health (scheda informativa):
https://www.nccih.nih.gov/health/melatonin-what-you-need-to-know

NHS (UK) – pagina informativa su melatonina:
https://www.nhs.uk/medicines/melatonin/

EMA – European Medicines Agency (EPAR Circadin, melatonina a rilascio prolungato):
https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/circadin

Studio peer-reviewed su variabilità del contenuto negli integratori (PubMed):
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27855744/

CDC – MMWR su ingestione pediatrica di melatonina (USA, 2012–2021):
https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/71/wr/mm7122a1.htm

TGA (Australia) – safety alert su prodotti di melatonina contraffatti/importati:
https://www.tga.gov.au/safety/safety-monitoring-and-information/safety-alerts/safety-concerns-over-imported-counterfeit-melatonin-products

Science Media Centre – reazioni di esperti all’abstract AHA (3 Nov 2025):
https://www.sciencemediacentre.org/expert-reaction-to-conference-abstract-on-association-between-long-term-melatonin-supplementation-and-incidence-of-heart-failure-in-patients-with-insomnia/