Già più di duemila anni fa, Ippocrate, considerato il padre della medicina, sosteneva che “camminare è la migliore medicina per l’uomo”. Oggi, la scienza sembra dargli nuovamente ragione.

Difatti, un recente studio condotto in Norvegia ha rivelato che camminare regolarmente potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione del mal di schiena cronico.

La ricerca, effettuata su una vasta popolazione adulta, ha evidenziato come trascorrere almeno 78 minuti al giorno in movimento – anche un passo lento – possa ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare problemi persistenti alla schiena

Il dolore lombare rappresenta una delle principali cause di disabilità nel mondo e, contrariamente a quanto comunemente si crede, non è sempre legato esclusivamente a una cattiva postura o all’utilizzo di sedie poco ergonomiche.

Secondo i risultati dello studio, invece, il movimento regolare sembra essere molto più efficace di soluzioni costose o correzioni posturali.

Sebbene le linee guida sanitarie abbiano da tempo incluso l’attività fisica tra le strategie utili per combattere il mal di schiena, solo negli ultimi anni si è iniziato a comprendere il beneficio specifico della semplice camminata.

Uno studio pubblicato nel 2024 aveva già indicato che passeggiare cinque volte a settimana per almeno mezz’ora può aiutare a prevenire la ricomparsa del dolore lombare.

Ora, questa nuova ricerca va oltre, suggerendo che aumentare il tempo dedicato alla camminata potrebbe ridurre ulteriormente il rischio di sviluppare forme croniche del disturbo.

La ricerca ha coinvolto oltre 11.000 adulti norvegesi, seguiti per diversi anni.

Per una settimana intera, i partecipanti hanno indossato degli accelerometri – uno sulla coscia destra e uno nella zona lombare – per registrare la quantità e l’intensità del movimento quotidiano.

Il mal di schiena cronico è stato definito come un dolore persistente nella parte bassa della schiena per più di tre mesi.

I dati raccolti mostrano che chi camminava tra i 78 ei 100 minuti al giorno aveva il 13% in meno di probabilità di sviluppare mal di schiena rispetto a chi ne faceva meno.

Chi superava i 100 minuti quotidiani godeva di un vantaggio ancora maggiore, con una riduzione del 23% del rischio.

Sebbene anche camminare su un ritmo più sostenuto abbia apportato benefici, questi sono risultati meno marcati rispetto alla durata complessiva dell’attività.

Gli autori dello studio, guidati dalla ricercatrice Rayane Haddadj dell’Università norvegese di scienza e tecnologia, hanno sottolineato come il tempo dedicato alla camminata sia importante più dell’intensità per prevenire il dolore cronico alla schiena.

Secondo i ricercatori, promuovere la camminata attraverso politiche di salute pubblica potrebbe contribuire a ridurre considerevolmente il numero di casi di mal di schiena.

Negli ultimi anni, diversi studi sono stati messi in guardia sui rischi dei moderni stili di vita sedentari. Ecco perché alzarsi e muoversi regolarmente è sempre più visto come un antidoto essenziale per il benessere fisico e mentale.

Camminare non solo aiuta a mantenere un peso sano, ma migliora la funzione cardiovascolare, stimola la creatività, protegge il cervello dall’invecchiamento, riduce il rischio di alcune forme tumorali e contribuisce a una maggiore longevità.

Nonostante i numerosi benefici, però, il rapporto tra camminata e salute della schiena rimane ancora poco approfondito.

Questo nuovo studio sembra confermare che la camminata è una strategia valutata per alleviare il dolore lombare.

 

Lo studio è stato pubblicato su JAMA Network Open 

 

 

Foto di Paolo Berretta da Pixabay