La durata e la qualità del riposo notturno dipendono da una serie di fattori, tra cui la biologia, la psicologia e le dinamiche sociali. Inoltre, il modo in cui si rileva il sonno può variare i risultati.
I ricercatori utilizzano principalmente due approcci per analizzare il sonno:
- l’autovalutazione da parte degli individui
- il monitoraggio oggettivo tramite dispositivi tecnologici o esami specifici, come la polisonnografia
Quest’ultima rappresenta il metodo più preciso, poiché registra parametri fisiologici come l’attività cerebrale, la respirazione e i movimenti durante il sonno.
Secondo gli studi basati su dati oggettivi, le donne dormono in media circa 20 minuti in più rispetto agli uomini.
Per esempio, uno studio globale che ha coinvolto quasi 70.000 persone ha evidenziato una differenza di circa 23-29 minuti tra uomini e donne tra i 40 ei 44 anni.
Analogamente, una condotta di ricerca con la polisonnografia ha rilevato che le donne dormono circa 19 minuti in più e trascorrono una percentuale maggiore della notte in sonno profondo rispetto agli uomini.
Inoltre, in questa analisi, si è osservato che la qualità del sonno maschile tende a peggiorare con l’età, mentre non si è registrato lo stesso calo per le donne.
Tuttavia, è importante considerare che il fabbisogno individuale di sonno varia molto da persona a persona.
Non esiste una durata universale che valga per tutti, così come non esiste un’unica altezza media per un intero gruppo.
Sostenere che ogni donna deve dormire 20 minuti in più rispetto a ogni uomo è una semplificazione eccessiva.
La discrepanza tra laboratorio e realtà quotidiana
Nonostante i dati oggettivi indichino che le donne dormono più a lungo e in profondità, esse riportano frequentemente una sensazione di sonno meno riposante. Inoltre, sono circa il 40% più propenso a ricevere una diagnosi di insonnia.
Questa contraddizione è un tema ampiamente dibattuto nella ricerca scientifica.
Tra le ragioni che potrebbero spiegare questa discrepanza vi sono fattori spesso non considerati negli studi, come problemi di salute mentale, assunzione di farmaci, consumo di alcol o variazioni ormonali.
Questi aspetti influenzano fortemente il sonno nella vita reale, ma non sempre vengono inclusi nelle analisi di laboratorio.
L’impatto dei fattori biologici
Le differenze nel sonno tra uomini e donne iniziano a emergere in fasi chiave della vita, come la pubertà, la gravidanza, il post-parto e la perimenopausa.
Gli ormoni sessuali femminili, in particolare estrogeni e progesterone, giocano un ruolo chiave in questi cambiamenti.
Per esempio, molte donne hanno trasmesso una qualità del sonno peggiore durante la fase premestruale, quando i livelli di questi ormoni diminuiscono.
Un esempio ben documentato è il calore degli estrogeni durante la perimenopausa, che si associa a frequenti risvegli notturni e difficoltà a riaddormentarsi.
Altri fattori biologici, come le malattie della tiroide o la carenza di ferro, che sono più comuni nel sesso femminile, possono anch’essi influire negativamente sul riposo.
Aspetti psicologici
Le donne presentano una maggiore incidenza di disturbi psicologici, come depressione, ansia e condizioni legate a traumi, che spesso si accompagnano a problemi di sonno.
Inoltre, tende a mostrare una maggiore propensione ai pensieri ripetitivi e preoccupazioni, che possono ostacolare il riposo.
È anche più probabile che vengano loro prescritti farmaci antidepressivi, alcuni dei quali influenzano la qualità del sonno.
La distribuzione del lavoro di cura e dell’assistenza rimane fortemente squilibrata a favore delle donne. In molti Paesi, tra cui l’Australia, le donne si dedicano mediamente diverse ore in più a settimana a compiti non retribuiti rispetto agli uomini.
Questo carico aggiuntivo può limitare il tempo disponibile per riposare adeguatamente, anche se la quantità di sonno registrato è sufficiente.
In contesti clinici, il sonno può apparire soddisfacente da un punto di vista oggettivo, ma non essere sufficiente a garantire un senso di riposo, soprattutto quando si sommano stress emotivi, responsabilità familiari o condizioni fisiche sfavorevoli.
Considerazioni finali
Anche se i dati indicano che le donne tendono a dormire più a lungo e in modo più profondo rispetto agli uomini, nella realtà quotidiana spesso non si sentono riposate come vorrebbero.
Il sonno è solo uno degli elementi che influenzano il recupero fisico e mentale.
Altri fattori, come la salute generale, lo stato emotivo e l’equilibrio tra lavoro e vita privata, giocano un ruolo altrettanto importante.
Pertanto, la domanda “le donne hanno bisogno di dormire più a lungo degli uomini?” può ricevere una risposta affermativa in termini medi, ma il vero problema è che esse necessitano di maggiore sostegno per poter recuperare energie in modo efficace, sia durante il giorno che durante la notte.
Fonte: Amelia Scott , affiliata onoraria e psicologa clinica presso il Woolcock Institute of Medical Research e ricercatrice presso la Macquarie University
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