Dipendenze in Italia: la Relazione 2026 racconta un fenomeno più complesso, più precoce e più difficile da intercettare

La Relazione 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, riferita ai dati raccolti nel 2025, segna un passaggio importante nella lettura pubblica, sanitaria e istituzionale del fenomeno. Non si tratta soltanto di aggiornare qualche numero rispetto all’anno precedente. Il punto centrale è più profondo: il sistema delle dipendenze in Italia sta cambiando forma.

La Relazione non parla più soltanto di tossicodipendenze, ma di dipendenze. È una scelta lessicale, ma anche sostanziale. Significa riconoscere che oggi il fenomeno non può essere spiegato solo attraverso le sostanze illegali tradizionali. Cannabis, cocaina, crack, eroina, oppiacei, nuove sostanze psicoattive, alcol, tabacco, sigarette elettroniche, psicofarmaci senza prescrizione, gioco d’azzardo, gaming, uso problematico di Internet, social media addiction, cyberbullismo e ritiro sociale appartengono ormai a un quadro unico, interconnesso, più mobile e più difficile da interpretare.

È in questa cornice che si colloca il messaggio istituzionale del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Nella prefazione alla Relazione 2026, Mantovano sottolinea che il passaggio da “politiche antidroga” a “politiche contro la droga e le altre dipendenze” non è un dettaglio formale, ma un cambio di passo. Il fenomeno deve essere letto in modo multidisciplinare, integrando prevenzione, cura, recupero, reinserimento sociale, educazione, sanità, servizi territoriali, comunità scientifica, Terzo Settore e istituzioni.

Questa impostazione è coerente con quanto emerge dai dati: le dipendenze non sono più confinabili a un’unica sostanza, a un solo gruppo sociale o a una sola fase della vita. Colpiscono i giovani, ma anche gli adulti; attraversano famiglie e scuole; entrano nei pronto soccorso, nei SerD, nelle comunità terapeutiche, nelle carceri, nei contesti digitali e nei comportamenti quotidiani.

Il messaggio pubblico emerso dalla giornata di presentazione è chiaro: il fenomeno non può più essere considerato lontano o marginale. La Relazione traduce questa impostazione in una scelta conoscitiva e operativa precisa: leggere insieme sostanze, dipendenze comportamentali, vulnerabilità giovanili, prevenzione, cura e reinserimento.

Una premessa metodologica: cosa confrontiamo davvero

Il confronto deve essere letto correttamente. La Relazione 2025 fotografa prevalentemente i dati riferiti al 2024. La Relazione 2026 fotografa i dati riferiti al 2025.

Documento Anno di pubblicazione Anno dei dati analizzati Significato nel confronto
Relazione al Parlamento 2025 2025 2024 baseline dell’anno precedente
Relazione al Parlamento 2026 2026 2025 fotografia più aggiornata del fenomeno
Confronto corretto 2025 vs 2026 2024 vs 2025 variazioni tra dati 2024 e dati 2025

Questa distinzione è essenziale. Quando parliamo di “dati 2026”, intendiamo i dati presentati nella Relazione 2026, ma riferiti al 2025. Quando parliamo di “dati 2025”, intendiamo i dati presentati nella Relazione 2025, ma riferiti al 2024.

Quadro sintetico: i principali cambiamenti

La lettura generale è chiara: il 2025 non mostra semplicemente “più consumo”, ma un fenomeno più articolato. Alcuni indicatori migliorano, altri peggiorano, altri ancora cambiano significato.

Area Relazione 2025 / dati 2024 Relazione 2026 / dati 2025 Lettura
Studenti 15-19 anni con almeno una sostanza illegale nell’anno 25% 26% lieve aumento dopo la flessione precedente
Studenti under 18 con almeno una sostanza illegale nell’anno 20% 23% aumento rilevante nei minorenni
Cannabis studenti 15-19 anni 21% 18% calo della prevalenza
NPS identificate dal NEWS-D 79 92 aumento della complessità del mercato
Psicofarmaci senza prescrizione 12% 11% lieve calo, ma dato ancora elevato
SerD, persone in carico 126.910 131.328 +3,5% secondo il perimetro della Relazione 2026
Accessi in Pronto Soccorso droga-correlati 8.378 9.641 +15%, indicatore critico
Decessi droga-correlati 231 249 +7,8%
Progetti prevenzione popolazione generale 367 407 +11%
Progetti prevenzione scuole 328 380 +16%

Il dato più importante è questo: nel 2024 sembrava prevalere una lieve flessione dei consumi giovanili; nel 2025 il quadro si ricompone in senso più complesso, con una ripresa dell’uso di sostanze illegali, soprattutto tra i minorenni, e con un aumento di indicatori sanitari pesanti, come pronto soccorso e decessi.

Il cambio di paradigma: dalle tossicodipendenze alle dipendenze

Il primo elemento da leggere non è solo epidemiologico, ma culturale e istituzionale. La Relazione 2026 modifica il perimetro dell’analisi. Non si limita a descrivere il mercato delle sostanze stupefacenti, ma allarga lo sguardo ai comportamenti a rischio e alle nuove vulnerabilità.

Questo è un passaggio importante, perché nella realtà dei servizi e della prevenzione le persone non arrivano quasi mai con un problema “puro”. Un adolescente che fuma, beve, usa cannabis, svapa, gioca online, passa molte ore sui social o assume psicofarmaci senza prescrizione non vive esperienze separate. Spesso questi comportamenti si sovrappongono. Possono avere radici comuni: ansia, impulsività, difficoltà relazionali, pressione del gruppo, solitudine, ricerca di appartenenza, disagio emotivo, normalizzazione del rischio (infografica).

La Relazione 2026 riconosce proprio questo: le dipendenze da sostanze e quelle comportamentali vanno lette insieme. Non perché siano tutte uguali, ma perché spesso si rafforzano reciprocamente e richiedono risposte integrate.

I consumi giovanili: nel 2025 torna a crescere l’uso di sostanze illegali

Nel 2025, oltre 950 mila studenti tra 15 e 19 anni, pari al 39%, hanno consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale almeno una volta nella vita. Circa 640 mila studenti, pari al 26%, lo hanno fatto nell’ultimo anno.

Il dato è più alto tra i ragazzi, con una prevalenza del 30%, rispetto alle ragazze, pari al 22%. Dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, il 2025 mostra quindi un nuovo aumento.

Indicatore studenti 15-19 anni Dato 2025
Consumo di almeno una sostanza illegale nella vita 39%
Consumo di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno 26%
Studenti coinvolti nell’ultimo anno circa 640.000
Maschi 30%
Femmine 22%
Consumo frequente di almeno una sostanza illegale 5,2%
Poliutilizzo nell’ultimo anno 6,9%

La Relazione segnala anche il tema del poliutilizzo: circa il 6,9% degli studenti ha consumato più di una sostanza psicoattiva illegale nel corso del 2025. È un dato decisivo, perché il rischio non dipende solo dalla singola sostanza, ma anche dalle combinazioni: cannabis, NPS, stimolanti, cocaina, allucinogeni, alcol e psicofarmaci possono produrre effetti meno prevedibili, soprattutto nei più giovani.

Sostanze illegali tra studenti: confronto 2024-2025

Il confronto sostanza per sostanza mostra che la cannabis cala, mentre altre sostanze tornano a crescere o si mantengono su livelli da monitorare.

Sostanza / categoria Dati 2024 Dati 2025 Variazione Interpretazione
Almeno una sostanza illegale 25% 26% +1 punto ripresa complessiva
Cannabis 21% 18% -3 punti calo netto della prevalenza
Oppiacei 1,2% 1,5% +0,3 punti aumento su base bassa, ma clinicamente rilevante
Cocaina 1,8% 1,9% +0,1 punti sostanziale stabilità, ma impatto sanitario alto
Stimolanti 2,4% 2,7% +0,3 punti ripresa dopo la flessione
Allucinogeni 1,2% 1,9% +0,7 punti aumento relativo importante
NPS 5,8% 5,7% -0,1 punti stabile nei consumi dichiarati
Cannabinoidi sintetici 3,5% 3,6% +0,1 punti stabile/lieve aumento
Psicofarmaci senza prescrizione 12% 11% -1 punto lieve calo, ma prevalenza elevata

Il dato non va letto in modo semplicistico. La diminuzione della cannabis non compensa automaticamente la ripresa di altre sostanze, perché alcune di esse hanno profili di rischio acuto più elevati o sono più spesso associate a policonsumo, intossicazioni e accessi ai servizi.

Cannabis: cala il consumo, ma non cala il rischio

La cannabis resta la sostanza illegale più diffusa tra gli studenti. Nel 2025, il 18% degli studenti 15-19 anni riferisce di averne fatto uso nell’ultimo anno, in calo rispetto al 21% del 2024. Anche le analisi delle acque reflue confermano questa tendenza: il consumo medio stimato è di circa 45 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, in diminuzione rispetto alle 51-52 dosi rilevate negli anni precedenti.

Indicatore cannabis Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Consumo studenti 15-19 anni nell’anno 21% 18% calo della prevalenza
Consumo da acque reflue 51-52 dosi/1.000 ab./giorno 45 dosi/1.000 ab./giorno diminuzione ambientale
Segnalazioni art. 75 per uso personale 78% 77% sostanziale stabilità
Denunce artt. 73-74 37% 34% lieve riduzione
Utenza SerD per cannabis 13% 13% stabile
Ricoveri direttamente cannabis-correlati 6,5% 6,9% dato riferito ai ricoveri 2024 nella Relazione 2026
Piante sequestrate circa 150.000 206.589 +38%

Il calo della prevalenza è un dato positivo, ma non basta a chiudere il problema. Il mercato della cannabis è infatti molto diverso da quello di alcuni anni fa. Marijuana e hashish si collocano ormai su valori medio-alti di principio attivo: circa 12-16% per la marijuana e oltre 30% per l’hashish. Accanto a questi prodotti circolano preparazioni ad altissima potenza, come estratti, oli, cere e liquidi per sigarette elettroniche, con concentrazioni di THC che possono superare l’80-90%.

Questo cambia la prospettiva di sanità pubblica. Non basta chiedersi quanti ragazzi consumano cannabis. Bisogna chiedersi quale prodotto utilizzano, con quale potenza, con quale frequenza, con quale modalità di assunzione e in associazione a quali altre sostanze.

Cocaina e crack: il vero nodo sanitario

Se la cannabis è la sostanza più diffusa, la cocaina è una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale.

Indicatore cocaina/crack Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Consumo studenti 15-19 anni nell’anno 1,8% 1,9% lieve aumento
Consumo abituale studenti 0,4% 0,9% aumento rilevante del consumo frequente
Consumo da acque reflue circa 11 dosi/1.000 ab./giorno circa 11 dosi/1.000 ab./giorno stabile, seconda sostanza illegale più consumata
Operazioni antidroga su cocaina 45% del totale 49% del totale aumento del peso operativo
Quantitativi sequestrati 19% dei sequestri 25% dei sequestri aumento della quota sequestrata
Utenza SerD cocaina/crack 26% 28% aumento del peso assistenziale
Nuovi accessi SerD per cocaina/crack dato già elevato 48% sostanza centrale nella nuova domanda di cura
Ricoveri direttamente cocaina-correlati 30% 32% dato riferito ai ricoveri 2024 nella Relazione 2026
Decessi cocaina/crack 35% 35% stabile ma su totale decessi maggiore

La cocaina si conferma una delle sostanze con maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Nel 2025 è attribuito alla cocaina circa un terzo dei decessi droga-correlati direttamente accertati dalle Forze dell’Ordine. Nella tavola riepilogativa della Relazione, la categoria cocaina/crack rappresenta il 35% dei decessi, valore stabile rispetto al 2024.

Va precisato anche il dato sui ricoveri: nei ricoveri ospedalieri droga-correlati, riferiti all’anno 2024, ultimo dato disponibile nella Relazione 2026, la cocaina rappresenta il 32% dei ricoveri direttamente attribuibili al consumo di sostanze stupefacenti.

La cocaina non può quindi essere comunicata come una sostanza “ricreativa” o socialmente meno problematica. È una sostanza con elevato potenziale di danno cardiovascolare, psichiatrico, sociale e relazionale. Il crack, in particolare, rappresenta una modalità di consumo spesso associata a maggiore vulnerabilità, maggiore rapidità di perdita di controllo e maggiore difficoltà di presa in carico.

Un dato merita particolare attenzione: tra gli studenti, il consumo nell’anno cresce solo lievemente, ma il consumo abituale passa dallo 0,4% del 2024 allo 0,9% del 2025. Questo significa che non bisogna guardare solo alla prevalenza generale, ma anche alla frequenza, perché la frequenza d’uso è più vicina al rischio clinico.

Eroina, oppiacei e oppioidi sintetici: meno mercato tradizionale, ma attenzione ai nuovi segnali

Il quadro degli oppiacei è più articolato. Da un lato, la Relazione 2026 conferma una riduzione del traffico e dei consumi tradizionali di eroina. Dall’altro lato, gli oppiacei/opioidi continuano ad avere un forte peso nei servizi e nella mortalità.

Indicatore oppiacei/opioidi Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Consumo studenti 15-19 anni nell’anno 1,2% 1,5% aumento
Sequestri eroina/altri oppiacei 0,6% dei sequestri 0,7% dei sequestri quota molto bassa
Quantità sequestrata dato contenuto circa 390 kg meno dell’1% del totale sequestrato
Utenza SerD oppiacei/opioidi 59% 57% resta prevalente, ma in calo
Ricoveri direttamente oppioidi-correlati 15% 13% calo nei ricoveri, dato ultimo disponibile 2024
Decessi oppiacei/opioidi 35% 39% aumento della quota
Oppioidi sintetici tra NPS 8% 9% segnale da monitorare

Il dato più delicato riguarda gli oppioidi sintetici. La Relazione non descrive una crisi italiana paragonabile a quella osservata in altri Paesi, ma segnala elementi che richiedono sorveglianza elevata: presenza di oppioidi sintetici tra le NPS, attenzione verso i nitazeni, documenti informativi su fentanyl e altri oppioidi sintetici, casi di intossicazione e decessi correlati a fentanyl, anche in associazione con altre sostanze.

La lettura corretta è prudente: non bisogna parlare di emergenza generalizzata, ma neppure sottovalutare il segnale. Gli oppioidi sintetici ad alta potenza possono produrre intossicazioni gravi anche a dosi molto basse e possono essere presenti come adulteranti o in prodotti contraffatti.

Nuove Sostanze Psicoattive: un mercato più rapido della percezione del rischio

Nel 2025 il NEWS-D ha identificato 92 Nuove Sostanze Psicoattive circolanti sul territorio nazionale, con un aumento del 16% rispetto al 2024.

Indicatore NPS / NEWS-D Dati 2024 Dati 2025 Lettura
NPS identificate in Italia 79 92 +16%
Segnalazioni NEWS-D in entrata dato inferiore 530 +21%
NPS identificate per la prima volta in Europa n.d. 50 indicatore di mercato europeo in evoluzione
Nuove sostanze inserite nelle Tabelle ministeriali n.d. 40 risposta normativa
NPS tra studenti 15-19 anni 5,8% 5,7% stabile nei consumi dichiarati
Cannabinoidi sintetici tra studenti 3,5% 3,6% lieve aumento
Oppioidi sintetici tra studenti n.d. 1,6% dato da sorvegliare
Ketamina tra studenti n.d. 1,2% presenza crescente nel quadro giovanile
Catinoni sintetici tra studenti n.d. 1% dato da monitorare

Classi principali di NPS identificate nel 2025

Classe NPS Quota sul totale delle 92 NPS
Cannabinoidi sintetici e semisintetici 30%
Catinoni sintetici 17%
Arilcicloesilamine 10%
Fenetilamine 9%
Oppioidi sintetici 9%

Le NPS non devono essere lette solo in termini di prevalenza di consumo. Il loro peso reale sta nella velocità con cui il mercato cambia, nella difficoltà di riconoscimento, nella variabilità della potenza, nella possibilità di adulterazioni e nel rischio che le persone assumano sostanze diverse da quelle che credono di aver acquistato.

Psicofarmaci senza prescrizione: una fragilità silenziosa

Nel 2025, l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica tra gli studenti 15-19 anni è pari all’11% nell’ultimo anno. Il dato è in lieve calo rispetto al 12% del 2024, ma resta molto elevato.

Indicatore psicofarmaci senza prescrizione Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Uso nell’anno studenti 15-19 12% 11% lieve calo
Uso nell’anno under 18 n.d. 11%, quasi 180.000 minorenni dato molto rilevante
Consumo frequente studenti 15-19 n.d. 2,5% circa 65.000 studenti
Farmaci per dormire/rilassarsi n.d. 8,2% categoria più utilizzata
Farmaci per attenzione/iperattività n.d. 3,1% seconda categoria
Farmaci per controllo del peso n.d. 2,9% forte componente di genere
Farmaci per umore n.d. 2,5% indicatore di disagio emotivo

Gli psicofarmaci, quando prescritti e monitorati, sono strumenti terapeutici importanti. Il problema nasce quando vengono usati senza prescrizione, magari recuperati in casa, scambiati tra pari o assunti insieme ad alcol, cannabis o altre sostanze.

Qui la prevenzione deve essere particolarmente attenta. Non basta dire che “non bisogna assumere farmaci senza prescrizione”. Bisogna interrogarsi sulle ragioni: ansia, insonnia, fatica emotiva, pressione scolastica, difficoltà relazionali, disagio psicologico, accessibilità domestica dei farmaci, bassa percezione del rischio.

Alcol, tabacco, nicotina e nuovi prodotti: il rischio della normalizzazione

Le sostanze legali restano centrali nel profilo di rischio adolescenziale.

Indicatore studenti 15-19 anni Dati 2025
Sigarette tradizionali nell’anno 37%
Fumo quotidiano 20%
Sigarette elettroniche nell’anno 41%
Sigarette senza combustione nell’anno 16%
Nicotine pouches nell’anno 6,1%
Almeno un prodotto con nicotina 58%
Alcol nell’anno 75%
Ubriacature nell’anno 30%
Binge drinking ultimo mese 28%

Focus minorenni

Indicatore under 18 Dato 2025
Tabacco 31%, quasi 500.000 studenti
Almeno un episodio di ubriacatura nell’anno 25%, circa 380.000 studenti
Psicofarmaci senza prescrizione 11%, quasi 180.000 studenti

Questi dati mostrano un punto fondamentale: le sostanze legali non possono essere trattate come un capitolo marginale. Tabacco, nicotina e alcol sono culturalmente più normalizzati e proprio per questo possono essere sottovalutati.

In particolare, la crescita dell’uso di sigarette elettroniche e del policonsumo di prodotti con nicotina pone un tema educativo e regolatorio. I nuovi prodotti sono spesso percepiti come meno pericolosi, più moderni, più gestibili. Ma la presenza di nicotina, gli aromi attrattivi, l’uso precoce e la combinazione con altri prodotti possono favorire dipendenza e consolidare abitudini difficili da interrompere.

Dipendenze comportamentali: il rischio non passa solo dalle sostanze

Uno degli aspetti più innovativi della Relazione 2026 è l’attenzione alle dipendenze comportamentali e ai comportamenti a rischio. Anche qui è necessario distinguere bene le fasce d’età.

È importante precisare che questi dati derivano da strumenti di screening e identificano profili di rischio o comportamenti riconducibili a dipendenza comportamentale; non devono quindi essere letti automaticamente come diagnosi cliniche individuali.

Fascia 11-13 anni: progetto Generazione Z 2.0

Indicatore 11-13 anni Dato 2025 Confronto disponibile
Social media addiction 1%, circa 15.000 studenti 2,2% nel 2022
Internet Gaming Disorder 7%, circa 111.000 studenti 11% nel 2022
Gioco d’azzardo ultimi 12 mesi 11% dato rilevante in età precoce
Gioco problematico 2,3% stimato con SOGS-RA
Gioco a rischio 3,1% stimato con SOGS-RA
Studenti 11-13 anni a rischio/problematici per azzardo oltre 87.000 somma dei profili a rischio/problematici

Studenti 15-19 anni e under 18

Indicatore Studenti 15-19 anni, 2025 Under 18, 2025
Uso problematico di Internet 13%, quasi 370.000 quasi 230.000 minorenni
Cyberbullismo subito 45% 47%
Cyberbullismo agito 30% 32%
Challenge online, partecipazione 1,1% 1,4%
Ghosting agito 29% 30%
Gaming a rischio 15% 17%, oltre 260.000
Hikikomori oltre 6 mesi 2,1%, oltre 50.000 1,7%, oltre 26.000
Gioco d’azzardo nell’anno 60% 59%, circa 900.000
Gioco d’azzardo online 14% 12%
Gioco a rischio 7,1% 7,7%
Gioco problematico 5,2% 6%

Questi dati confermano che la prevenzione non può più ragionare soltanto sulle sostanze. Il rischio può prendere la forma del gioco, del digitale, dell’isolamento, della perdita di controllo, della ricerca compulsiva di stimoli, riconoscimento o compensazione emotiva.

La distinzione scientifica resta importante: non ogni uso intenso di Internet, videogiochi o social è una dipendenza. Diventa problematico quando il comportamento è rigido, persistente, difficilmente controllabile, sottrae spazio a sonno, scuola, relazioni e attività quotidiane, e continua nonostante conseguenze negative evidenti.

Offerta e mercato: meno sequestri complessivi, ma più complessità

Nel 2025 le Forze di Polizia hanno effettuato 20.692 operazioni antidroga, in diminuzione del 3% rispetto al 2024. I sequestri complessivi ammontano a 55.396 kg, in calo del 5%. Tuttavia, la quantità di piante di cannabis sequestrate aumenta del 38%, mentre le dosi/compresse sequestrate crescono del 120%.

Indicatore offerta/mercato Dati 2024 Dati 2025 Variazione
Operazioni antidroga circa 21.336 20.692 -3%
Quantitativi sequestrati circa 58 tonnellate 55.396 kg -5%
Piante di cannabis sequestrate circa 150.000 206.589 +38%
Dosi/compresse sequestrate circa 123.000 271.780 +120%
Cannabis su totale sequestri 79% 72% diminuzione quota
Cocaina/crack su totale sequestri 19% 25% aumento quota
Oppiacei/opioidi su totale sequestri 0,6% 0,7% sostanziale stabilità
Droghe sintetiche su totale sequestri 0,2% 0,2% stabile

Il dato conferma che la quantità complessiva sequestrata non è l’unico indicatore utile. Un mercato può diventare più complesso anche se i sequestri totali diminuiscono. Aumentano infatti alcuni indicatori qualitativi: purezza, diversificazione dei prodotti, dosi/compresse, NPS e presenza di prodotti sintetici o adulterati.

SerD, comunità e pronto soccorso: il sistema intercetta più bisogni, ma cresce il danno acuto

Nel 2025 i SerD hanno avuto in carico 131.328 persone per problematiche droga-correlate, con un incremento del 3,5% rispetto ai 126.910 utenti del 2024.

Indicatore SerD Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Persone in carico 126.910 131.328 +3,5%
Nuovi utenti 12% 12% stabile
Oppiacei/opioidi come sostanza primaria 59% 57% ancora prevalenti, ma in calo
Cocaina/crack come sostanza primaria 26% 28% in aumento
Cannabis come sostanza primaria 13% 13% stabile

Il sistema dei servizi deve quindi tenere insieme due esigenze: continuità terapeutica per l’utenza storica legata agli oppiacei e capacità di rispondere a nuovi profili clinici, spesso più legati a cocaina, crack, cannabis, policonsumo, psicofarmaci e comportamenti a rischio.

Anche le comunità terapeutiche restano un presidio essenziale. La Relazione indica oltre 25 mila persone trattate nell’ambito dei percorsi residenziali e riabilitativi, pur riportando nella tavola riepilogativa un valore di utenza pari a 23.970 secondo uno specifico perimetro informativo.

Pronto soccorso e ricoveri

Indicatore sanitario Dati precedenti Dati più recenti nella Relazione 2026 Lettura
Accessi in Pronto Soccorso droga-correlati 8.378 nel 2024 9.641 nel 2025 +15%
Ricoveri droga-correlati 7.382 nel 2023 circa 7.043 nel 2024 -4,6%
Cocaina nei ricoveri direttamente attribuibili 30% 32% aumento
Oppioidi nei ricoveri direttamente attribuibili 15% 13% riduzione
Cannabinoidi nei ricoveri direttamente attribuibili 6,5% 6,9% lieve aumento
Sostanze miste/non specificate 47% 47% stabile

Il dato più preoccupante riguarda l’emergenza sanitaria. Nel 2025 i Pronto Soccorso italiani hanno registrato 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, con un aumento del 15% rispetto al 2024.

Quando crescono gli accessi in emergenza, significa che aumenta la pressione sul sistema sanitario per eventi acuti droga-correlati. È un segnale che richiama la necessità di rafforzare l’intercettazione precoce, la prossimità dei servizi e la continuità tra pronto soccorso, SerD e rete territoriale.

Decessi droga-correlati: aumentano i casi e cambia il peso delle sostanze

Nel 2025 i decessi droga-correlati direttamente accertati dalle Forze dell’Ordine sono 249, con un incremento del 7,8% rispetto ai 231 del 2024.

Indicatore decessi Dati 2024 Dati 2025 Lettura
Decessi totali droga-correlati 231 249 +7,8%
Oppiacei/opioidi 35% 39% aumento
Cocaina/crack 35% 35% stabile, ma su totale maggiore
Non specificato 27% 24% riduzione
Altre sostanze 3% 2% riduzione

Gli oppiacei/opioidi aumentano in quota, passando dal 35% al 39%. Cocaina e crack restano stabili al 35%, ma su un totale di decessi aumentato. Questo conferma che la mortalità droga-correlata non può più essere letta solo attraverso il paradigma storico dell’eroina. Cocaina e crack sono ormai stabilmente affiancati agli oppiacei tra le sostanze più coinvolte negli esiti letali.

Prevenzione: aumentano i progetti, ma ora serve misurare i risultati

La Relazione 2026 segnala un rafforzamento della prevenzione. Nel 2025 sono stati attivati 407 progetti di prevenzione rivolti alla popolazione generale, con un aumento dell’11% rispetto al 2024. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado sono stati realizzati 380 progetti, con un incremento del 16%.

Indicatore prevenzione Dati 2024 Dati 2025 Variazione
Progetti prevenzione popolazione generale 367 407 +11%
Progetti prevenzione scuole secondarie 328 380 +16%
Scuole con giornate informative su sostanze psicoattive dato superiore nel 2024 46% in calo rispetto al 2024
Scuole con iniziative contro bullismo/cyberbullismo n.d. 84% ampia diffusione
Scuole con attività sui rischi legati alla guida n.d. 56% ampia diffusione
Scuole con interventi su gioco d’azzardo n.d. 36% area da rafforzare

È un segnale positivo, ma non basta. Il passaggio successivo deve essere la valutazione dell’efficacia. Contare i progetti è necessario, ma non sufficiente. Bisogna capire se gli interventi modificano davvero conoscenze, percezione del rischio, capacità relazionali, richiesta di aiuto, accesso precoce ai servizi, riduzione del consumo e riduzione dei comportamenti a rischio.

Una matrice di lettura: cosa migliora, cosa peggiora, cosa va sorvegliato

Area Migliora Peggiora Da sorvegliare
Cannabis calo tra studenti e acque reflue prodotti più potenti e diversificati THC elevato, vaping, cannabinoidi sintetici
Cocaina/crack consumo studentesco solo lievemente aumentato impatto sanitario elevato, SerD, decessi, ricoveri consumo abituale, crack, policonsumo
Oppiacei/eroina calo traffico tradizionale e ricoveri decessi oppiacei/opioidi in aumento oppioidi sintetici e nitazeni
NPS prevalenza studenti stabile più sostanze identificate nuove molecole, intossicazioni, adulterazioni
Psicofarmaci SPM lieve calo nell’anno dato ancora elevato, soprattutto ragazze uso frequente e associazioni con alcol/sostanze
Alcol/tabacco/nicotina alcuni esordi precoci in flessione diffusione molto ampia, e-cig elevate policonsumo nicotinico e binge drinking
Digitale/gaming social addiction e IGD 11-13 in calo vs 2022 uso problematico Internet 15-19 in aumento sonno, isolamento, perdita di controllo
Azzardo maggiore attenzione istituzionale crescita marcata tra studenti online, profili a rischio/problematici
Servizi SerD in crescita, prevenzione in aumento PS +15%, decessi +7,8% accessibilità, presa in carico precoce
Dati/sistemi informativi maggiore integrazione nella Relazione persistono perimetri non sempre sovrapponibili qualità e omogeneità dei flussi

Il confronto 2025/2026: cosa cambia davvero

Il confronto tra la Relazione 2026 e la Relazione 2025 (infografica sito SIPaD) va letto correttamente: la Relazione 2025 fotografa i dati 2024; la Relazione 2026 fotografa i dati 2025.

Nel 2024 sembrava prevalere una lettura di lieve flessione dei consumi giovanili. Nel 2025 questa lettura si complica. Il consumo di almeno una sostanza illegale tra gli studenti 15-19 anni passa dal 25% al 26%; tra gli under 18 passa dal 20% al 23%.

La cannabis scende dal 21% al 18%, ma il mercato diventa più potente e diversificato. La cocaina passa dall’1,8% all’1,9% tra gli studenti e aumenta il peso sui SerD, soprattutto nei nuovi accessi. Gli oppiacei passano dall’1,2% all’1,5%. Gli stimolanti dal 2,4% al 2,7%. Gli allucinogeni dall’1,2% all’1,9%. Le NPS restano sostanzialmente stabili nei consumi dichiarati, 5,8% nel 2024 e 5,7% nel 2025, ma aumentano come varietà e complessità del mercato, da 79 a 92 sostanze identificate.

I SerD passano da 126.910 persone in carico nel 2024 a 131.328 nel 2025. Gli accessi al pronto soccorso aumentano del 15%. I decessi passano da 231 a 249. I progetti di prevenzione aumentano, ma aumentano anche diversi indicatori di danno.

La sintesi è chiara: il 2026 non racconta semplicemente “più consumo”. Racconta un fenomeno più articolato, in cui alcuni indicatori migliorano, altri peggiorano e altri ancora cambiano significato.

Conclusione: una Relazione che chiede risposte più integrate

La Relazione 2026 consegna un messaggio netto: le dipendenze in Italia non possono più essere affrontate con categorie vecchie. Non basta separare droghe illegali, alcol, tabacco, psicofarmaci, digitale e gioco d’azzardo. Non basta distinguere rigidamente prevenzione, cura, contrasto e recupero. Non basta nemmeno leggere il fenomeno solo attraverso le sostanze più note.

Oggi il rischio nasce spesso dentro comportamenti normalizzati, prodotti più potenti, mercati più rapidi, vulnerabilità emotive, accesso digitale, policonsumo e difficoltà degli adulti nel riconoscere i primi segnali.

Il confronto con la Relazione 2025 mostra che il 2025 non è stato un anno di semplice continuità. È stato un anno di transizione: calano alcuni consumi, ma aumentano complessità e pressione sanitaria. La cannabis diminuisce tra gli studenti, ma cresce la preoccupazione per la potenza dei prodotti. La cocaina resta una sostanza ad altissimo impatto sanitario. Gli oppioidi sintetici richiedono sorveglianza. Le NPS confermano un mercato instabile. Gli psicofarmaci senza prescrizione mostrano un disagio sommerso. Alcol, tabacco e nicotina continuano a essere molto diffusi. Gaming, gambling, Internet e social media addiction obbligano ad allargare lo sguardo.

La strada indicata dalla Relazione e dalla prefazione di Mantovano è quella di un sistema più integrato: dati migliori, prevenzione più precoce, servizi più accessibili, reti territoriali più forti, attenzione alle famiglie, coinvolgimento della scuola, ruolo della comunità scientifica e politiche pubbliche basate su evidenze.

La prevenzione comincia da qui: non minimizzare, non aspettare, non lasciare sole le persone e le famiglie. Riconoscere i segnali precoci non significa creare paura, ma costruire protezione. E una società che sa leggere prima il rischio è una società che può curare meglio, prevenire di più e lasciare meno persone indietro.

Fonti

 

 

 


Roma, 24/06/2026 – Conferenza stampa di presentazione della Relazione del 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia Partecipano il Sottosegretario con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze Alfredo Mantovano, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano Fedriga, il Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Gaetano Manfredi, il Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, la conduttrice Rai, Andrea Delogu. In collegamento, il Sindaco di Catania, Enrico Trantino, e l’assessore del Comune di Jesolo, Debora Gonella.