Tre mesi fa, la polizia di Rio de Janeiro ha effettuato un sequestro record di circa 50 tonnellate di marijuana, un carico di droga dal valore stimato intorno agli 8 milioni di euro.
La sostanza era nascosta nella favela di Maré, all’interno di una struttura in cemento armato ricavata nel sottotetto di una fabbrica abbandonata.
In quella favela esercita un controllo capillare il Comando Vermelho (CV), che insieme al Primeiro Comando da Capital (PCC) e alla Familia do Norte (FdN) rappresenta una delle principali organizzazioni criminali del Paese.
In particolare, dalle indagini condotte in Italia è emerso che il PCC gestirebbe rilevanti traffici di droga diretti verso il nostro Paese, spesso in collaborazione con la mafia calabrese.
Il Brasile, che presenta uno dei più elevati livelli di disuguaglianza al mondo, oltre a essere uno dei principali snodi internazionali del commercio di droghe verso l’Europa, continua a rappresentare anche un luogo privilegiato per molti mafiosi colombiani, giapponesi e italiani.
Negli anni passati, la cattura a San Paolo di Tommaso Buscetta, di Lelio Paolo Gigante, di Antonio Salomone — esponente della famiglia dei Greco — e la permanenza per lunghi periodi di Gaetano Badalamenti, Nunzio Guida e Antonio Bardellino hanno confermato questa predilezione da parte della mafia.
Su Bardellino, inoltre, non posso dimenticare le tracce della sua presenza che rilevammo in una piccola tribù brasiliana circa trent’anni fa, durante una missione svolta insieme a un ufficiale della polizia colombiana.
All’epoca svolgevo le funzioni di esperto antidroga distaccato a Bogotà.
Risalendo il Rio delle Amazzoni a bordo di una piccola imbarcazione a motore, emerse che “Tonino l’italiano”, latitante da alcuni anni, era stato in quei luoghi per alcuni mesi.
Come ricordo personale aveva lasciato una piccola statua della Madonna di Pompei, collocata tra la vegetazione all’ingresso dell’accampamento.
Naturalmente, il Brasile non rappresenta una base strategica soltanto per i criminali stranieri. Un cartello di narcos brasiliani opera nel Mato Grosso do Sul, controllando la frontiera con il Paraguay e la Bolivia.
La regione di Pedro Juan Caballero, in Paraguay, è da tempo uno dei principali punti di transito di gran parte della cocaina che dal Brasile viene indirizzata verso l’Europa, l’Africa e gli Stati Uniti.
L’attività repressiva è resa particolarmente complessa da una corruzione diffusa, che coinvolge le forze di sicurezza civili e militari.
La violenza continua a essere così estesa e radicata che, periodicamente, i presidenti della Repubblica sono costretti a ricorrere all’esercito per ristabilire condizioni minime di ordine pubblico.
A Rio de Janeiro, città con oltre 6 milioni di abitanti e una media di circa venti omicidi al giorno, sono frequenti le operazioni di “bonifica” nei quartieri più degradati, le favelas, dove spacciatori e trafficanti hanno costruito vere e proprie cittadelle dedicate alle attività illecite.
Si tratta di bande strutturate attorno a un capo, affiancato dai suoi soldados, seguiti dai bambini, chiamati los aviones, incaricati di trasportare la droga confezionata in piccole buste, e dai coheteros, il cui compito è avvertire il gruppo, tramite fuochi artificiali, dell’arrivo della Polizia o della presenza di gruppi rivali.
Tra gli interventi più recenti dell’esercito va ricordato quello dell’ottobre 2025 nelle favelas a nord di Rio de Janeiro, conclusosi con un bilancio di 130 morti.
Pensare di risolvere con strumenti militari i gravi problemi di chi vive abbandonato nelle favelas e trova nello spaccio di droga l’unica fonte di sostentamento è, oltre che disumano, quantomeno semplicistico.
Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
Approfondimenti:
- Agência Brasil — Sequestro di circa 48 tonnellate di droga nella favela di Maré
- GOV.UK — Gruppi criminali organizzati in Brasile: PCC, Comando Vermelho e altri gruppi
- Eurojust — Legami criminali tra Italia e Brasile
- Eurojust — Cooperazione UE-America Latina contro il narcotraffico
- UNODC – Rapporto globale sulla cocaina 2023
- Banca Mondiale – Indice di Gini Brasile
- INTERPOL — Project I-CAN contro la ’Ndrangheta
- Reuters — Operazione dell’ottobre 2025 a Rio e bilancio delle vittime
- Reuters — Analisi sull’operazione di polizia più letale nella storia del Brasile
- Global Initiative Against Transnational Organized Crime — PCC e rotta Brasile-Africa occidentale