Non è stato facile il compito di “riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della PS” affidato dal Capo della Polizia, un paio di anni fa (il 27 dicembre 2016), al Gruppo di lavoro interdirezionale (Dipartimento della Pubblica Sicurezza), presieduto dal Vice Capo della Polizia con funzioni vicarie.

Tra gli obiettivi fissati, facendo riferimento alla cosiddetta legge Madia, quello di “individuare soluzioni organizzative appropriate per innalzare i livelli di efficacia ed efficienza delle articolazioni periferiche“ (in particolare delle Questure), elaborando “le conseguenti proposte di revisione dell’assetto organizzativo e ordinamentale “ e le “conseguenti proposte di revisione delle dotazioni organiche”.

Tutto questo ha prodotto una classificazione delle Questure fatta, si legge nella “bozza” (riservata) del lavoro svolto, “attraverso un metodo scientifico con consulenza Istat” e “sulla base delle complessità e delle criticità del territorio di riferimento”.

Così, in base a “variabili di contesto provinciale” (superficie dei centri abitati, popolazione residente) e a “variabili specifiche delle attività di polizia”(polizia di prevenzione, immigrazione, ordine pubblico, polizia criminale, polizia amministrativa e di sicurezza, dispositivi di protezione), sono stati elaborati due “indici” che hanno portato alla suddivisione e classificazione delle Questure.

Con alcune situazioni che hanno suscitato perplessità e qualche polemica per il “declassamento” subito da alcuni uffici.

Ora, a parte le tre sedi di Roma, Milano e Napoli inserite nella “prima fascia super” (era necessario quell’aggettivo “super” ?) e le 19 province sedi di Questure di “prima fascia”, appare incomprensibile, per esempio, aver collocato Bolzano e Trento, questure rette da dirigenti generali di ps (con talune funzioni in tema di licenze e immigrazione esercitate, di norma, dai prefetti), le uniche due Province autonome nel panorama costituzionale del nostro Paese, nel “mucchio” delle 50 sedi di “terza fascia”, insieme a quelle, per esempio di Cuneo, Piacenza, L’Aquila, Benevento, Sassari, che non hanno mai presentato problemi particolari di ordine pubblico.

Si possono immaginare anche gli stati d’animo  di quei Questori ( ma anche del personale dei vari ruoli) delle venti sedi relegate nella “quarta fascia” (tra cui Aosta dove pure, storicamente, il Questore è punto di riferimento importante nel contesto regionale), insieme alle “tranquille” sedi di Belluno, Rovigo, Gorizia, solo per citarne alcune.

Questa classificazione appare inopportuna e trascura le storie di alcune Questure, i contesti ambientali vissuti,  operando, di fatto, una svalutazione degli uffici e di chi vi presta servizio.

Non convincono affatto queste “applicazioni matematiche” con il metodo Istat “dei minimi quadrati ordinali” (citati nella bozza) di distribuzione delle risorse umane alle Questure che, ad eccezione di quelle “super”, dovrebbero perdere personale (44 sedi) ed altre (59) subire un incremento.

Le polemiche delle settimane passate con alcuni sindacati di polizia che hanno parlato di un bluff del Viminale sulla sicurezza, si sono riaccese di recente ( 7 novembre scorso) con le dichiarazioni del sottosegretario all’interno Stefano Candiani che rispondendo ad alcune obiezioni mosse dall’ex sottosegretario Bocci, sulla “declassata” Questura di Perugia, precisava di un mutato scenario socio culturale e di servizio riscontrato, aggiungendo che “…il procedimento attiene solo alla qualifica del Questore”.

Il che, francamente, è incomprensibile. Le risorse umane necessarie alle Questure, a tutte, debbono essere aumentate perché negli anni  sono aumentati i compiti attribuiti a questi uffici e sono aumenta le esigenze di sicurezza da parte dei cittadini  rispetto a trent’anni fa, con fenomeni di criminalità, anche organizzata, che hanno investito buona parte del territorio nazionale.

E chi ancora si ostina a parlare di calo dei delitti e solo di insicurezza percepita, vive fuori dalla realtà e dice falsità.

 

Per “paoloberretta.com” – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto). 

 


 

Alcuni link utili e riferimenti per trovare informazioni sulle Questure in Italia: