Il documento definisce linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e delle Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) nelle principali matrici biologiche, quali sangue, saliva, urina e capelli.

Vengono delineati gli obiettivi clinici, forensi ed epidemiologici delle analisi tossicologiche, evidenziando la necessità di approcci analitici sensibili e specifici in risposta alla continua evoluzione del mercato delle NSP.

Per ciascuna matrice biologica sono descritte le procedure di raccolta, conservazione, gestione delle non conformità e analisi, insieme ai requisiti documentali, tra i quali il consenso informato, la catena di custodia e la refertazione.

Il lavoro approfondisce le metodiche analitiche, distinguendo tra test di screening e analisi di conferma basate su tecniche cromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa e riporta i valori soglia di riferimento.

Ampio rilievo è dato alla validazione dei metodi, ai controlli di qualità interni ed esterni e alla corretta interpretazione dei risultati, con l’obiettivo di armonizzare le procedure di laboratorio e garantire affidabilità e valore medico-legale delle analisi.

Le differenze tra le diverse matrici biologiche impiegate nelle analisi tossicologiche riguardano principalmente la finestra temporale di rilevabilità delle sostanze, la finalità dell’indagine e le modalità di prelievo.

Le matrici principali e le loro caratteristiche distintive sono:
  • Matrice Ematica (Sangue e Plasma):
    • Finestra temporale: Molto breve, espressa in ore.
    • Finalità: È la matrice d’elezione per valutare l’attualità d’uso e la correlazione diretta con lo stato psicofisico o gli effetti farmacologici attivi al momento del prelievo (es. idoneità alla guida).
    • Prelievo: Invasivo, deve essere eseguito da personale qualificato.
  • Saliva (Fluido Orale):
    • Finestra temporale: Breve, solitamente limitata a poche ore dall’assunzione.
    • Finalità: Utilizzata per accertare l’attualità di consumo, con concentrazioni spesso correlate a quelle del sangue.
    • Prelievo: Semplice, rapido e non invasivo, ideale per controlli rapidi o su strada.
  • Urina:
    • Finestra temporale: Intermedia, con rilevabilità nell’arco di alcuni giorni.
    • Finalità: È la matrice più comune per il monitoraggio del consumo recente. Riflette principalmente l’eliminazione dei metaboliti piuttosto che lo stato psicofisico attuale.
    • Prelievo: Semplice e non invasivo, ma soggetto a rischi di adulterazione o manipolazione del campione.
  • Matrice Cheratinica (Capelli e Peli):
    • Finestra temporale: Molto estesa, coprendo settimane o diversi mesi.
    • Finalità: Documenta il consumo cronico o pregresso. Grazie alla crescita media dei capelli (circa 1 cm al mese), l’analisi segmentale permette di ricostruire cronologicamente la storia dell’assunzione.
    • Prelievo: Non invasivo, consente una facile conservazione a temperatura ambiente.
In sintesi, mentre il sangue e la saliva forniscono informazioni sul consumo immediato, l’urina permette di rilevare assunzioni avvenute nei giorni precedenti e i capelli offrono una prospettiva storica e retrospettiva dell’esposizione alle sostanze.

 

L’identificazione delle Nuove Sostanze Psicoattive (NSP) nei laboratori rappresenta una sfida complessa a causa della loro estrema eterogeneità chimica e della rapidità con cui nuovi composti, spesso non documentati, vengono immessi sul mercato.
Le principali strategie e metodologie utilizzate per la loro rilevazione sono:
  • Tecniche Cromatografiche e Spettrometria di Massa: Rappresentano l’approccio di riferimento (“gold standard”) per l’identificazione certa. L’impiego della cromatografia liquida o gassosa accoppiata alla spettrometria di massa (LC-MS/MS o GC-MS) è fortemente raccomandato poiché consente l’identificazione simultanea di un ampio spettro di NSP e dei relativi metaboliti, anche in assenza di kit commerciali specifici. Tecniche avanzate come la spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRMS) sono inoltre fondamentali per identificare sostanze non ancora completamente caratterizzate dal punto di vista chimico.
  • Limiti dei Test di Screening Tradizionali: I metodi immunochimici ed enzimatici convenzionali sono spesso inefficaci per le NSP a causa della loro variabilità strutturale e della mancanza di anticorpi specifici. Per tale motivo, l’uso di tecniche basate sulla spettrometria di massa è preferito già nella fase di screening per garantire sensibilità e specificità elevate.
  • Innovazione tecnologica e Intelligenza Artificiale: L’uso del machine learning sta emergendo come uno strumento prezioso per identificare pattern nei dati e facilitare l’aggiornamento continuo delle metodiche analitiche in risposta all’evoluzione del mercato. È inoltre indispensabile il costante aggiornamento delle librerie spettrali utilizzate dagli strumenti per riconoscere le nuove molecole.
  • Protocolli Analitici e Validità Forense: Per avere validità medico-legale, ogni identificazione deve essere confermata con un metodo basato su principi chimico-fisici diversi da quelli dello screening. Le analisi possono essere eseguite su diverse matrici (sangue, urina, saliva e capelli) a seconda della finestra temporale che si intende indagare.
In sintesi, l’identificazione delle NSP richiede l’adozione di protocolli altamente sensibili, l’impiego di strumentazione avanzata e una costante consultazione della letteratura scientifica per monitorare le nuove molecole emergenti.

Autori:
Emilia Marchei, Maria Concetta Rotolo, Paolo Berretta, Chiara Fraioli, Simona Pichini, Manuela Pellegrini.
Centro Nazionale Dipendenze e Doping – ISS
Citare questo documento come segue:
Marchei E, Rotolo MC, Berretta P, Fraioli C, Pichini S, Pellegrini M. Linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2026. (Rapporti ISTISAN 26/8).
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