Il 12 marzo 2024, a Palazzo Chigi, è stato presentato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici, promosso dal Governo italiano e coordinato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga [1].
L’iniziativa nasceva con una finalità principalmente preventiva: rafforzare la capacità dell’Italia di intercettare tempestivamente eventuali segnali di diffusione illecita del fentanyl e di altri oppioidi sintetici ad elevata potenza, evitando che potessero svilupparsi scenari paragonabili a quelli osservati negli Stati Uniti.
A distanza di oltre due anni, il tema mantiene una forte rilevanza sanitaria. Il mercato europeo degli oppioidi sintetici continua infatti a evolvere e, accanto al fentanyl e ai suoi derivati, sono comparsi nuovi gruppi di sostanze come i nitazeni e, più recentemente, le cosiddette orphines, oppioidi sintetici caratterizzati in alcuni casi da potenza farmacologica molto elevata [7][8].
Nel frattempo l’Italia ha continuato ad attuare misure di sorveglianza, controllo e formazione collegate al Piano, fino all’attivazione nel 2026 di uno specifico corso dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alla gestione clinica e ai rischi associati al fentanyl e agli oppioidi sintetici [6].
Fentanyl: farmaco essenziale e sostanza ad alto rischio se utilizzata impropriamente
Il fentanyl è un oppioide sintetico utilizzato legittimamente in medicina, in particolare nell’anestesia e nel trattamento di forme di dolore severo. La sua elevata potenza farmacologica rende necessario un impiego rigorosamente controllato.
È quindi fondamentale distinguere l’uso terapeutico appropriato del fentanyl dal suo uso improprio o illegale.
Il problema di sanità pubblica riguarda soprattutto la diversione dai circuiti sanitari, la produzione clandestina, la disponibilità attraverso mercati illegali e l’eventuale presenza del fentanyl o di altri oppioidi altamente potenti come adulteranti di sostanze vendute ai consumatori come droghe differenti [2].
La presenza inconsapevole di un oppioide molto potente può aumentare notevolmente il rischio di intossicazione acuta e depressione respiratoria, soprattutto quando la persona non conosce la reale composizione o concentrazione della sostanza assunta.
Il Piano nazionale italiano dedica infatti specifica attenzione non soltanto alla prevenzione e al contrasto, ma anche alla capacità dei servizi sanitari e dei laboratori di riconoscere rapidamente eventuali casi di intossicazione da nuovi oppioidi [2].
Perché l’Italia ha predisposto un Piano nazionale
Quando il Piano venne presentato nel marzo 2024, in Italia non era documentata una situazione epidemiologica assimilabile alla crisi degli oppioidi osservata negli Stati Uniti.
L’approccio scelto fu quindi quello della preparedness, cioè della preparazione anticipata del sistema sanitario e istituzionale.
Il Piano è strutturato come intervento multidisciplinare e coinvolge differenti amministrazioni e strutture competenti nei settori sanitario, tossicologico, farmaceutico, investigativo e della sicurezza [1][2].
Tra gli ambiti di intervento assumono particolare importanza:
Sorveglianza e sistemi di allerta
La capacità di riconoscere rapidamente la comparsa di sostanze nuove o inattese rappresenta una delle componenti fondamentali della strategia.
Un segnale proveniente da un laboratorio tossicologico, da un sequestro, da un’intossicazione o da una struttura sanitaria può infatti assumere significato epidemiologico quando viene rapidamente condiviso e confrontato con le informazioni provenienti dal resto del territorio.
Potenziamento della capacità analitica
I normali test tossicologici di screening non sono necessariamente in grado di identificare tutte le nuove sostanze disponibili sul mercato.
Il Piano prevede pertanto il coinvolgimento dei servizi di urgenza, dei laboratori clinici e delle tossicologie forensi per migliorare l’identificazione di fentanyl, nitazeni e altri oppioidi nei casi sospetti di intossicazione [2].
Questo aspetto è particolarmente importante perché il trattamento clinico di un’intossicazione può precedere l’identificazione analitica della sostanza responsabile.
Formazione degli operatori
Medici, professionisti sanitari, operatori dei servizi per le dipendenze, laboratori e Forze dell’ordine devono poter disporre di conoscenze aggiornate sulle nuove sostanze e sulle modalità con cui il mercato illegale evolve.
La formazione diventa quindi uno strumento di prevenzione.
Naloxone e gestione dell’overdose
Il naloxone è un antagonista dei recettori oppioidi utilizzato nel trattamento dell’intossicazione acuta da oppioidi.
Il Piano nazionale dedica attenzione anche alla disponibilità e all’impiego dell’antidoto nell’ambito della risposta alle overdose [2].
La particolare potenza di alcuni oppioidi sintetici rende infatti essenziale una risposta sanitaria tempestiva e appropriata.
NEWS-D: il ruolo del Sistema Nazionale di Allerta Rapida
Uno degli strumenti strategici della sorveglianza italiana è il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe – NEWS-D.
Il sistema mette in rete informazioni provenienti da laboratori, strutture sanitarie, Forze dell’ordine, servizi territoriali e istituzioni, consentendo di individuare e valutare rapidamente nuovi segnali relativi alla presenza di sostanze potenzialmente pericolose.
L’obiettivo dell’early warning non consiste semplicemente nell’identificare una nuova molecola.
Il passaggio fondamentale consiste nel trasformare l’identificazione analitica in informazione operativa, permettendo alle istituzioni e ai servizi sanitari di intervenire tempestivamente.
La rilevanza di questo sistema è emersa concretamente nel 2024, quando il NEWS-D ha diffuso un’allerta relativa alla rilevazione di fentanyl come sostanza da taglio in una dose di eroina [1].
Quel singolo episodio non indicava l’esistenza di una diffusione generalizzata del fentanyl in Italia. Dimostrava però esattamente perché sia necessario disporre di un sistema capace di intercettare rapidamente anche segnali isolati e inattesi.
Per approfondire il funzionamento del sistema italiano: NEWS-D: struttura, funzionamento e risultati
L’aggiornamento del Piano del 9 maggio 2024
Il 9 maggio 2024, a meno di due mesi dalla presentazione del Piano, si svolse a Palazzo Chigi una conferenza stampa dedicata all’aggiornamento delle attività previste.
Parteciparono, tra gli altri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani [3].
La data è documentata anche dal video ufficiale di Palazzo Chigi relativo alla conferenza del 9 maggio 2024.
L’incontro confermò l’impostazione preventiva del Piano: monitoraggio del mercato illegale e della rete, attività investigative, sorveglianza sanitaria, controllo della filiera legale e collaborazione internazionale.
Era già evidente un principio fondamentale: l’Italia non doveva aspettare la comparsa di una crisi sanitaria su vasta scala per organizzare la risposta.
Nel 2025 si rafforza il controllo sulla filiera del fentanyl
Nel corso del 2025 sono state introdotte ulteriori misure coerenti con gli obiettivi del Piano.
Il 24 dicembre 2025, il Ministero della Salute ha comunicato il rafforzamento della sorveglianza sulle prescrizioni di medicinali contenenti fentanyl e analoghi, con indicazioni operative rivolte anche alle farmacie e agli operatori sanitari [4].
La circolare richiama la necessità di controllare l’autenticità delle prescrizioni, verificare eventuali anomalie e contrastare furti, falsificazioni e utilizzi impropri dei medicinali contenenti oppioidi.
Anche il controllo dei precursori chimici è stato rafforzato.
Nel 2025 il Regolamento delegato UE 2025/1475 ha incluso tra i precursori sottoposti a controllo il 4-piperidone e l’1-boc-4-piperidone, sostanze utilizzabili nella sintesi illecita di fentanyl e suoi analoghi [5].
Il contrasto al fenomeno non riguarda quindi soltanto il prodotto finito, ma anche le sostanze chimiche che possono essere utilizzate per la produzione clandestina.
Il 2026 e l’attenzione crescente verso i nitazeni
L’evoluzione del mercato ha progressivamente spostato l’attenzione oltre il solo fentanyl.
Il 2 aprile 2026, il Ministero della Salute ha aggiornato la Tabella I delle sostanze stupefacenti introducendo gli analoghi strutturali e i derivati appartenenti alla classe dei nitazeni [5].
Il provvedimento è entrato in vigore il 26 aprile 2026.
Il Ministero descrive i nitazeni come una classe di oppioidi sintetici caratterizzata da elevatissima potenza farmacologica e da importanti profili di tossicità, sottolineando inoltre la facilità con cui possono comparire nuovi analoghi sul mercato illegale [5].
È un passaggio particolarmente significativo.
Il Piano nato nel 2024 attorno alla minaccia rappresentata dal fentanyl si inserisce oggi in una realtà più ampia, nella quale il sistema deve essere preparato a riconoscere famiglie sempre nuove di oppioidi sintetici.
Il corso ISS 2026 su fentanyl e oppioidi sintetici
Un altro sviluppo concreto è rappresentato dalla formazione.
Dal 25 maggio al 25 novembre 2026, l’Istituto Superiore di Sanità rende disponibile sulla piattaforma EDUISS il corso FAD:
“Fentanyl e Oppioidi Sintetici: Gestione Clinica, Rischi e Strategie di Intervento” [6].
Il corso è accreditato per 16 crediti ECM ed è rivolto alle professioni sanitarie e, per specifiche categorie, anche a professionisti non sanitari quali operatori delle Forze dell’ordine [6].
Il Ministero della Salute precisa che l’iniziativa si colloca direttamente all’interno delle linee strategiche del Piano nazionale e ha l’obiettivo di migliorare il riconoscimento precoce dei rischi, la gestione delle esposizioni e delle overdose e il coordinamento intersettoriale [6].
La formazione rappresenta quindi la prosecuzione operativa di un’impostazione che non considera il fentanyl esclusivamente come problema repressivo, ma come tema di sanità pubblica che richiede competenze cliniche, tossicologiche, epidemiologiche e preventive.
Lo scenario europeo nel 2026
La Relazione europea sulla droga 2026 dell’EUDA consente di collocare il fenomeno italiano nel corretto contesto europeo.
L’eroina continua a essere l’oppioide illecito maggiormente utilizzato in Europa, mentre i nuovi oppioidi sintetici rappresentano complessivamente una quota ancora relativamente limitata del mercato europeo [7].
Questo dato è importante perché evita letture allarmistiche.
Allo stesso tempo, però, l’EUDA sottolinea che sostanze altamente potenti possono provocare cluster improvvisi di intossicazioni e decessi, soprattutto in presenza di repentini cambiamenti del mercato [7].
Dal 2019 almeno 21 Stati membri dell’Unione europea hanno segnalato la presenza di un nitazene e almeno 10 quella di un’orphine [8].
Nel solo 2025 sette nuovi oppioidi sintetici sono stati formalmente notificati al Sistema europeo di allerta precoce; tra questi figuravano tre nitazeni e tre orphines [8].
L’EUDA segnala inoltre la comparsa di nitazeni all’interno di medicinali contraffatti, fenomeno particolarmente insidioso perché può esporre anche persone prive di tolleranza agli oppioidi a sostanze molto potenti [7][8].
La valutazione deve quindi restare equilibrata: l’Europa non sta vivendo uniformemente una replica della crisi nordamericana del fentanyl, ma dispone di segnali sufficientemente importanti da giustificare una sorveglianza elevata e continuativa.
Dal fentanyl ai nuovi oppioidi sintetici
Il principale insegnamento degli ultimi anni è che non sarebbe corretto concentrare l’attenzione esclusivamente su una singola molecola.
Il mercato illegale modifica rapidamente sostanze, precursori, analoghi e modalità di commercializzazione.
Il fentanyl resta un riferimento centrale per comprendere il rischio degli oppioidi sintetici altamente potenti, ma l’emergere dei nitazeni e delle orphines dimostra quanto rapidamente lo scenario possa cambiare.
Per questo motivo diventa essenziale integrare:
- sorveglianza tossicologica;
- monitoraggio epidemiologico;
- sistemi di allerta precoce;
- capacità analitiche dei laboratori;
- controllo della filiera farmaceutica;
- controllo dei precursori;
- formazione degli operatori;
- monitoraggio dei mercati illegali e digitali;
- preparazione dei servizi di emergenza;
- comunicazione scientificamente corretta del rischio.
Un approfondimento specifico sull’evoluzione recente degli oppioidi sintetici è disponibile anche nell’articolo: Nuovi oppioidi sintetici: la mutazione del mercato e la risposta della sanità pubblica
Perché l’early warning resta strategico
Nell’ambito delle nuove sostanze psicoattive il tempo è una variabile fondamentale.
Una nuova sostanza può essere inizialmente identificata in un singolo campione, successivamente comparire in sequestri o casi di intossicazione e infine raggiungere nuovi territori o popolazioni.
Aspettare che il fenomeno diventi epidemiologicamente evidente significa rischiare di intervenire quando la diffusione è già avvenuta.
La funzione dei sistemi di allerta consiste precisamente nell’intercettare questi segnali precoci, valutarli scientificamente e trasferire rapidamente le informazioni a chi deve assumere decisioni sanitarie, preventive o investigative.
Nel caso del fentanyl, questa capacità assume particolare importanza perché la quantità necessaria a determinare effetti farmacologici può essere molto bassa e perché il consumatore può essere inconsapevole della presenza di un oppioide sintetico all’interno della sostanza acquistata illegalmente.
Sul tema dell’individuazione precoce del rischio fentanyl si veda anche: Fentanyl: un allarme anticipato – Simona Pichini e Paolo Berretta
Dal Piano del 2024 alla prevenzione del 2026
A più di due anni dalla sua presentazione, il Piano nazionale contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici deve quindi essere letto come parte di una strategia di preparazione permanente.
Dal 2024 al 2026 il quadro si è progressivamente ampliato: all’attivazione del Piano e del sistema di allerta sono seguiti il rafforzamento dei controlli sulla filiera farmaceutica, nuove misure sui precursori, l’inserimento dei nitazeni nelle tabelle delle sostanze controllate e uno specifico programma formativo dell’Istituto Superiore di Sanità.
Contemporaneamente, i dati europei mostrano un mercato degli oppioidi sintetici ancora quantitativamente limitato rispetto ad altre sostanze, ma caratterizzato da elevata dinamicità e potenziale tossicologico [7][8].
La risposta più appropriata non è quindi l’allarmismo, ma neppure la sottovalutazione.
È necessario mantenere una rete stabile capace di mettere insieme ricerca, tossicologia, servizi sanitari, laboratori, NEWS-D, Forze dell’ordine, istituzioni e comunicazione scientifica.
La finalità strategica rimane quella con cui il Piano è nato nel 2024: individuare precocemente i segnali, preparare il sistema e intervenire prima che un rischio emergente possa trasformarsi in un’emergenza sanitaria.
Per una lettura più ampia del quadro nazionale delle dipendenze e delle nuove sostanze nel 2026: Dipendenze in Italia: la Relazione 2026
Bibliografia e fonti
[1] Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Piano Nazionale contro il Fentanyl.
Piano Nazionale contro il Fentanyl – fonte ufficiale
[2] Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche Antidroga. Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici – versione integrale.
Piano nazionale – documento integrale
[3] Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fentanyl, conferenza stampa sull’aggiornamento delle attività previste dal Piano nazionale, Roma, 9 maggio 2024.
[4] Ministero della Salute. Sorveglianza fentanyl: il Ministero della Salute intensifica i controlli sulle ricette e rafforza la vigilanza, 24 dicembre 2025.
Sorveglianza fentanyl e controlli sulle prescrizioni
[5] Ministero della Salute. Precursori di droghe: Regolamento UE 2025/1475; Sostanze stupefacenti: inclusa la classe dei nitazeni tra le sostanze vietate, 2025–2026.
Controllo dei precursori del fentanyl
Inserimento dei nitazeni nella Tabella I
[6] Istituto Superiore di Sanità – EDUISS. Fentanyl e Oppioidi Sintetici: Gestione Clinica, Rischi e Strategie di Intervento. Corso FAD 2026.
Scheda ufficiale del corso ISS
[7] European Union Drugs Agency – EUDA. European Drug Report 2026 – Heroin and other opioids.
Eroina e altri oppioidi – Relazione europea sulla droga 2026
[8] European Union Drugs Agency – EUDA. New psychoactive substances – the current situation in Europe. European Drug Report 2026.
Nuove sostanze psicoattive – European Drug Report 2026
Link interni
Sulla frase “Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe – NEWS-D” collega:
NEWS-D e Nuove Sostanze Psicoattive: struttura, funzionamento e risultati
Sulla frase “fentanyl e altri oppioidi sintetici” puoi collegare:
Fentanyl: un allarme anticipato – Wired Italia, Simona Pichini e Paolo Berretta
Nella sezione sull’evoluzione del mercato puoi collegare “nuovi oppioidi sintetici” a:
Nuovi oppioidi sintetici: mutazione del mercato e risposta della sanità pubblica
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Per saperne di più
- Piano Nazionale Versione Integrale
- Piano Nazionale Versione Sintetica
- Slide presentazione Piano Nazionale
- Dichiarazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
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