Il Power Slap (P.S.) è considerata negli USA una nuova disciplina sportiva che consiste nel dare e ricevere schiaffi a mano aperta sul volto.

Questo nuova “moda di picchiarsi a stelle e strisce” è stata sviluppata dal presidente dell’Ultimate Fighting Championship (UFC) Dana White ed ha visto addirittura la creazione della Power Slap League dove far confluire gli atleti partecipanti e tutti i proventi delle sponsorizzazioni.

In questo sport assai violento (autorizzato dalla Nevada State Athletic Commission) ai concorrenti non è consentito muoversi in modo da poter attenuare la forza dello schiaffo in arrivo.

Ad esempio alzando la spalla, piegando il mento o rotolando durante lo schiaffo. Devono tenere le mani dietro la schiena mentre vengono schiaffeggiati.

Le clip video circolanti in rete mostrano alcuni concorrenti che si crollano a terra (spesso privi di sensi) dopo aver ricevuto un sonoro sganassone in piana faccia. In un reel pubblicato recentemente su TikTok si vede una donna cadere sul podio divisorio, dopo aver subito una grave commozione cerebrale.

Power Slap è l’ultimo sport, se così lo vogliamo definire, aggiuntosi alla crescente lista di gare violente, tra cui wrestling, boxe e combattimento in gabbia come l’MMA.

Le argomentazioni scientifiche contro questa tipologia di eventi sono ben illustrate, ma chiaramente ignorate dalle persone che promuovono questi contest.

La “gara di schiaffi” Power Slap ha guadagnato popolarità in alcuni contesti, specialmente sui social media e in alcune competizioni organizzate oltreoceano.

Ma cosa in cosa consiste nello specifico il Power Slap? Sostanzialmente si tratta di un duello fra due partecipanti che si alternano nel colpirsi reciprocamente sul viso; il tutto avviene con una sberla a mano aperta chiamata appunto “Power Slap”.

L’obiettivo è infliggere il maggior dolore possibile al proprio avversario e farlo crollare a terra, senza causare danni permanenti, o perlomeno l’intento originario è quello!

 

Tuttavia, è importante sottolineare che questo tipo di competizione è controversa e potenzialmente pericolosa (1).

Il rischio di lesioni gravi è sempre presente e molti neurologi hanno espresso delle serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alla salvaguardia dell’integrità dell’apparato celebrale dei partecipanti.

Di riflesso numerosi enti di ricerca ritengono che la promozione di questo tipo di evento sia irresponsabile e promuova comportamenti violenti che possono cagionare severi danni al cervello.

La conseguenza è che molte piattaforme sociali hanno vietato o limitato la diffusione di contenuti relativi a queste gare, e molte comunità di esperti di salute e benessere sconsigliano fortemente la partecipazione a tali attività.

Inoltre, alcune giurisdizioni territoriali americane hanno iniziato a considerare queste competizioni illegali, con la possibilità di perseguire legalmente coloro che le organizzano o vi partecipano.

La pericolosità del P.S. è stata ampiamente discussa in recenti pubblicazioni scientifiche.

Da un lato, i fautori del P.S. affermano che:

  • È uno sport come tanti altri, con regole e rischi ben definiti.
  • I pugili e gli atleti di altri sport da combattimento subiscono traumi simili o peggiori.
  • I partecipanti al Power Slap sono atleti professionisti che si allenano duramente e sono consapevoli dei rischi.

Dall’altro lato, i critici del Power Slap evidenziano:

  • L’assenza di difese rende lo sport intrinsecamente pericoloso per il cervello.
  • I colpi possono causare danni permanenti, come traumi cranici, commozioni cerebrali e danni alla vista.
  • La spettacolarizzazione della violenza può avere un impatto negativo sulla società.

Alcune evidenze scientifiche supportano le preoccupazioni dei critici.

  • Uno studio del 2023 ha rilevato che i giocatori di Power Slap hanno un rischio significativamente maggiore di commozioni cerebrali rispetto ad altri atleti.
  • Un altro studio ha rilevato che i colpi al viso possono causare danni a lungo termine al cervello, anche se non si verificano commozioni cerebrali.

In definitiva, la pericolosità del Power Slap è una questione di opinione.

Tuttavia, è importante essere consapevoli dei rischi prima di partecipare o assistere a questo sport.

Ecco alcuni consigli per ridurre i rischi:

  • Indossare un casco protettivo.
  • Allenarsi con un coach esperto.
  • Non superare i propri limiti.
  • Ascoltare il proprio corpo e fermarsi se si prova dolore.

È importante ricordare che la salute è più importante di qualsiasi sport, se hai dubbi sulla sicurezza del Power Slap, evita di praticarlo.

 


  1. Gli impatti ripetitivi sulla testa (Repetitive head impacts – RHI) sono una tema che genera una crescente preoccupazione nel campo delle neurologia, a causa dei loro possibili effetti neurocognitivi.
    La ricerca mostra che uno sport ripetitivo con RHI produce cambiamenti nella sostanza bianca (WM), osservati dagli specialisti con il neuroimaging.
    Un team di studiosi ha condotto un’analisi secondaria dei dati del tensore di diffusione (DTI) su 28 atleti che praticano sport da contatto per confrontare i cambiamenti della WM.
    Hanno raccolto scansioni DTI pre-stagione e post-stagione per ciascun soggetto, a circa 3 mesi di distanza.
    Successivamente hanno raccolto i dati dei caschi degli atleti, che abbiamo correlato con i dati DTI e hanno adattato l’algoritmo SPatial REgression Analysis of DTI (SPREAD) per condurre analisi DTI longitudinali specifiche per soggetto e sviluppato strumenti inferenziali globali utilizzando norme funzionali e un nuovo robusto test di combinazione del valore p. A livello individuale, la maggior parte delle regioni ferite rilevate (93,3%) erano associate a valori FA diminuiti. 
    Utilizzando tecniche di meta-analisi per combinare le regioni ferite tra i soggetti, è stato scoperto che la regione lesa combinata a livello di gruppo occupava l’intero scheletro della WM, suggerendo che la posizione del danno della WM è specifica del soggetto. Diversi riepiloghi funzionali specifici del soggetto del cambiamento WM rilevato da SPREAD, ad esempio la norma [Formula: vedi testo], correlata in modo significativo con le misure di impatto del casco, ad esempio l’accelerazione di rotazione cumulativa non ponderata (p aggiustato = 0,0049), il tempo tra i colpi, l’accelerazione di rotazione (aggiustato p = 0,0049) valore p 0,0101) e tempo fino all’accelerazione rotazionale DTI (p aggiustato = 0,0084), suggerendo che gli RHI portano a cambiamenti WM.

     

    2020 Aug 12;10(1):13606. doi: 10.1038/s41598-020-70604-y.

     
    Spatial regression analysis of MR diffusion reveals subject-specific white matter changes associated with repetitive head impacts in contact sports

 


 

Sport violenti e danni al cervello: un legame pericoloso

Esistono prove scientifiche crescenti che collegano la partecipazione a sport violenti, come il football americano, la boxe e il rugby, a un aumentato rischio di danni al cervello. Questi danni possono essere causati da traumi cranici, commozioni cerebrali e sub-commozioni cerebrali.

Tipi di danni al cervello:

  • Encefalopatia traumatica cronica (CTE): una malattia neurodegenerativa progressiva che può causare una varietà di sintomi, tra cui problemi di memoria, concentrazione, umore e comportamento.
  • Commozioni cerebrali: lesioni cerebrali traumatiche lievi che possono causare una varietà di sintomi, come mal di testa, nausea, vomito, confusione e perdita di memoria.
  • Sub-commozioni cerebrali: traumi cerebrali lievi che non causano sintomi evidenti, ma possono comunque causare danni al cervello a lungo termine.

Fattori di rischio:

  • Numero di colpi alla testa: il rischio di danni al cervello aumenta con il numero di colpi alla testa subiti.
  • Età: i bambini e gli adolescenti sono più vulnerabili ai danni cerebrali rispetto agli adulti.
  • Genere: gli atleti maschi sono più a rischio di danni cerebrali rispetto alle atlete femmine.

Sintomi:

  • Problemi di memoria e concentrazione: difficoltà a ricordare informazioni, a concentrarsi e a prestare attenzione.
  • Problemi di umore e comportamento: depressione, ansia, aggressività e impulsività.
  • Problemi di equilibrio e coordinazione: difficoltà a camminare, a stare in piedi e a coordinare i movimenti.
  • Mal di testa: frequenti e intensi mal di testa.

Diagnosi:

La diagnosi dei danni al cervello causati da sport violenti può essere difficile. Non esiste un singolo test in grado di diagnosticare la CTE, ad esempio, e la diagnosi spesso si basa sui sintomi del paziente e sulla sua storia di traumi cranici.

Prevenzione:

  • Evitare i colpi alla testa: è importante evitare i colpi alla testa quando si pratica uno sport violento.
  • Indossare un casco: indossare un casco può aiutare a ridurre il rischio di traumi cranici.
  • Segnale e riposarsi in caso di commozione cerebrale: è importante segnalare immediatamente una commozione cerebrale e riposarsi fino a quando i sintomi non sono completamente scomparsi.

Conclusioni:

La partecipazione a sport violenti può aumentare il rischio di danni al cervello. È importante essere consapevoli dei rischi e prendere le opportune precauzioni per proteggere il cervello.

Per ulteriori informazioni:

  • Encefalopatia traumatica cronica (CTE) 
  • Commozioni cerebrali
  • Sport e danni al cervello

 


 

Foto di Annabel_P da Pixabay