Le tracce di cocaina presenti nei corsi d’acqua non sembrano “disorientare” i salmoni nel senso giornalistico del termine, ma possono modificarne in modo misurabile il loro comportamento.
Un lavoro pubblicato recentemente su Current Biology ha mostrato, per la prima volta in condizioni naturali, che l’esposizione a contaminanti derivati dalla cocaina altera i movimenti dei giovani salmoni atlantici.
Lo studio è stato condotto nel lago Vättern, in Svezia, su 105 salmoni giovanili seguiti per otto settimane con telemetria acustica.
I pesci sono stati assegnati a tre gruppi:
- controllo
- esposizione alla cocaina
- esposizione alla benzoilecgonina
I ricercatori hanno utilizzato impianti a lento rilascio per simulare concentrazioni considerate ambientalmente realistiche.
Il risultato più netto ha riguardato proprio la benzoilecgonina: i salmoni esposti hanno nuotato fino a 1,9 volte più lontano ogni settimana e si sono dispersi fino a 12,3 chilometri in più rispetto ai controlli.
Il dato scientificamente più rilevante non è un’ipotetica “euforia” dei pesci, ma il fatto che una sostanza psicoattiva di origine antropica possa modificare l’interpretazione e l’uso dello spazio in una specie ecologicamente sensibile.
In termini ecologici, cambiare distanza percorsa e distribuzione nello spazio può influenzare ricerca del cibo, esposizione ai predatori e struttura delle popolazioni.
Questa è però, allo stato attuale, un’ipotesi ecologicamente plausibile e non ancora una conseguenza dimostrata sul lungo periodo per sopravvivenza o riproduzione.
Il lavoro rafforza una preoccupazione più ampia:
- I residui di droghe e dei loro metaboliti raggiungono fiumi e laghi attraverso i reflui.
- Gli impianti convenzionali di trattamento non sono progettati per rimuoverli completamente.
In Europa, i dati più recenti sulle acque reflue mostrano inoltre che il carico di benzoilecgonina rilevato nelle città monitorate è aumentato del 22% tra il 2024 e il 2025, segno che la pressione ambientale del fenomeno non è marginale.
Il nuovo studio non nasce nel vuoto. Già lavori sperimentali precedenti avevano segnalato che cocaina e benzoilecgonina possono alterare comportamento, stato ossidativo e riproduzione in organismi acquatici come Daphnia magna.
La novità decisiva, qui, è il passaggio dal laboratorio al mondo reale: non più effetti osservati in condizioni controllate, ma una modifica misurabile del comportamento di pesci monitorati in un grande ecosistema naturale.
La formulazione più corretta, quindi, è questa: l’inquinamento da cocaina non ha mostrato salmoni “impazziti”, ma salmoni più mobili e più dispersi.
Ed è proprio questo a rendere il dato rilevante, perché piccole alterazioni croniche del movimento possono tradursi in effetti ecologici più ampi, che dovranno ora essere verificati con studi su sopravvivenza, predazione e successo riproduttivo.