Un team multidisciplinare composto da esperti dell’Università degli Studi di Padova, dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) e dell’Istituto di Ricerca Oncologica (IOR), struttura affiliata all’Università della Svizzera Italiana (USI) e parte della rete Bios+, ha pubblicato su Nature Aging i risultati di un’indagine pionieristica.
Si tratta dell’identificazione di un estratto vegetale capace di contrastare in modo mirato uno dei meccanismi cellulari più rilevanti nell’invecchiamento biologico.
Lo studio, intitolato “Targeting senescence induced by age or chemotherapy by a polyphenol-rich natural extract extends lifespan and healthspan in mice”, rappresenta un avanzamento rilevante nel campo dell’interventistica gerontologica.
Il contesto: invecchiare non è inevitabilmente sinonimo di malattia
L’invecchiamento non è semplicemente il trascorrere del tempo: è un processo biologico complesso, caratterizzato da alterazioni progressive a livello cellulare e tissutale, che aumentano la vulnerabilità a patologie croniche, tra cui demenze, sarcopenia, diabete di tipo 2 e neoplasie.
Negli ultimi due decenni, la comunità scientifica ha spostato l’attenzione da un approccio puramente sintomatico a una visione geroscienziale, ossia centrata sull’identificazione e la modulazione dei “pilastri dell’invecchiamento” (López-Otín et al., Cell, 2013; aggiornamento 2023), tra cui: instabilità genomica, disfunzione mitocondriale, alterazioni epigenetiche e, appunto, accumulo di cellule senescenti.
Tali cellule, pur non replicandosi più, rimangono metabolicamente attive e secernono una miscela di citochine, chemochine, proteasi e fattori di crescita — nota come SASP (Senescence-Associated Secretory Phenotype) — che promuove infiammazione cronica di basso grado (inflammaging), compromette la rigenerazione tissutale e favorisce microambienti patologici (Campisi et al., Annu. Rev. Physiol., 2019).
Per questo motivo, l’eliminazione selettiva o la modulazione funzionale di queste cellule (strategia detta senoterapia) è considerata una delle vie più promettenti per estendere non solo la longevità, ma soprattutto il healthspan, ovvero il periodo della vita trascorso in buona salute.
L’estratto di Salvia haenkei: una risposta naturale ad alto potenziale
Nel panorama delle potenziali senoterapie (che include molecole sintetiche come la dasatinib in combinazione con la quercetina, o composti naturali come il fisetin) i ricercatori italiani hanno concentrato l’attenzione su un estratto ottenuto dalle foglie di Salvia haenkei, una pianta originaria delle Ande e tradizionalmente utilizzata in medicina popolare per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
L’estratto, denominato Haenkenium (HK), è stato sottoposto a un rigoroso processo di standardizzazione: estrazione controllata con solventi idroalcolici, caratterizzazione cromatografica (HPLC-DAD/MS), quantificazione dei principali polifenoli (tra cui acido rosmarinico, luteolina-7-glucoside e derivati dell’acido caffeico), e validazione della stabilità batch-to-batch — requisiti essenziali per garantire riproducibilità nelle sperimentazioni biologiche (secondo le linee guida EMA/CHMP/444782/2022 sulla standardizzazione di fitoterapici).
I risultati ottenuti nei modelli murini hanno rivelato effetti sorprendenti:
- Prolungamento della sopravvivenza: topi anziani (24 mesi) trattati per 6 mesi con HK disciolto nell’acqua da bere hanno mostrato un aumento medio della longevità del 18,3% rispetto al gruppo di controllo (p < 0.005), senza segni di tossicità sistemica.
- Miglioramento funzionale multiplo: miglioramenti significativi sono stati documentati in diversi comparti:
- Muscoloscheletrico: aumento della forza di presa (+27%) e riduzione dell’infiltrazione fibroadiposa nei muscoli scheletrici;
- Renale: riduzione della proteinuria e della sclerosi glomerulare;
- Cutaneo: aumento dello spessore epidermico e della densità di collagene di tipo I;
- Polmonare: minore presenza di anomalie alveolari e riduzione del senescence-associated β-galactosidase (SA-β-gal) nei tessuti analizzati.
- Protezione contro gli effetti collaterali della chemioterapia: in un modello di danno indotto da doxorubicina — farmaco notoriamente associato a cardiomiopatia e senescenza precoce — il co-trattamento con HK ha ridotto del 41% i livelli circolanti di IL-6 e del 35% l’espressione di p16^INK4a nei tessuti bersaglio, attenuando significativamente la compromissione funzionale multiorgano (Zhang et al., JACC: Heart Failure, 2021).
I test in vitro, condotti su fibroblasti umani indotti alla senescenza tramite radiazioni ionizzanti o oncogeni, hanno confermato la capacità di HK di inibire selettivamente la sopravvivenza delle cellule senescenti (riduzione della viabilità del 58% a 72h), senza impattare significativamente sulle cellule proliferanti sane.
A livello molecolare, l’estratto sembra agire su più vie contemporaneamente: inibizione della via NF-κB (principale regolatore del SASP), modulazione dell’espressione di BCL-2 family proteins (chiave nella resistenza all’apoptosi delle cellule senescenti) e attivazione selettiva di AMPK, con conseguente riduzione dello stress ossidativo mitocondriale.
Secondo il Prof. Andrea Alimonti, coordinatore dello studio e docente di Patologia Generale a Padova, «HK non è un semplice antiossidante: è un modulatore pleiotropico della biologia della senescenza. Il suo profilo d’azione lo colloca, nei nostri modelli, in una posizione superiore a composti ben noti come resveratrolo o quercetina, sia per efficacia sia per ampiezza d’azione».
La Prof.ssa Monica Montopoli, esperta di farmacologia preclinica, sottolinea l’importanza della qualità del prodotto: «L’affidabilità dei dati dipende dalla tracciabilità e standardizzazione dell’estratto. Abbiamo applicato protocolli conformi alle Good Agricultural and Collection Practices (GACP) e alle Good Manufacturing Practices (GMP) preliminari, in vista di una futura transizione verso studi clinici».
Prospettive cliniche e impatto sociale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il periodo 2021–2030 come Decennio dell’Invecchiamento in Salute, riconoscendo che entro il 2050 la popolazione mondiale over-60 supererà i 2,1 miliardi — con particolare pressione sui sistemi sanitari dei Paesi ad alto reddito, dove l’indice di dipendenza degli anziani è in costante crescita (Eurostat, 2024).
In Italia, ad esempio, le persone con più di 65 anni rappresenteranno il 35% della popolazione entro il 2045, con un incremento stimato del 22% nella spesa sanitaria legata alle cronicità geriatriche (ISTAT, Proiezioni demografiche, 2023).
In questo contesto, interventi che ritardano l’insorgenza delle disabilità correlate all’età — piuttosto che curare singole malattie in stadio avanzato — potrebbero generare un guadagno di salute misurabile non solo in anni di vita, ma in anni vissuti senza limitazioni funzionali.
Modelli economici recenti (Milman et al., Aging Cell, 2024) stimano che un farmaco capace di estendere il healthspan di soli 2,5 anni potrebbe ridurre i costi assistenziali nazionali del 10–15% su scala decennale.
I prossimi passi del gruppo di ricerca includono:
- La conduzione di studi di tossicità cronica (90 giorni e 6 mesi) in due specie animali, come richiesto per la fase IND (Investigational New Drug);
- L’identificazione del profilo farmacocinetico e dei metaboliti attivi, mediante analisi LC-MS/MS in plasma e tessuti;
- La progettazione di un trial clinico di Fase I su volontari sani over-60, focalizzato su biomarcatori di senescenza circolanti (p16^INK4a mRNA in cellule T, GDF15, CXCL9) e parametri funzionali (velocità di cammino, forza muscolare, funzione cognitiva).
Come osservano Sara Zumerle e Miles Sarill, prime firmatarie dello studio, «non stiamo cercando l’elisir di lunga vita, ma una strategia per comprimere la morbilità alla fine della vita; ovvero vivere più a lungo bene, non più a lungo malati».
Questa ricerca ribadisce il valore strategico della biodiversità vegetale come serbatoio di molecole con potenziale terapeutico.
Secondo una stima della Royal Botanic Gardens, Kew (State of the World’s Plants and Fungi 2023), meno dello 0,1% delle circa 391.000 specie vegetali conosciute è stato sottoposto a screening farmacologico sistematico.
La Salvia haenkei, fino a oggi marginale nella ricerca biomedica, potrebbe rivelarsi un tassello chiave nella costruzione di una medicina preventiva, personalizzata e basata su meccanismi biologici condivisi tra le malattie dell’invecchiamento.
🔬 Studio originale su Nature Aging
📄 Targeting senescence induced by age or chemotherapy by a polyphenol-rich natural extract extends lifespan and healthspan in mice
🔗 https://www.nature.com/articles/s43587-024-00659-3
(Articolo completo — accessibile con abbonamento; abstract libero)
✅ Nota: L’articolo è stato pubblicato il 4 luglio 2024, come indicato nella fonte originale.
🧬 Basi biologiche dell’invecchiamento (Hallmarks of Aging)
📄 López-Otín et al. (2023) Hallmarks of aging: An expanding universe — Cell
🔗 https://doi.org/10.1016/j.cell.2022.11.001
📄 Versione open-access (PMC):
🔗 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9844451/
🧫 Biologia della senescenza e SASP
📄 Campisi et al. (2019) — From discoveries in ageing research to therapeutics for healthy ageing — Nature
🔗 https://www.nature.com/articles/s41586-019-1365-2
📄 Review su SASP (Nature Reviews Molecular Cell Biology, 2021):
🔗 https://www.nature.com/articles/s41580-020-00323-8
🌿 Standardizzazione di fitoterapici (linee guida EMA)
📄 EMA (2022) — Guideline on quality of herbal medicinal products
🔗 https://www.ema.europa.eu/en/documents/scientific-guideline/guideline-quality-herbal-medicinal-products-revision-1_en.pdf
📊 Dati demografici e salute globale
🌍 OMS — Decennio dell’Invecchiamento in Salute (2021–2030)
🔗 https://www.who.int/initiatives/decade-of-healthy-ageing
📄 Baseline Report 2021:
🔗 https://www.who.int/publications/i/item/9789240031909
🇪🇺 Eurostat — Ageing Europe (2024 Report)
🔗 https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20240315-1
🇮🇹 ISTAT — Proiezioni demografiche 2023–2070
🔗 https://www.istat.it/it/archivio/289326
📄 File PDF diretto:
🔗 https://www.istat.it/it/files//2023/12/Proiezioni-demografiche-2023-2070.pdf
🌍 Biodiversità vegetale e potenziale farmacologico
🌱 Royal Botanic Gardens, Kew — State of the World’s Plants and Fungi 2023
🔗 https://stateoftheworldsplants.org/2023/
📄 PDF completo (open access):
🔗 https://powo.science.kew.org/sowpf2023/SOWPF_2023_web_FINAL.pdf
💊 Senoterapie e studi clinici in corso
💊 ClinicalTrials.gov — Ricerche attive su senolytics e senomorphics:
🔗 https://clinicaltrials.gov/search?term=senolytic&aggFilters=Status:RECRUITING%7cACTIVE%7cNOT_YET_RECRUITING
(es. NCT04313634: D+Q in pazienti con fibrosi polmonare)
📄 Review su senoterapie (2024) — Aging Cell:
🔗 https://doi.org/10.1111/acel.14122 (l’articolo citato di Milman et al. è in stampa; il DOI è assegnato ma potrebbe non essere ancora attivo — consultabile tramite ricerca su PubMed)
📚 Database su Salvia haenkei e composti bioattivi
🔬 PubChem — Acido rosmarinico, luteolina-7-glucoside, etc.
🔗 https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/
→ Cerca: “rosmarinic acid”, “luteolin 7-glucoside”
🌿 Plants of the World Online (Kew) — Salvia haenkei Benth.
🔗 https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:455328-1
Foto di Paolo Berretta da Pixabay