L’ISS e la SIPaD ricevute dal Presidente Mattarella per la Giornata Mondiale contro le Droghe

In occasione della Giornata Internazionale Contro l’Abuso e il Traffico Illecito di Droga, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto al Quirinale le principali figure istituzionali, scientifiche e cliniche impegnate nel contrasto alle dipendenze, sottolineando il valore civile e sociale di questa fondamentale battaglia.

L’incontro ha messo in prima linea l’alto valore della ricerca con la partecipazione della Dott.ssa Simona Pichini, Direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Nel suo ruolo di massimo referente del comparto scientifico, la direttrice ha preso parte ai lavori della giornata davanti al Capo dello Stato, portando la testimonianza dell’attività incessante condotta dall’ISS: un lavoro quotidiano di monitoraggio, analisi bio-tossicologica e studio delle nuove sostanze psicoattive, pilastri indispensabili per orientare le politiche sanitarie e fornire risposte concrete ed efficaci basate sulle evidenze scientifiche.

A questa solida base scientifica si unisce l’azione sul campo della Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD). La delegazione, guidata dal Presidente Nazionale Claudio Leonardi e affiancata dal Presidente di SIPaD Marche — il quale ha tenuto un significativo intervento nel corso della celebrazione — ha rappresentato la rete assistenziale del territorio.

Per l’occasione, la SIPaD ha omaggiato il Presidente della Repubblica donandogli una targa a nome e per conto di tutti i SerD italiani, simbolo dell’impegno quotidiano e del legame indissolubile tra i servizi pubblici e le istituzioni dello Stato.

Il messaggio del Presidente: “Un fronte decisivo per il futuro del Paese”

Il discorso del Presidente Sergio Mattarella ha unito idealmente la scienza e la clinica, ponendo l’accento sulla centralità della persona e sulla necessità di proteggere le nuove generazioni:

“Il patrimonio principale di cui il nostro Paese dispone è dato dalla generazione che sale: bambini, ragazzi, giovani. Curarli, averne cura, dar loro prospettive che li rassicurino ed escludano condizioni insidiose come quelle della droga, è un fronte decisivo per il nostro Paese e per il nostro futuro”.

Il Capo dello Stato ha espresso un profondo ringraziamento ai ricercatori, alle comunità di recupero, alle strutture pubbliche e alle famiglie, evidenziando che “anche solo il recupero di una persona, per il valore incommensurabile che ha ciascuna persona, è un successo straordinario, inestimabile”. Ha inoltre rivolto un ringraziamento al sottosegretario Alfredo Mantovano per l’opera propulsiva e di coordinamento svolta su questo fronte.

Uno sforzo corale per la salute pubblica

L’evento ha riaffermato che la lotta agli stupefacenti e la tutela della salute richiedono uno sforzo collettivo e sinergico tra istituzioni, scienza e società civile.

Grazie alla comunione d’intenti tra l’alta ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità guidato dalla Dott.ssa Pichini e l’esperienza clinica dei SerD e della SIPaD, il mondo della cura e quello della scienza rinnovano il proprio impegno per garantire che ogni persona che soffre di una dipendenza possa trovare ascolto, terapie appropriate, dignità e nuove opportunità di vita.


Sintesi del discorso del Presidente della Repubblica

1. Premessa: La Centralità Istituzionale nella Lotta alle Dipendenze
L’accoglienza della Giornata Mondiale della lotta alle droghe presso il Palazzo del Quirinale non costituisce un semplice passaggio cerimoniale, ma rappresenta la riaffermazione solenne di un impegno che coinvolge l’architettura stessa dello Stato. La scelta della “casa comune” degli italiani come sede dell’evento proietta la questione delle dipendenze oltre il perimetro delle emergenze sanitarie, elevandola a priorità della Repubblica.
Sotto il profilo strategico, l’accoglienza del Capo dello Stato — sollecitata dall’azione propulsiva della Presidenza del Consiglio — trasforma il riconoscimento verso gli operatori in un mandato nazionale. Tale legittimazione è il presupposto indispensabile per convertire l’impegno dei singoli in una strategia di sistema, saldando la varietà degli attori coinvolti in un fronte compatto contro la frammentazione dei servizi sociali.
2. L’Ecosistema degli Attori: Una Mappa della Responsabilità Condivisa
Un approccio multi-stakeholder non è una semplice scelta metodologica, ma il principale meccanismo di difesa dello Stato contro la disgregazione del tessuto sociale. La pluralità dei punti di osservazione descritti dal Presidente costituisce una ricchezza che permette di affrontare la complessità del fenomeno evitando risposte settoriali o parziali.
La rete della responsabilità si articola in componenti essenziali e complementari:
  • Servizio Pubblico: Agisce come fulcro della regia istituzionale, garantendo il coordinamento e la tenuta strutturale degli interventi.
  • Comunità Terapeutiche: Luogo operativo dell’accoglienza, dove la missione di recupero si traduce in percorsi concreti di rinascita.
  • Società Scientifiche: Forniscono il supporto analitico attraverso la ricerca e l’esame rigoroso degli strumenti metodologici.
  • Nuclei Familiari: Rappresentano il fronte della prossimità affettiva, accompagnando con partecipazione e sofferenza il cammino di riabilitazione.
  • La Ricerca Esistenziale: Il piano individuale dei giovani che, come nel caso di Aurora citato dal Presidente, lottano per “amare la vita” e ritrovare se stessi.
Il “So What?” Strategico: L’interazione tra questi attori non è opzionale: la complessità della minaccia richiede che ogni componente funga da nodo di una rete integrata. Se la rete si sfalda, la persona — elemento atomico della società — rimane vulnerabile. L’efficacia del sistema si misura sulla capacità di focalizzarsi sull’individuo nella sua interezza.
3. Il Pilastro Metodologico: L’Integralità della Persona
Il paradigma d’intervento vincente si fonda sul valore della persona nella sua “integralità”. Affrontare la tossicodipendenza come un fenomeno isolato dalla condizione umana complessiva è un errore strategico destinato al fallimento. Il recupero deve riguardare l’individuo nel suo percorso di “conquista del futuro”.
Le insidie della droga impongono condizioni debilitanti che il Presidente ha identificato come “freni, impacci e abbassamento della tensione di vita”. Sotto una lente strategica, questi elementi rappresentano una vera e propria “tassa occulta” sulla produttività nazionale e sulla coesione sociale, poiché sottraggono energia vitale al Paese. In questo contesto, come sottolineato dal Capo dello Stato, il recupero di ogni singolo individuo non è solo un atto umanitario, ma un “successo straordinario e inestimabile”. La somma di questi recuperi individuali costituisce la base della sicurezza e della stabilità del domani nazionale.
4. Lo “Sforzo Corale”: Modello di Integrazione Pubblico-Privato
Lo “sforzo corale” invocato dalla Presidenza richiede una governance che integri la capacità di indirizzo pubblico con la vitalità del privato sociale. In questo quadro, l’azione della Presidenza del Consiglio — e in particolare l’opera di sollecitazione e raccordo del Sottosegretario Mantovano — risulta determinante per garantire che le risorse non si disperdano in rivoli inefficienti.
L’integrazione delle competenze può essere così schematizzata:
Risorse Istituzionali (Regia e Indirizzo)
Risorse Sociali (Prossimità e Intervento)
Coordinamento e Raccordo: Funzione propulsiva e allineamento degli obiettivi nazionali.
Esperienza di Prossimità: Conoscenza diretta delle dinamiche del disagio nelle comunità.
Rilevazioni Statistiche: Analisi dell’entità del pericolo e monitoraggio dei trend tra i giovani.
Generosità e Accoglienza: Spinta ideale del volontariato e accoglienza umana.
Validazione Scientifica: Definizione di protocolli basati sulla ricerca e sull’evidenza.
Supporto Esistenziale: Accompagnamento diretto nel ritrovamento della propria strada.
Questa collaborazione è vitale a fronte della gravità dei dati statistici. In un momento in cui la vulnerabilità giovanile aumenta, il coordinamento pubblico-privato non è più solo una prassi amministrativa, ma una necessità di sopravvivenza per la tenuta del sistema-Paese.
5. Il Recupero come Investimento nel Patrimonio Nazionale
Il recupero dei giovani deve essere elevato da intervento assistenziale a pilastro della strategia di sicurezza nazionale. In un Paese segnato da una crisi demografica evidente — per cui, citando il Presidente, di giovani “ne vorremmo anche di più” — ogni ragazzo sottratto alla droga è una risorsa essenziale restituita al futuro dell’Italia.
La generazione che cresce rappresenta il patrimonio principale della nazione. Curare i giovani e offrire loro prospettive che li escludano dalle insidie delle dipendenze è un dovere di conservazione del capitale umano nazionale.
Il recupero è un atto che arricchisce l’intera nazione.
Questa tesi deve guidare l’azione istituzionale futura: la creazione di un fronte decisivo e coordinato non è solo un atto di giustizia sociale, ma un investimento sulla sopravvivenza stessa della Repubblica. Il ringraziamento solenne espresso dal Quirinale funge da motore motivazionale per l’intera rete, confermando che ogni operatore, volontario o ricercatore è impegnato in un’opera decisiva per il destino del Paese.