Con l’avvicinarsi della stagione estiva, è fondamentale analizzare i profili di sicurezza legati all’utilizzo delle maschere da snorkeling a copertura integrale (full-face).
Questi dispositivi, ampiamente distribuiti attraverso vari canali commerciali, avvolgono l’intero volto e integrano il sistema di aerazione, eliminando la necessità del tradizionale boccaglio.
Tuttavia, il loro impiego non è esente da criticità fisiologiche, in particolare per i soggetti in età pediatrica.
Il meccanismo di rischio principale risiede nel concetto di “spazio morto meccanico“, ossia il volume di aria che rimane intrappolato all’interno della maschera dopo un’espirazione e che viene inevitabilmente re-inalato durante il respiro successivo.
Nelle maschere integrali, questo spazio può raggiungere volumi significativi, nettamente superiori a quelli dei tubi da snorkeling tradizionali.
Quando il volume dello spazio morto eccede il “volume corrente” del soggetto — ossia la quantità di aria scambiata in un atto respiratorio normale — si innesca un pericoloso accumulo di anidride carbonica [1].
Questa condizione, nota in ambito clinico come ipercapnia, determina una conseguente riduzione dell’ossigeno disponibile (ipossia o ipossiemia).
L’esposizione a questi squilibri gassosi può manifestare con sintomi quali vertigini, affanno, cefalea e confusione, fino a esiti ben più severi come la perdita di coscienza e il conseguente annegamento [2].
I bambini, e in particolare quelli di età inferiore ai sei anni, presentano un volume corrente fisiologicamente molto ridotto.
Di conseguenza, lo spazio morto della maschera integrale sovrasta facilmente la loro capacità polmonare, rendendoli estremamente vulnerabili a un accumulo rapido e tossico di CO2.
Recenti evidenze cliniche hanno documentato casi di distress respiratorio e rischio di annegamento correlati a questi dispositivi proprio nella fascia pediatrica più giovane [1].
Alla luce di tali dinamiche, nel 2023 il sistema di allerta rapido europeo (Safety Gate, ex RAPEX) ha diramato segnalazioni formative a seguito di eventi fatali verificatisi in età pediatrica [3].
In risposta, i produttori hanno provveduto a modificare i design dei prodotti e a implementare avvertenze obbligatorie sulle confezioni, vietandone espressamente l’uso ai bambini al di sotto dei sei anni.
Le autorità sanitarie e le società scientifiche raccomandano pertanto ai genitori e a chi si prende cura dei minori di rispettare rigorosamente i limiti di età indicati dai costruttori.
Prima di utilizzare tali dispositivi, anche in bambini più grandi, è sempre opportuno valutare le condizioni individuali e, se necessario, consultare il pediatra di fiducia per una valutazione personalizzata dei rischi.
Fonti scientifiche di riferimento
[1] Trapani L, Poropat F, Zanchi C, et al. Full-Face Snorkeling Masks Carry a Risk of Hypercapnia and Drowning in Younger Children: A Case Series. Children. 2025;12(9):1148. Available at: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12469041/
[2] Grundemann JA, Vrijdag AW, van Ooij PT, et al. Full-face snorkel masks increase the incidence of hypoxaemia and hypercapnia during simulated snorkelling compared to conventional snorkels. Diving and Hyperbaric Medicine. 2023. Available at: https://www.dhmjournal.com/images/ImmediateRelease/Grundemann_FullFaceSnorkelMasks_2023-491031.pdf
[3] European Commission. Safety Gate: Rapid alert system for dangerous non-food products. Available at: https://commission.europa.eu/business-economy-goals/product-safety/safety-gate-rapid-alert-system-dangerous-non-food-products_en