Trascorrere del tempo in bagno con lo smartphone in mano, un’abitudine ormai diffusa, potrebbe avere conseguenze più serie per la salute di quanto si pensi. Una condotta di ricerca da un’équipe di medici del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston ha evidenziato un legame tra l’uso del cellulare durante la visita al bagno e un aumento del rischio di sviluppare emorroidi, condizione caratterizzata da un’infiammazione dei vasi sanguigni situata nella zona anale e nel tratto terminale del retto.
I risultati dello studio indicano che chi utilizza regolarmente il telefono mentre è seduto sulla tazza del water ha quasi il 50% di probabilità in più di manifestare questa patologia rispetto a chi non lo fa, indipendentemente da altri fattori come età, peso corporeo, livello di attività fisica o dieta ricca di fibre.
La ricerca ha coinvolto 125 persone in attesa di una colonscopia, alle quali è stato chiesto di riferire le proprie abitudini igieniche quotidiane.
È emerso che circa il 93% degli intervistati utilizza lo smartphone almeno una volta a settimana in bagno, principalmente per leggere notizie (circa il 50%), navigare sui social network (44%) o inviare messaggi (30%).
Molti hanno ammesso di prolungare il tempo trascorso in bagno proprio per via dell’uso del dispositivo, superando spesso i 6 minuti a seduta. Alcuni esperti, tra cui Trisha Satya Pasricha, gastroenterologa e principale autrice dello studio, sottolineano che il modo in cui impieghiamo i dispositivi digitali, anche in contesti apparentemente innocui come il bagno, potrebbe influenzare negativamente il nostro benessere fisico.
Le emorroidi, pur essendo una condizione comune – colpiscono milioni di persone ogni anno negli Stati Uniti, con circa 4 milioni di ricoveri o visite mediche annuali – rimangono un argomento poco studiato e sottovalutato. Si tratta di strutture anatomiche naturali presenti in tutti, composte da tessuti vascolari, muscolari e connettivali, che normalmente contribuiscono al controllo della defecazione.
Tuttavia, quando questi tessuti si dilatano, si infiammano o sanguinano a causa di una pressione prolungata, si parla di emorroidi patologiche. Tra le cause più accreditate vi sono lo sforzo eccessivo durante l’evacuazione, la stitichezza cronica e il rimanere a lungo in posizione seduta, specialmente sulla tazza dell’acqua. Proprio questa ultima condizione sembra essere favorita dall’uso dello smartphone, che distrae e allunga il tempo di permanenza in bagno.
Alcuni ricercatori che rimangono seduti oltre i 10 minuti potrebbero già rappresentare un rischio, mentre altri, basandosi su studi precedenti, raccomandano di non superare i 3 minuti.
Una precedente indagine su 100 pazienti affetti da emorroidi ha rilevato che trascorrevano in media più tempo in bagno rispetto a individui sani, spesso impegnati nella lettura di materiale cartaceo o digitale.
Sebbene leggere in bagno non sia una pratica recente – già nel XIX secolo i giornali venivano utilizzati sia come fonte di intrattenimento che come carta igienica – i dispositivi elettronici moderni amplificano il fenomeno grazie alla loro capacità di coinvolgimento e di competizione continua.
A differenza di un libro o di un quotidiano, uno smartphone offre contenuti dinamici, notifiche in tempo reale e un flusso infinito di informazioni, rendendo più difficile interrompere l’uso anche quando il corpo ha terminato la propria funzione.
Secondo Alex Beattie, esperto di salute digitale presso la Victoria University di Wellington, non coinvolto nello studio, l’invasione dei dispositivi mobili in ogni aspetto della vita quotidiana, compresi gli spazi più privati, solleva interrogativi importanti sul loro impatto a lungo termine.
È già noto che l’uso eccessivo di schermi prima di dormire altera i ritmi circadiani, e che controllare il telefono durante i pasti riduce la qualità delle interazioni sociali. Ora, anche il bagno sembra essere diventato un territorio colonizzato dalla tecnologia, con potenziali ripercussioni fisiche.
Va precisato che questa ricerca, pur suggerendo una correlazione significativa, non dimostra un rapporto causale diretto tra smartphone ed emorroidi.
Si tratta di un’indagine di tipo osservazionale, che non permette di stabilire con certezza se i telefoni a causano il problema o se semplicemente chi ne fa uso in bagno tenda a trascorrere più tempo seduto, indipendentemente dal dispositivo.
Tuttavia, i risultati sono allarmanti abbastanza da spingere gli esperti a raccomandare un cambiamento delle abitudini quotidiane. La Pasricha stessa suggerisce di considerare il bagno come un momento funzionale, da svolgere senza distrazioni, e di evitare di portare il telefono in questo ambiente.
A oggi, inoltre, i dati epidemiologici sulle emorroidi sono limitati. L’ultima grande indagine nazionale negli Stati Uniti risale al 1989, e non esistono studi più recenti su scala comparabile.
Questa carenza di informazioni rende difficile comprendere con precisione l’evoluzione della patologia ei suoi fattori di rischio emergenti. Tuttavia, l’aumento della sedentarietà, l’alimentazione povera di fibre e le abitudini digitali potrebbero contribuire ad un incremento dei casi.
In sintesi, mentre ulteriori ricerche sono necessarie per confermare il legame tra smartphone e salute intestinale, la raccomandazione più prudente è quella di limitare il tempo trascorso in bagno e di mantenere il focus sull’atto fisiologico.
Il bagno non dovrebbe diventare un’estensione dello spazio di consumo digitale, ma un momento dedicato esclusivamente al benessere fisico.
Lasciare il telefono fuori dalla porta potrebbe non solo migliorare l’efficienza del transito intestinale, ma anche prevenire complicazioni legate alla circolazione sanguigna nell’area pelvica. In un’epoca in cui la tecnologia permea ogni aspetto della vita, forse è il caso di riconsiderare anche i confini più intimi del nostro quotidiano.
Lo studio è stato pubblicato su PLOS One.
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