La tossicodipendenza, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), “è uno stato psichico e fisico risultante dall’interazione tra un organismo vivente e una sostanza, caratterizzato da modificazioni del comportamento o reazioni che determinano la compulsione ad assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, per sperimentare i suoi effetti psichici e per evitare gli effetti di privazione”.
La dipendenza da tali sostanze si differenzia, quindi, tra dipendenza fisica, quando l’astensione dall’uso provoca un bisogno, e dipendenza psichica, quando la sostanza genera uno stato mentale di cui il soggetto ha bisogno. “Il doping consiste nell’uso di una sostanza o nell’adozione di una pratica medica non giustificati da condizioni patologiche, finalizzato al miglioramento della prestazione agonistica”.
Il doping, rispetto alla tossicodipendenza, potenzia la dipendenza psichica in quanto l’assunzione delle sostanze dopanti è motivata già a priori da un bisogno di tipo mentale: l’eccellenza nella competizione.
Infatti l’utilizzo di sostanze nella pratica sportiva ha fondamentalmente l’obiettivo di:
ridurre la percezione del dolore e della fatica,
ridurre il peso corporeo,
aumentare la massa e la forza muscolare con lo scopo ultimo di migliorare la prestazione e il rendimento dell’atleta.
A questo va aggiunto che alcune delle sostanze utilizzate, le così dette body image drugs, modificano l’aspetto corporeo, rimandando all’atleta un’immagine di sé che corrisponde alle proprie aspettative e alla quale ha difficoltà a rinunciare. A questo proposito una particolare attenzione meritano le Appearence and Performance Enhancing Drugs (APED), sostanze utilizzate per migliorare la prestazione e l’aspetto fisico.
Di queste fanno parte gli Steroidi Androgeni Anabolizzanti (Anabolic-Androgenic Steroids – AAS), una classe di ormoni steroidei che include l’ormone naturale maschile testosterone e i suoi numerosi derivati sintetici.
Il loro utilizzo è diventato un problema riguardante la salute pubblica sia perché è uscito dai confini del mondo dello sport sia perché è spesso associato all’uso di altre sostanze dopanti e alle classiche sostanze d’abuso come la cannabis, la cocaina e gli oppioidi.
Lo sviluppo della chimica, della farmacologia e della biologia molecolare ha consentito, ai giorni nostri, di moltiplicare le sostanze in grado di favorire gli atleti nella preparazione sportiva e nel corso della gara nonché per recuperare in tempi brevi le energie spese, specie quando gli impegni agonistici sono molto frequenti.
Una maggiore disponibilità e varietà di prodotti, le opportunità di acquisto on line, insieme alla spinta ad eccellere con il minor dispendio sia di tempo che di fatica, hanno favorito la diffusione del doping in modo trasversale, non solo all’interno del mondo agonistico, ma anche tra soggetti che praticano attività sportiva a livello amatoriale o a livello scolastico, target particolarmente fragile, con la conseguenza di incrementare la dipendenza.
Il ricorso al farmaco avviene con leggerezza, considerato un’opportunità “moderna” per risolvere in modo sbrigativo problemi che potrebbero essere affrontati con la giusta dose di allenamento, una sana dieta e un corretto riposo.
La letteratura scientifica ma anche i rapporti delle Forze dell’Ordine, i procedimenti giudiziari e i report dei laboratori accreditati dalla World Antidoping Agency (WADA) hanno evidenziato un’associazione tra sostanze usate a scopo di doping e sostanze d’abuso (es. steroidi anabolizzanti e cocaina e stimolanti amfetamino-correlati).
Le principali motivazioni di questa associazione doping and drug addiction sono due:
da una parte l’atleta consuma sostanze d’abuso quali cocaina, amfetamine e stimolanti in genere in contesti ricreativi, da un’altra intende favorire (es. capacità aerobica dovuta all’assunzione di eritropoietina associata agli effetti stimolanti di amfetamino simili o cocaina);
o contrastare (es. sintomi depressivi dovuti al consumo cronico di steroidi contrastati dall’uso concomitante di cocaina) gli effetti dovuti al consumo delle sostanze utilizzate per il miglioramento delle prestazioni sportive.
Differenze Biologiche e Farmacocinetiche
Alla base del discorso vi è una verità scientifica incontrovertibile: i corpi maschili e femminili metabolizzano le sostanze in modo diverso. Fattori come la percentuale di massa magra, il volume ematico, i livelli ormonali (in particolare testosterone ed estrogeni) e la funzionalità enzimatica influenzano il modo in cui una sostanza viene assorbita, distribuita, elaborata ed escreta dall’organismo.
Questa differenza farmacocinetica ha implicazioni dirette sul doping:
Dosaggio ed Effetti: Una stessa dose di una sostanza dopante, come l’EPO o gli steroidi anabolizzanti, può avere effetti più potenti o più duraturi in un corpo femminile rispetto a uno maschile, o viceversa. Ciò significa che i protocolli di doping, spesso standardizzati, potrebbero essere più pericolosi per un genere rispetto all’altro.
Rilevabilità: Le finestre temporali in cui una sostanza è rilevabile potrebbero variare. Questo aspetto, sebbene tecnico, è cruciale per le agenzie antidoping nello sviluppo di test sempre più accurati e sensibili alle diverse fisiologie.
Il Dilemma del Testosterone e degli Atleti DSD
La questione più spinosa e attuale riguarda il testosterone. Questo ormone, che è anche una potente sostanza dopante se assunto esternamente, è naturalmente più alto negli uomini. Atlete con Differenze di Sviluppo Sessuale (DSD), come Caster Semenya, possiedono naturalmente livelli di testosterone superiori alla media femminile. Le regole World Athletics (ex IAAF) hanno cercato di imporre a queste atlete di ridurre artificialmente i loro livelli ormonali naturali per gareggiare nelle categorie femminili.
Questo ha creato un paradosso etico e scientifico: da un lato, si cerca di garantire una competizione equa tra atlete i cui corpi producono ormoni con effetti performativi simili; dall’altro, si obbligano atlete a sottoporsi a interventi medici per alterare la loro biologia naturale, sollevando questioni profonde sui diritti umani, l’identità di genere e la definizione stessa di “naturale” nello sport.
Pressioni Sociali e Psicologiche Diverse
Le motivazioni e le pressioni che spingono al doping possono essere influenzate dal genere.
Atlete Donne: Spesso affrontano pressioni estetiche incrociate. Oltre alla prestazione, devono conformarsi a ideali di femminilità che possono essere in conflitto con un fisico muscoloso e potente, talvolta risultante dall’uso di steroidi. Questo può portare a un ricorso a sostanze diverse, come diuretici o ormoni per il “body shaping”, con rischi sanitari specifici.
Atleti Uomini: Sono soggetti a una forte pressione culturale che associa la mascolinità alla forza fisica, alla dominanza e all’invincibilità. L’uso di steroidi anabolizzanti e ormone della crescita può essere visto come un mezzo per raggiungere un ideale iper-maschile, sia in sport di potenza che in contesti non sportivi (doping cosmetico).
Conseguenze sulla Salute Specifiche per Genere
Gli effetti collaterali del doping sono devastanti per tutti, ma si manifestano con peculiarità legate al sesso.
Donne: L’uso di steroidi anabolizzanti può portare a virilizzazione (crescita di peli facciali, approfondimento della voce, clitoromegalia), irregolarità mestruali fino all’amenorrea, infertilità e aumento del rischio di osteoporosi.
Uomini: Gli steroidi possono causare atrofia testicolare, ginecomastia (sviluppo del tessuto mammario), calvizie e infertilità. In entrambi i generi, i danni cardiovascolari, epatici e psicologici (aggressività, depressione) sono gravissimi.
Prevenzione e Controlli: Un Approccio Unico o Differenziato?
Il sistema antidoping globale, guidato dalla WADA (World Anti-Doping Agency), applica sostanzialmente le stesse regole e le stesse liste di sostanze proibite a tutti gli atleti, indipendentemente dal genere.
Se da un lato questo garantisce uniformità, dall’altro solleva la questione se un approccio più personalizzato, che tenga conto delle differenze fisiologiche, potrebbe essere più efficace sia nella prevenzione che nei controlli. La ricerca scientifica in questo ambito è ancora insufficiente.
In sintesi
Il rapporto tra doping e differenza di genere va ben oltre il semplice dato biologico. È un intreccio di scienza, etica, sociologia e politica sportiva.
Comprendere queste dinamiche è essenziale per sviluppare strategie antidoping più eque, efficaci e sicure per tutti gli atleti. Ignorare la dimensione di genere significa non solo rischiare di perpetuare ingiustizie, ma anche di offrire una risposta inefficace a un problema che, nelle sue manifestazioni e nelle sue cause, si presenta in modi profondamente diversi tra uomini e donne.
La strada verso un sport più pulito e giusto passa anche dal riconoscimento e dallo studio di queste differenze.
Gli ormoni steroidei sessuali femminili estrogeno e progesterone hanno potenziali effetti sulla capacità e sulle prestazioni fisiche attraverso numerosi meccanismi, come il metabolismo del substrato, la funzione cardiorespiratoria, la termoregolazione, i fattori psicologici e gli infortuni.
Altri meccanismi comprendono la mediazione dell’enzima aromatasi che converte l’AAS in ormoni sessuali femminili (estradiolo ed estrone), l’azione antagonista degli estrogeni e un antagonismo competitivo con i recettori dei glucocorticoidi.
Di conseguenza, gli androgeni esogeni sono vietati nella maggior parte degli sport agonistici . Tuttavia, a causa della variabilità nella secrezione endogena e delle somiglianze con il testosterone esogeno, è stato difficile stabilire limiti consentiti per il testosterone in gara. …Per molti anni…
Windfeld-Mathiasen J, Heerfordt IM, Dalhoff KP, Andersen JT, Andersen MA, Johansson KS, Biering-Sørensen T, Olsen FJ, Horwitz H.Circolazione. 25 marzo 2025;151(12):828-834. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.124.071117. Epub 13 febbraio 2025.PMID: 39945117
Questo studio mirava a misurare l’incidenza di malattie cardiovascolari negli utilizzatori maschi di AAS e a confrontare questi tassi con quelli di una coorte della popolazione generale abbinata per età e sesso . METODI: Uomini sanzionati in un programma antidoping per l’uso di AAS in un centro fitness danese…
Anawalt BD.J Clin Endocrinol Metab. 1 luglio 2019;104(7):2490-2500. doi: 10.1210/jc.2018-01882.PMID: 30753550Articolo gratuito del PMC.Revisione.
Tra gli indizi per l’uso di AAS figurano concentrazioni sieriche molto basse di colesterolo ad alta densità e di globuline leganti gli ormoni sessuali , nonché un’eritrocitosi inspiegabile. Per gli atleti d’élite, il passaporto biologico (monitoraggio delle concentrazioni ematiche o urinarie di androgeni e precursori degli androgeni dopo…
Rogol AD, Pieper LP.Front Endocrinol (Losanna). 2017 ottobre 12;8:251. doi: 10.3389/fendo.2017.00251. eCollezione 2017.PMID: 29075233Articolo gratuito del PMC.
Dovremo fare attenzione a distinguere le questioni genetiche e di genere dai livelli ormonali del potente androgeno testosterone e a distinguere molto chiaramente questi fenomeni naturali da quelli del doping , per il quale l’Agenzia mondiale antidoping ha stabilito norme rigorose…
Tomkinson GR, Lang JJ, Rubín L, McGrath R, Gower B, Boyle T, Klug MG, Mayhew AJ, Blake HT, Ortega FB, Cadenas-Sanchez C, Magnussen CG, Fraser BJ, Kidokoro T, Liu Y, Christensen K, Leong DP; gruppo iGRIPS (international handGRIP Strength).J Sport Health Sci. 2024 Dec 6;14:101014. doi: 10.1016/j.jshs.2024.101014. Online prima della stampa.PMID: 39647778Articolo gratuito del PMC.Revisione.
L’obiettivo di questo studio era quello di generare norme internazionali specifiche per sesso ed età per HGS assolute e normalizzate in base alle dimensioni corporee durante l’arco della vita adulta. …Sono stati utilizzati modelli additivi generalizzati ponderati per la popolazione per posizione, scala e forma per sviluppare modelli di sesso e…