In occasione della Giornata mondiale senza tabacco, celebrata ogni anno il 31 maggio, sono stati illustrati questa mattina, presso il XXVIII Convegno Nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, i più recenti dati nazionali sul consumo di tabacco e nicotina in Italia.
Come ogni anno, l’evento si è svolto nell’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma.
I dati presentati dall’Istituto Superiore di Sanità descrivono uno scenario in trasformazione. Da un lato, infatti, continua a ridursi il consumo esclusivo di sigarette tradizionali; dall’altro, il consumo complessivo di prodotti contenenti nicotina resta pressoché stabile.
Questo andamento è legato soprattutto alla crescente diffusione delle sigarette elettroniche, dei prodotti a tabacco riscaldato e di nuovi prodotti, come le bustine contenenti nicotina.
Una particolare attenzione è rivolta ai giovani, agli adolescenti e alle ragazze, che risultano tra i gruppi maggiormente interessati dai nuovi modelli di consumo.
In Italia, quindi, si registra una autorizzata del fumo di sigaretta tradizionale, ma non una reale riduzione dell’esposizione complessiva alla nicotina.
La diffusione di prodotti alternativi sta modificando le abitudini di consumo, coinvolgendo in modo particolare adolescenti, giovani adulti e donne.
Tra gli adulti di età compresa tra i 18 ei 69 anni, l’uso esclusivo di sigarette tradizionali è sceso in maniera significativa, passando dal 30% nel 2008 al 18% nel 2025.
Tuttavia, se si considera l’insieme dei prodotti contenenti nicotina — sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato — la riduzione appare molto più limitata: dal 30% al 27% .
Questo dato suggerisce che la decisione del fumo tradizionale è in parte compensata dal ricorso ad altri prodotti, spesso percepiti come più moderni o meno dannosi, ma comunque in grado di favorire o mantenere la dipendenza da nicotina.
I giovani sono particolarmente esposti
Le indagini condotte dall’Istituto Superiore di Sanità nei primi mesi del 2026 evidenziano una situazione di particolare attenzione tra i ragazzi.
Tra gli studenti di 11-13 anni , il 5,9% ha dichiarato di aver utilizzato nell’ultimo mese prodotti contenenti tabacco o nicotina: si tratta di circa 93 mila ragazze e ragazzi.
Tra gli adolescenti di 14-17 anni , la quota vendita al 37,1% , pari a circa 850 mila studenti .
La sigaretta elettronica risulta il prodotto più utilizzato in entrambe le fasce d’età: interessa il 5,2% degli 11-13enni e il 30,8% dei 14-17enni.
Un fenomeno sempre più diffuso tra le ragazze
In entrambe le fasce d’età analizzate, il consumo di prodotti contenenti nicotina risulta più elevato tra le ragazze.
Tra gli studenti di 11-13 anni, dichiara di usare questi prodotti il 6,9% delle ragazze, rispetto al 4,8% dei ragazzi.
Tra i 14-17enni, la percentuale raggiunge il 44,2% tra le ragazze e il 30,3% tra i ragazzi .
Questi dati indicano la necessità di sviluppare strategie di prevenzione più mirate, capacità di tenere conto anche delle differenze di genere, dell’influenza dei messaggi promozionali e dei modelli sociali che possono favorire l’avvicinamento ai nuovi prodotti.
Il policonsumo: l’uso combinato di più prodotti
Un elemento di particolare rilievo è rappresentato dal policonsumo, cioè dall’utilizzo contemporaneo di più prodotti contenenti nicotina.
Tra gli studenti più giovani, oltre un consumatore su due dichiara di usare più tipologie di prodotti.
Questo aspetto merita attenzione perché il policonsumo può consolidare l’abitudine, aumentare l’esposizione alla nicotina e rendere più complesso interrompere il consumo.
Le bustine contenenti nicotina
Tra gli adolescenti di 14-17 anni cresce anche la sperimentazione delle bustine con nicotina. Il 9,1% dichiara di averle provate almeno una volta nella vita, rispetto all’ 8,2% del 2025 e al 3,8% del 2024.
Nel 2026, per la prima volta, l’indagine ha rilevato anche l’uso recente di questi prodotti: il 3,3% degli studenti li ha utilizzati negli ultimi 30 giorni, con una prevalenza maggiore tra i ragazzi rispetto alle ragazze.
Nicotina e benessere psicologico
Le indagini segnalano inoltre un’associazione tra consumo di nicotina e altri indicatori di vulnerabilità, come una maggiore frequenza di consumo di alcol e di episodi di ubriacatura, livelli più elevati di ansia e depressione e un minore benessere psicologico.
Questo non consente di affermare automaticamente che la nicotina sia la causa diretta di tali condizioni, ma suggerisce che il consumo possa inserirsi in un quadro più ampio di fragilità, disagio o comportamenti a rischio.
Il Telefono Verde contro il Fumo
Nel 2025 il Telefono Verde contro il Fumo dell’Istituto Superiore di Sanità – 800 554088 ha ricevuto circa 3.600 telefonate.
Nell’ 87% dei casi, a contattare il servizio sono stati fumatori interessati a smettere oa ricevere informazioni sui Centri Antifumo.
Il servizio rappresenta quindi un importante punto di riferimento per chi cerca informazioni affidabili, orientamento e supporto nel percorso di cessazione.
Centri Antifumo: una rete da rafforzare
Il censimento aggiornato a maggio 2026 registra 209 Centri Antifumo attivi sul territorio nazionale, in rilasciato rispetto ai 223 rilevati nell’anno precedente. La distribuzione dei servizi mostra inoltre una maggiore concentrazione nel Nord Italia.
La riduzione del numero dei Centri Antifumo evidenzia l’esigenza di rafforzare la rete territoriale dei servizi, soprattutto in una fase in cui i prodotti contenenti nicotina si diversificano e raggiungono fasce sempre più giovani della popolazione.
In sintesi
La segnalazione del consumo di sigarette tradizionali rappresenta un segnale positivo, ma non è sufficiente per descrivere l’intero fenomeno.
Il consumo complessivo di nicotina rimane elevato, soprattutto a causa della diffusione dei nuovi prodotti.
Adolescenti, ragazze e giovani adulti sono tra i gruppi più esposti.
La sigaretta elettronica è il prodotto più diffuso tra i giovani.
Il policonsumo e l’uso quotidiano tra i giovanissimi costituiscono segnali di particolare rilevanza per la sanità pubblica.
La prevenzione deve iniziare precocemente, basarsi su evidenze scientifiche e saper intercettare i nuovi comportamenti di consumo.
