Si sta diffondendo una pericolosa consuetudine sul web, quella di utilizzare i social media per attrarre un potenziale bacino di milioni di ragazzi e giovani adulti, verso nuove sostanze d’abuso.
Da alcune rilevazioni effettuate sul tema, emerge che Facebook e Twitter (in passato MySpace) sono usati per canalizzare l’attenzione verso altri siti internet (il più delle volte registrati in paese esotici) dove con abili strategie di marketing si propongono come prodotti per il benessere psicofisico, come innocui sali da bagno o profumatori ambientali. La merce in vendita anche se è pubblicizzata su questi portali come “ naturale e assolutamente legale”, nasconde però diverse insidie. 

Sia l’Agenzia delle Nazioni Unite “International Narcotics Control Board (INCB), che il Sistema italiano di Allerta Precoce per le Droghe del Dipartimento Politiche Antidroga (Presidenza del Consiglio dei Ministri) hanno recentemente lanciato diversi allarmi in tal senso. C’è un copioso commercio online, avviato soprattutto dai grow shop e dai legal highs shop, che si alimenta attraverso i social network e attraverso quelle che genericamente vengono chiamate “farmacie online”. A tal riguardo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che molti prodotti commercializzati su questi siti sono dannosi per la salute. Questa attività, dunque, pone un’amplia platea soprattutto giovanile al rischio di acquistare e assumere sostanze pericolose.

Stando così le cose le modalità di comunicazione oggi disponibili hanno poche o nulle chance di raggiungere gli stessi target a cui mira la rete, che inevitabilmente continueranno ad essere esposti a messaggi unidirezionali, volutamente incompleti e fintamente salutisti e di legalità. Di conseguenza è davvero necessario sviluppare approcci di comunicazione nuovi e specifici. Ciò richiede uno studio apposito dei canali, dei target, dei linguaggi e dei contenuti a così forte presa comunicativa, per adeguare al meglio nuove strategie.

Oggigiorno l’esser in rete per condividere, per documentarsi e per fare acquisti, sono divenuti elementi quasi imprescindibili nella vita di molti giovani. Partendo dai presupposti che sul web ciò è semplice, facile e veloce lo è anche pubblicare e diffondere informazioni distorte, equivoche e non referenziate. E’ dunque necessario avviare attraverso gli stessi canali dei processi “controinformazione a riguardo della sicurezza e della legalità” che sia mirata e referenziata.
Rilevato che esiste un approccio in crescita al consumo di sostanze, data la tendenza ad affidare a molecole chimiche (soprattutto sintetiche ad azione stimolante e allucinogena) la gestione delle performance e delle relazioni, registrata la facilità e leggerezza con cui prodotti di dubbia o illecita provenienza vengono comprati ed assunti nella inconsapevolezza delle conseguenze nonostante le numerose campagne informative, valutato il progressivo abbassamento dell’età media del primo approccio alle sostanze, si ritiene sempre più necessario curare gli aspetti comunicativi su internet.

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS