E’ un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che gestisce un registro aperto di identificativi persistenti destinati alle persone impegnate nella ricerca, nella produzione scientifica e nell’innovazione.
L’acronimo deriva da Open Researcher and Contributor ID. Il servizio mette gratuitamente a disposizione di ogni ricercatore un identificativo digitale permanente, chiamato ORCID iD, utilizzabile durante l’intera carriera scientifica.
L’obiettivo principale è creare connessioni trasparenti e affidabili tra:
- ricercatori;
- pubblicazioni scientifiche;
- istituzioni di appartenenza;
- progetti e finanziamenti;
- attività di revisione tra pari;
- incarichi e attività professionali;
- altri contributi alla ricerca.
ORCID non identifica una pubblicazione o una rivista, ma una persona. Per gli articoli e gli altri prodotti digitali viene generalmente utilizzato il DOI; per gli autori e i collaboratori della ricerca viene invece utilizzato l’ORCID iD.
Il profilo ORCID di Paolo Berretta
Il mio ORCID iD costituisce il riferimento persistente per collegare la mia identità alle pubblicazioni e alle altre attività scientifiche.
Nome: Paolo Berretta
ORCID iD: 0000-0002-1748-5628
Accedi al profilo ORCID di Paolo Berretta
È possibile consultare anche il profilo bibliometrico collegato alla mia produzione scientifica indicizzata in Scopus:
Consulta il profilo Scopus di Paolo Berretta
L’identificativo consente di associare in maniera non ambigua la mia attività scientifica alle pubblicazioni, alle affiliazioni istituzionali e agli altri contributi professionali registrati nel sistema.
La mia attività di ricerca si concentra principalmente sulle dipendenze da sostanze e comportamentali, sulla prevenzione, sul tabagismo, sul gioco d’azzardo, sulle nuove sostanze psicoattive, sui comportamenti digitali problematici e sulla comunicazione scientifica in sanità pubblica.
Perché serve un identificativo personale
L’attribuzione delle pubblicazioni sulla sola base del nome può produrre errori. Ricercatori diversi possono avere lo stesso nome, mentre lo stesso autore può comparire negli articoli con forme differenti.
Le difficoltà più comuni riguardano:
- omonimie;
- abbreviazioni del nome;
- inversione tra nome e cognome;
- presenza o assenza del secondo nome;
- caratteri speciali e sistemi alfabetici differenti;
- cambiamenti del cognome;
- trasferimenti tra università o istituti di ricerca;
- errori nei metadati editoriali.
L’ORCID iD risolve gran parte di queste ambiguità perché rimane associato alla persona indipendentemente dall’affiliazione, dal Paese, dalla disciplina scientifica o dalle varianti utilizzate per firmare una pubblicazione.
Due autori omonimi avranno quindi identificativi diversi, mentre i lavori pubblicati dallo stesso ricercatore potranno essere collegati a un unico codice permanente.
Come è formato un ORCID iD
L’identificativo ORCID è composto da 16 caratteri, suddivisi in quattro gruppi, e viene presentato sotto forma di indirizzo web permanente:
https://orcid.org/0000-0002-1748-5628
La struttura è compatibile con lo standard internazionale ISO 27729. L’ultima posizione funziona come carattere di controllo e, in alcuni identificativi, può essere rappresentata dalla lettera “X”.
Il numero viene assegnato casualmente e non contiene informazioni personali. Dal codice non è quindi possibile ricavare il Paese, l’istituzione, l’età, la qualifica o il settore disciplinare del titolare.
ORCID raccomanda di mostrare l’identificativo nella sua forma completa e cliccabile, comprensiva del prefisso https://orcid.org/.
ORCID non è un indicatore bibliometrico
ORCID non è una banca dati citazionale e non ha la stessa funzione di Scopus o Web of Science.
Il suo obiettivo principale è identificare in maniera univoca il ricercatore e collegarlo alle attività scientifiche attribuitegli. ORCID non nasce per:
- calcolare l’h-index;
- contare sistematicamente tutte le citazioni;
- assegnare un ranking ai ricercatori;
- misurare la qualità delle pubblicazioni;
- valutare l’Impact Factor delle riviste;
- certificare automaticamente la validità metodologica di ogni lavoro.
La presenza di una pubblicazione in un record ORCID non dimostra, da sola, il valore scientifico del contributo. Il record può includere informazioni inserite personalmente dal titolare e informazioni provenienti da fonti esterne autorizzate. Per interpretarlo correttamente è quindi utile controllare anche la provenienza associata a ciascun elemento.
Differenza tra ORCID e Scopus
ORCID e Scopus sono strumenti complementari, ma svolgono funzioni differenti.
| Caratteristica | ORCID | Scopus |
|---|---|---|
| Funzione principale | Identificazione univoca del ricercatore | Indicizzazione e analisi della letteratura scientifica |
| Gestione del profilo | Controllata principalmente dal titolare | Generata attraverso i dati indicizzati da Scopus |
| Identificativo | ORCID iD | Scopus Author ID |
| Durata | Rimane associato alla persona per tutta la carriera | Dipende dai record attribuiti nel database |
| Pubblicazioni | Possono provenire da più fonti | Devono rientrare nella copertura di Scopus |
| Citazioni | Non rappresentano la funzione centrale | Sono conteggiate sulla base dei documenti indicizzati |
| h-index | Non è un indicatore proprio di ORCID | Viene calcolato da Scopus |
| Affiliazioni | Inserite dal ricercatore o da enti autorizzati | Ricavate prevalentemente dai metadati delle pubblicazioni |
| Controllo della visibilità | Gestito dal titolare | Determinato dalle regole della piattaforma |
Scopus descrive l’impatto bibliometrico della produzione indicizzata nel proprio database. ORCID garantisce invece la continuità dell’identità scientifica del ricercatore attraverso istituzioni, periodi professionali, discipline e sistemi editoriali differenti.
Per questo motivo è utile collegare i due profili, così da associare l’identità persistente ORCID alle pubblicazioni e agli indicatori presenti in Scopus.
Perché ORCID è importante
Un profilo ORCID correttamente aggiornato può:
- ridurre il rischio di confusione con autori omonimi;
- rendere più riconoscibili le pubblicazioni;
- facilitare la compilazione delle domande di finanziamento;
- semplificare l’invio di manoscritti alle riviste;
- collegare attività scientifiche svolte presso istituzioni differenti;
- favorire l’interoperabilità tra editori, università e archivi;
- documentare contributi diversi dagli articoli scientifici;
- migliorare la completezza e la tracciabilità del curriculum;
- rafforzare la visibilità internazionale del ricercatore.
ORCID funziona quindi come un’infrastruttura di identità della ricerca: non sostituisce il curriculum, le banche dati bibliografiche o la valutazione qualitativa, ma permette a questi sistemi di riferirsi con maggiore precisione alla persona corretta.