Scopus

Si tratta di una banca dati bibliografica e citazionale multidisciplinare sviluppata da Elsevier. Raccoglie e collega informazioni relative alla produzione scientifica internazionale, consentendo di cercare pubblicazioni, autori, enti di ricerca, riviste, citazioni e collaborazioni accademiche.

Il mio profilo

La mia attività scientifica è documentata anche su Scopus, una delle principali banche dati internazionali dedicate alla letteratura scientifica sottoposta a revisione tra pari.

Il profilo raccoglie le pubblicazioni attribuite a Paolo Berretta, afferente al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, e consente di consultare gli articoli indicizzati, le collaborazioni scientifiche, le citazioni ricevute e gli indicatori bibliometrici elaborati dalla piattaforma.

La mia produzione scientifica riguarda principalmente la prevenzione e lo studio delle dipendenze da sostanze e comportamentali, il tabagismo, il gioco d’azzardo, le nuove sostanze psicoattive, i comportamenti digitali problematici e le strategie di comunicazione e promozione della salute pubblica.

Il profilo è identificato dal codice Scopus Author ID 57190425541.

È inoltre disponibile il mio profilo identificativo internazionale:

 

Scopus non è una rivista scientifica e non è un archivio generalista come un comune motore di ricerca. Scopus indicizza principalmente i dati bibliografici delle pubblicazioni: titolo, autori, affiliazioni, abstract, parole chiave, riferimenti bibliografici e citazioni ricevute.

Quando disponibile, il record contiene anche il collegamento al testo completo sul sito dell’editore, ma l’accesso all’articolo può dipendere dall’abbonamento dell’utente o dalla disponibilità in modalità open access.

La piattaforma copre numerosi ambiti disciplinari, tra cui:

  • medicina e scienze della salute;
  • biologia e scienze della vita;
  • chimica, fisica e matematica;
  • ingegneria e informatica;
  • scienze sociali;
  • psicologia;
  • economia;
  • arti e discipline umanistiche.

Il database comprende articoli scientifici, revisioni della letteratura, atti di congressi, libri, capitoli di libro e altre tipologie documentali.

La parte prevalente della raccolta è costituita da pubblicazioni accademiche sottoposte a revisione tra pari, sebbene siano presenti anche alcune fonti professionali selezionate per la loro rilevanza scientifica.

Come vengono selezionate le riviste

Una rivista non entra automaticamente in Scopus. Le fonti proposte per l’indicizzazione vengono esaminate dal Content Selection and Advisory Board – CSAB, un organismo internazionale composto da ricercatori, scienziati e bibliotecari rappresentativi delle principali aree disciplinari.

La valutazione considera elementi quali:

  • regolarità della pubblicazione;
  • qualità della peer review;
  • competenza e composizione del comitato editoriale;
  • rilevanza accademica dei contenuti;
  • chiarezza degli abstract;
  • qualità editoriale;
  • diffusione internazionale;
  • rispetto delle norme etiche della pubblicazione scientifica;
  • contributo della rivista al proprio settore di ricerca.

Scopus applica inoltre un programma di rivalutazione continua. Una rivista può essere sottoposta a un nuovo controllo quando emergono anomalie nelle pratiche editoriali, nella produzione scientifica o nei pattern citazionali. Se non soddisfa più gli standard richiesti, l’indicizzazione dei nuovi contenuti può essere sospesa o interrotta. I documenti precedentemente indicizzati possono tuttavia rimanere nel database come parte della documentazione storica della produzione scientifica.

L’inclusione in Scopus rappresenta quindi un indicatore di riconoscibilità editoriale e accademica, ma non costituisce una certificazione assoluta della qualità di ogni singolo articolo. La robustezza di una pubblicazione deve essere valutata considerando il disegno dello studio, la metodologia, la trasparenza dei dati, la peer review e la coerenza con il complesso delle evidenze disponibili.

Che cos’è un profilo autore Scopus

Scopus genera automaticamente un profilo per gli autori delle pubblicazioni indicizzate. Il sistema attribuisce i documenti ai ricercatori attraverso algoritmi che analizzano diversi elementi:

  • nome e varianti del nome;
  • affiliazione istituzionale;
  • indirizzo di posta elettronica, quando disponibile;
  • settore scientifico;
  • coautori;
  • riferimenti e citazioni;
  • continuità tematica delle pubblicazioni.

Secondo Elsevier, un profilo viene normalmente creato quando almeno due pubblicazioni sono associate allo stesso autore. I record vengono aggiornati con l’arrivo di nuovi contenuti dagli editori.

Il profilo può mostrare:

  • pubblicazioni attribuite all’autore;
  • affiliazione attuale e affiliazioni precedenti;
  • numero complessivo delle citazioni;
  • andamento temporale delle citazioni;
  • coautori;
  • aree disciplinari;
  • h-index;
  • identificativo personale denominato Scopus Author ID;
  • eventuale collegamento all’identificativo ORCID.

Lo Scopus Author ID permette di distinguere ricercatori con nomi uguali o simili e di ricondurre a una stessa persona le diverse varianti con cui il suo nome può apparire nelle pubblicazioni.

L’attribuzione automatica non è infallibile. Un autore può avere più profili separati, oppure può vedersi attribuito un documento appartenente a un omonimo. Scopus mette quindi a disposizione un sistema di correzione attraverso il quale è possibile richiedere l’unificazione dei profili, modificare il nome preferito, correggere l’affiliazione e aggiungere o rimuovere pubblicazioni.

Citazioni e h-index

Una delle funzioni principali di Scopus è il monitoraggio delle citazioni scientifiche. Una citazione si verifica quando una pubblicazione inclusa nel database richiama un altro lavoro nella propria bibliografia.

Il numero di citazioni può fornire un’indicazione della diffusione e dell’influenza di un articolo nella comunità scientifica. Non misura però direttamente la qualità metodologica, la validità clinica o l’utilità sociale della ricerca. Un lavoro può essere citato anche per essere criticato, corretto o confutato.

L’h-index cerca di combinare produttività scientifica e impatto citazionale. Un autore possiede, per esempio, un h-index pari a 10 quando almeno dieci sue pubblicazioni hanno ricevuto ciascuna almeno dieci citazioni.

Questo indicatore presenta limiti rilevanti:

  • tende ad aumentare con la durata della carriera;
  • varia molto tra discipline;
  • dipende dalla copertura del database utilizzato;
  • non distingue il contributo individuale nei lavori con molti autori;
  • non valuta direttamente la qualità metodologica;
  • può cambiare tra Scopus, Web of Science e Google Scholar.

Per queste ragioni, l’h-index non dovrebbe essere interpretato isolatamente né impiegato come misura definitiva del valore di un ricercatore.

A cosa serve Scopus

Scopus viene utilizzato da ricercatori, università, biblioteche, enti pubblici, agenzie di finanziamento e organizzazioni impegnate nella valutazione della ricerca.

La piattaforma permette di:

  • effettuare ricerche bibliografiche strutturate;
  • ricostruire lo stato delle conoscenze su un argomento;
  • individuare gli studi maggiormente citati;
  • seguire le citazioni ricevute da un articolo;
  • identificare autori ed enti attivi in uno specifico settore;
  • analizzare reti di collaborazione;
  • individuare potenziali partner scientifici;
  • monitorare l’evoluzione di temi emergenti;
  • verificare se una rivista è indicizzata;
  • analizzare la produzione scientifica di autori e istituzioni.

Scopus non sostituisce necessariamente le banche dati specialistiche. In campo biomedico, per esempio, può essere utilizzato insieme a PubMed/MEDLINE; nelle revisioni sistematiche è spesso opportuno interrogare più database, perché nessuna singola banca dati assicura una copertura completa della letteratura.

Come interpretare correttamente i dati

I dati bibliometrici devono essere letti nel loro contesto. Discipline diverse hanno differenti abitudini di pubblicazione e citazione. Anche la lingua, il tipo di articolo, l’anzianità accademica, la dimensione delle équipe e la copertura del database possono influenzare i risultati.

Le indicazioni internazionali sulla valutazione responsabile della ricerca raccomandano di non utilizzare citazioni, h-index o metriche di rivista come sostituti automatici del giudizio scientifico qualitativo. Questi indicatori possono supportare la valutazione, ma devono essere integrati con l’esame dei contenuti, dei metodi, del contributo effettivo dell’autore e dell’impatto scientifico, clinico o sociale della ricerca.

 

 


 

Fonti istituzionali