Alcuni giorni fa, poco prima della solita riunione di ferragosto del Comitato Nazionale per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza presieduto dal ministro dell’interno Salvini nella sua veste di Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, il presidente del consiglio Conte, con un video messaggio di pochi minuti diffuso sui social, ha parlato delle iniziative e dei risultati ottenuti nei primi due mesi del suo Governo che, come ha tenuto a sottolineare, ha “..iniziato a cambiare il Paese..”, riacquistando “credibilità internazionale”, non tralasciando di accennare, senza precisarle, alle “sfide cruciali per rilanciare il Paese che si dovranno affrontare a settembre”. Un breve, trionfalistico, accenno al fenomeno migratorio, tema particolarmente a cuore del ministro Salvini, con il calo dell’85% di sbarchi (circa 20mila migranti) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, giudicato un “fatto storico”. Un risultato, in realtà, già conseguito dal precedente Governo con il ministro dell’interno Minniti dopo gli accordi, ben retribuiti, con i capi tribù libici che, di fatto, controllano i flussi migratori provenienti dai vari paesi africani.
Nessun riferimento del presidente Conte ai temi caldi su Tav, Tap, Ilva, vaccini obbligatori, sulle ventilate modifiche alla legge Fornero e solo un vago riferimento a “riforme fondamentali per la crescita e lo sviluppo sociale”. Nessun accenno ad un argomento che resta fondamentale per i cittadini e cioè quello della sicurezza pubblica. Forse per non “invadere” il terreno di competenza del suo ministro dell’interno il quale, in campagna elettorale aveva assicurato che una delle priorità sarebbero stati proprio gli arruolamenti di poliziotti e carabinieri. Per ora si ha notizia di un solo concorso di arruolamento che potrebbe essere bandito all’inizio del 2019 ( se compatibile con il bilancio) per 2.091 poliziotti, 2.816 carabinieri e 1.116 finanzieri.
Numeri ridicoli. Soltanto per ripianare gli organici della Polizia di Stato e dei Carabinieri, occorrerebbero almeno due concorsi annui per cinque anni ( a partire da domani), impossibile da realizzare perché, tra l’altro, mettendo da parte i consistenti fondi finanziari necessari per una tale operazione, non ci sono Scuole di Polizia a sufficienza per consentire lo svolgimento dei corsi di formazione della durata di almeno nove mesi più tre mesi di applicazione presso gli uffici periferici. Attualmente, infatti, gli istituti d’istruzione della Polizia di Stato possono assicurare corsi per circa 1.700 allievi che arriverebbero a 2.200 quando verrà riattivata (entro un anno?) la Scuola di Polizia di Trieste. Se, poi, si volesse pensare, come auspicano moltissimi cittadini, ad arruolare più poliziotti e carabinieri per vederne di più sulle strade, non sarebbero sufficienti neanche una decina di anni al ritmo di assunzioni sopra indicato.
Insomma, mentre la situazione generale della sicurezza pubblica è peggiorata negli anni, nonostante il calo dei delitti denunciati negli ultimi tre anni che si cerca di “spacciare” come “calo dei reati” mentre, in realtà molti cittadini sfiduciati non vanno più a denunciare, si dovrà fronteggiare la c.o. e quella sempre più invadente della criminalità predatoria, contando sulle risorse umane delle forze di polizia che si assottigliano sempre di più per i pensionamenti e sulle altre “forze”, quelle delle polizie locali impreparate a svolgere i compiti pertinenti l’ordine pubblico e la sicurezza, mentre si vanno sempre più diffondendo “gruppi di vicinato”, servizi di “vedetta” e di “sentinelle” di cittadini che si organizzano nei quartieri di molte città. Tutte forme di collaborazione che possono anche essere d’intralcio alle normali attività delle forze di polizia quando si trasformano in “ronde” svolgendo compiti di osservazione, annotazione, controllo e vigilanza che concretizzano la funzione di polizia di prevenzione che compete solo allo Stato.
di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).