Anche questo Governo è destinato a durare nella misura in cui riuscirà ad assicurare un livello maggiore di sicurezza pubblica (reale) rispetto agli anni passati e a migliorare quella “percepita” dai cittadini. Tutto questo potrà accadere se saranno affrontati, con la dovuta determinazione, e risolti alcuni problemi rilevanti che si trascinano da anni, tra cui quello dell’arruolamento di agenti della polizia di stato e di carabinieri ( punto, peraltro, sottolineato in campagna elettorale da esponenti politici dell’attuale Governo) non solo per colmare i vuoti che si sono creati nei vari uffici di pubblica sicurezza ( questure e commissariati) e nei comandi dell’Arma (in particolare nelle stazioni), ma, soprattutto, per aumentare quegli organici rimasti fermi alle “tabelle” di trent’anni fa (del 1989). Vi è, poi, l’esigenza di una “neutralizzazione” di chi delinque che può essere assicurata soltanto  con una reale limitazione della libertà personale, in carceri ( da costruire con procedure accelerate o risistemando alcuni edifici)  e questo presuppone una rivisitazione di norme del codice penale, di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario. La gente non tollera più che chi viene arrestato nella flagranza anche di gravi delitti contro la persona e la proprietà venga rimesso, nel giro di poche ore o di pochi giorni, in circolazione, spesso per tornare a delinquere. La gente è stanca di leggere di “sconti” di pena, anche considerevoli, concessi dai giudici di sorveglianza a chi, condannato per gravissimi fatti, tiene una buona condotta in carcere. La gente è stanca di apprendere  di delinquenti ai quali è stata concessa la detenzione domiciliare che continuano nelle loro attività criminali ( per esempio nello spaccio di stupefacenti). I problemi per la sicurezza pubblica sono, peraltro, destinati a crescere non solo per la presenza sempre più ingombrante di gruppi criminali stranieri, in diversi casi divenuti stanziali  in Italia, ma anche per i “pendolari” che arrivano da alcuni paesi, anche comunitari, per “rifornirsi” razziando case e negozi. La situazione di marginalizzazione e di povertà che si è creata in Italia, soprattutto nelle regioni del Sud, contribuirà anche alla crescita di criminalità predatoria itinerante. Solo un apparato di sicurezza statale forte, ben attrezzato e ben coordinato, a livello centrale e periferico, con risorse umane adeguate, potrà garantire uno standard buono nella prevenzione e nella repressione dei delitti. Deve cessare anche la confusione e lo sconcerto che si creano, magari involontariamente, leggendo di estemporanee iniziative e di soggetti privati che si attribuiscono arbitrariamente funzioni e compiti di vigilanza, di osservazione e di controllo nelle città. Funzioni che non spettano certo alle “ronde”, né alla gente che si organizza in gruppi per le “passeggiate della legalità nei quartieri (di sera, di notte), né ai “vigilantes” ( le guardie giurate, i cui compiti non sono quelli della tutela della sicurezza pubblica), né, tanto meno, ai cittadini che vengono addirittura messi “in prima linea” sulla sicurezza (cfr. La Nazione, ed. di Prato del 27luglio scorso) con i cosiddetti “controlli di vicinato” ( che talvolta hanno avuto una sorta di avallo anche in sede locale dai prefetti). L’ordine pubblico e la sicurezza sono beni tutelati dallo Stato attraverso le forze di polizia (quelle indicate dalla legge 121/1981) e dall’amministrazione della pubblica sicurezza che attua momenti essenziali nel coordinamento tramite le autorità provinciali di pubblica sicurezza ( prefetti e questori).

Ferragosto è vicino e ci sarà, come ogni anno in questo periodo, il solito bilancio provvisorio fornito dal Ministro dell’Interno sull’andamento della delittuosità, condito dai dati statistici che il Viminale ( tramite il Dipartimento della Pubblica Sicurezza) predispone sempre con particolare cura. Speriamo soltanto di non sentire dal ministro Salvini la solita “narrazione” relativa ai delitti in calo ( in realtà si tratta di denunce in calo, come ho avuto occasione di scrivere più volte, data la sostanziale sfiducia dei cittadini nella possibilità di ricevere giustizia e risarcimento ), fatta negli anni passati da quasi tutti i ministri che lo hanno preceduto sottolineando più la “percezione” di insicurezza. I cittadini hanno bisogno di vedere almeno più poliziotti e carabinieri in strada per essere “tranquillizzati”.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).