Roma “sprofondata” all’ottantacinquesimo posto della graduatoria nazionale sulla “qualità della vita 2018” presentata alcuni giorni fa da ItaliaOggi. Uno studio accurato e puntuale, redatto annualmente (siamo alla ventesime edizione), che prende in esame nove ambiti di analisi e cioè affari e lavoro,ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.
Partendo dagli “affari e lavoro”, la Capitale viene inserita nella fascia 3, “scarsa” e collocata all’ottantesimo posto (insieme ad altre 20 province tra cui Foggia, Caserta, Potenza) perdendone 15 rispetto alla posizione del 2017. In coda alla classifica nazionale, novantaseiesimo posto, anche in tema di “ambiente” ( ed anche in questo ambito una scivolata indietro di dodici posizioni) con una problematica concentrazione di biossido di azoto pari a 49,13 che pone Roma in una situazione peggiore di Milano con 47,65. “Scarsa” anche in tema di disagio sociale e personale (fascia 3, settantasettesima posizione) insieme ad altre 22 province (tra cui Reggio Calabria, Salerno, Potenza, Chieti, Lecce, Benevento), una dimensione che vede in cima alla classifica tre province venete,Padova, Treviso, Venezia e in fondo Bari e Medio Campidano.
Sulla “criminalità”, poi, la Capitale è nei bassifondi della classifica, in centotreesima posizione (fascia 4, insufficiente), in compagnia di Napoli, Foggia, Milano e Bologna (chiude Rimini in ultima posizione). Situazione ancor di più sconcertante se si da uno sguardo ad alcune tipologie di delitti , per esempio, agli “scippi e borseggi” che pongono Roma al centoquattresimo posto con 607 episodi per centomila abitanti, in “buona compagnia” con Milano, Bologna, Genova, Torino e Firenze. La stessa posizione è occupata in tema di “furti di auto” con 368 veicoli rubati per centomila abitanti, con la vicinanza di due province, Caserta e Napoli, dove i ladri di auto si danno un gran da fare ( chiude la classifica l’irraggiungibile provincia di Barletta-Andria-Trani che ha il primato di 607 auto rubate su centomila abitanti). Sempre al centoquattresimo posto per gli “altri furti” con un rapporto di 1.971 casi su centomila abitanti, mentre scende al quarantesimo posto per i “furti in appartamento”, il rapporto è di 277 ( in fondo alla classifica Lucca (650), Asti (642), Modena (631).
Con un rapporto di 1,45 “rapine in banche e uffici postali” ogni centomila abitanti ( un delitto fortemente diminuito negli anni grazie alle misure di sicurezza attiva e passiva adottate), Roma occupa un buon settantesimo posto, ben lontana da Milano (un rapporto di 2,71), di Bologna (3,28) di Palermo (4,17) e, straordinariamente dalla piccola Siena, ultima, con 4,46 rapine per centomila abitanti. Ben diversa la situazione riguardante le “altre rapine” ( per esempio quelle negli esercizi commerciali, nella pubblica via ecc..) che vede Roma al centesimo posto (rapporto di 74 rapine per centomila ab.), con Bari e Catania, rispettivamente con il rapporto 73 e 71 (peggio ancora stanno Torino con il rapporto pari a 82, Palermo 86, Milano 113 e Napoli 210).
Il rapporto di 113 delitti collegati al traffico/spaccio di stupefacenti sono la conferma, da un lato della discreta azione di repressione delle forze di polizia romane, dall’altro la forte diffusione e consumo di droghe in molte zone della città. Anche in questo ambito, ritengo si possa e si debba fare di più. E lo stesso maggiore impegno è richiesto per la repressione dell’odioso delitto di sfruttamento della prostituzione, attività che non è particolarmente “gratificante” sul piano investigativo e che richiede l’impiego di tempo e di adeguate risorse umane. A Roma solo poco più di un delitto accertato per centomila abitanti in una classifica nazionale che vede alcune piccole province come Imperia, Novara, Ferrara, Ravenna, con tassi che sono oscillati da 4,47 a 6,97. Valori, tuttavia, sempre modesti per un fenomeno gestito in prevalenza da gruppi della criminalità straniera i cui proventi, stimati, contribuiscono, insieme a quelli derivanti dal narcotraffico e dal contrabbando di sigarette, ad incrementare il Pil del nostro Paese sin dal 2014.
Per “paoloberretta.com” – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).