E’ disponibile un interessante articolo, The role of metrics in peer assessments di Liv Langfeldt, Ingvild Reymert e Dag W Aksnes, del Nordic Institute for Studies in Innovation, Research and Education (NIFU), pubblicato su Research Evaluation ad accesso aperto.
Gli autori presentano i risultati di una indagine condotta attraverso un questionario distribuito in tre paesi (Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) in tre diversi ambiti disciplinari (cardiologia, economia e fisica) per capire se le metriche sono considerate parte legittima ed integrante nelle valutazioni tra pari nei diversi contesti della valutazione della ricerca: nella assegnazione di fondi, nella valutazione dei candidati o per identificare la ricerca migliore in un determinato settore disciplinare.
Gli autori hanno riscontrato che le metriche continuano a svolgere un ruolo significativo nel plasmare queste decisioni, in particolare i revisori con punteggi elevati sugli indicatori bibliometrici sembrano (rispetto ad altri revisori) affidarsi più frequentemente anche alle metriche nelle loro valutazioni.
L’analisi dei dati è molto interessante, tra le altre cose emerge, come prevedibile, una sensibile differenza di comportamenti nei diversi ambiti disciplinari: per gli economisti le metriche hanno un peso maggiore nel processo valutativo rispetto ai cardiologi e ai fisici. Nel complesso le metriche sembrano incidere maggiormente nella revisione delle proposte di sovvenzione e nella valutazione dei candidati per le posizioni accademiche.
Dall’indagine emerge la necessità di comprendere se e come i panel utilizzano le metriche nelle loro valutazioni al fine di fornire processi di revisione equi e trasparenti.
Fonte: bibliosan20
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