L’uso delle matrici biologiche in tossicologia forense e le relative finestre temporali.
I settori di intervento dei laboratori di tossicologia sia clinica che forense prevedono l’esame di matrici biologiche convenzionali e non convenzionali prelevate da vivente o da cadavere e assumono spesso carattere di prova giudiziaria e pertanto devono possedere precisi requisiti di certezza e di affidabilità (dimostrabili attraverso la documentazione e la rintracciabilità di ogni fase analitica) nonché di trasparenza ed uniformità.
Le analisi con valenza tossicologico forense o medico legale forniscono elementi utili per una corretta diagnosi in diversi ambiti, quali ad esempio:
– accertamento dello stato di ebbrezza o dell’assunzione di sostanze stupefacenti alla guida (d. lgs. 12 agosto 2003, numero214, artt. 186-187 e successive modifiche: legge 01/08/2003, legge n. 160 del 2/10/2007 e legge n.125 del 24/07/2008, legge n.41 del 23/03/2016);
– accertamenti sui lavoratori le cui mansioni comportano rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi (art. 125 DPR 285/1992, G.U. n. 236 dell’8/10/2008);
– determinazione requisiti psicofisici per il rilascio del porto d’armi;
– idoneità a specifiche norme concorsuali e/o contrattuali;
– diagnosi di uso/abuso nell’ambito dell’affidamento di minori o di adozioni;
– diagnosi di tossicodipendenza;
– diagnosi di intossicazione acuta mortale.
AUTORI
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito https://biochimicaclinica.it