Una nuova pubblicazione scientifica brasiliana trasferisce le conoscenze sulla composizione delle droghe adulterate in un ambito applicativo ancora poco studiato: la protezione degli operatori di polizia durante le attività di ricerca, manipolazione, trasporto e sequestro di sostanze illecite in polvere.

Dalla composizione delle droghe alla tutela degli operatori

Il lavoro, intitolato Riscos ocupacionais da exposição a drogas ilícitas em pó durante apreensões policiais: uma revisão narrativa com aplicação à Polícia Militar do Pará, è stato pubblicato il 23 luglio 2026 nella Revista FT, volume 30, numero 160. Gli autori sono Rayorgem Marlan dos Santos, Paulo Lindolfo Aguiar, João Alves Delgado Júnior e Francisco Alberto Ribeiro Machado.

Il contributo prende in esame i possibili rischi derivanti dall’esposizione accidentale a sostanze illecite in polvere durante le operazioni di polizia e propone una matrice di rischio adattata alle condizioni operative della Polícia Militar do Pará. La revisione utilizza, tra le proprie fonti tossicologiche, l’articolo pubblicato nel 2022 da Annagiulia Di Trana, Diletta Berardinelli, Eva Montanari, Paolo Berretta, Giuseppe Basile, Marilyn A. Huestis e Francesco Paolo Busardò.

La citazione non ha una funzione puramente formale. Il lavoro del 2022 fornisce una parte essenziale della base scientifica utilizzata per spiegare perché le polveri sequestrate non possano essere considerate sostanze chimicamente uniformi e perché la loro manipolazione richieda precauzioni calibrate non soltanto sulla droga dichiarata, ma anche sui possibili adulteranti e contaminanti.

La novità della revisione del 2026

Lo studio brasiliano è una revisione narrativa associata a una ricerca documentale. Gli autori hanno esaminato 31 riferimenti, dei quali 22 internazionali e 9 brasiliani, comprendenti studi scientifici, revisioni, valutazioni del National Institute for Occupational Safety and Health statunitense, documenti normativi e dati ufficiali sulle attività di contrasto al traffico di sostanze.

L’obiettivo non era misurare direttamente l’esposizione dei poliziotti attraverso campionamenti ambientali o analisi biologiche. Il lavoro ha invece integrato le evidenze disponibili per individuare:

  • le sostanze in polvere più frequentemente presenti nei sequestri;
  • gli adulteranti e le nuove sostanze psicoattive potenzialmente associati;
  • le principali vie di esposizione;
  • le attività operative nelle quali può verificarsi dispersione di particelle;
  • le misure di protezione applicabili al contesto della polizia militare del Pará.

La revisione individua nell’inalazione di particelle aerodisperse la principale via potenziale di esposizione durante le attività capaci di perturbare una sostanza in polvere. Tra queste rientrano l’apertura degli involucri, il travaso, il frazionamento, la pesatura e le ricerche condotte in veicoli, imbarcazioni, depositi o altri ambienti scarsamente ventilati. Sono inoltre considerate l’esposizione delle mucose, la contaminazione delle mani e degli indumenti, il contatto con superfici contaminate e l’ingestione involontaria conseguente a comportamenti mano-bocca.

Il principale elemento applicativo è una matrice che collega ciascuna situazione operativa alla possibile via di esposizione, al livello di rischio attribuito, agli effetti sanitari ipotizzabili e alle misure preventive. La matrice distingue, per esempio, una ricerca personale con materiale integro dall’apertura di un contenitore, dalla pesatura della polvere o dall’ispezione di uno spazio confinato.

Perché l’adulterazione modifica il rischio

Una sostanza sequestrata e identificata genericamente come “cocaina”, “eroina” o “stimolante” può contenere una miscela di composti con proprietà farmacologiche e tossicologiche differenti.

Gli adulteranti possono essere aggiunti per aumentare il volume del prodotto, simulare alcuni effetti della sostanza principale, modificarne la potenza o mascherarne la scarsa purezza. In altri casi possono essere presenti contaminanti derivanti dalla produzione, dal confezionamento o dalla distribuzione. Le nuove sostanze psicoattive possono inoltre essere vendute come droghe tradizionali oppure impiegate come componenti di miscele non dichiarate.

Questa variabilità determina almeno tre problemi per la sicurezza occupazionale.

Il primo riguarda l’identificazione. L’aspetto visivo della polvere non consente di stabilirne la composizione. Una sostanza apparentemente omogenea può contenere più principi attivi.

Il secondo riguarda la prevedibilità degli effetti. Gli adulteranti possono possedere tossicità propria oppure interagire con la sostanza principale, generando manifestazioni cliniche non immediatamente riconducibili alla droga presumibilmente sequestrata.

Il terzo riguarda la scelta delle misure protettive. Quando la composizione non è nota, i protocolli non possono essere costruiti esclusivamente sulla sostanza attesa. Devono essere sufficientemente robusti da gestire miscele, contaminanti e composti farmacologicamente potenti.

Il contributo dell’articolo del 2022

Il riferimento utilizzato dalla revisione brasiliana è:

Di Trana A, Berardinelli D, Montanari E, Berretta P, Basile G, Huestis MA, Busardò FP. Molecular Insights and Clinical Outcomes of Drugs of Abuse Adulteration: New Trends and New Psychoactive Substances. International Journal of Molecular Sciences. 2022;23(23):14619.

L’articolo, indicizzato in PubMed, è una revisione della letteratura dedicata agli adulteranti rilevati nei reperti sequestrati e nei casi clinici di intossicazione. La ricerca ha preso in considerazione sia campioni non biologici, come le sostanze provenienti dai sequestri, sia campioni biologici ottenuti da persone esposte. Dopo il processo di selezione furono inclusi 79 studi.

Tra gli autori, Paolo Berretta è indicato con l’affiliazione al Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità. Il contributo dichiarato comprendeva analisi formale, attività di ricerca e gestione dei dati.

La revisione del 2022 mostrava che l’adulterazione non rappresenta un fenomeno occasionale o limitato a una singola classe di sostanze. Riguarda la cocaina, gli oppioidi, gli stimolanti di tipo amfetaminico, i cannabinoidi e le nuove sostanze psicoattive.

Per la cocaina, il lavoro riportava tra gli adulteranti ricorrenti:

  • levamisolo;
  • fenacetina;
  • caffeina;
  • lidocaina e altri anestetici locali.

Lo studio richiamava inoltre pratiche emergenti maggiormente preoccupanti, come l’impiego di nuove sostanze psicoattive quali agenti di taglio e l’identificazione di fentanyl o analoghi in campioni commercializzati come cocaina o eroina. Le evidenze disponibili non autorizzavano a considerare tali contaminazioni uniformemente diffuse in tutti i mercati, ma ne dimostravano la possibilità e la rilevanza per i sistemi di sorveglianza tossicologica.

Come viene utilizzato nel lavoro del 2026

L’articolo del 2022 è impiegato in tre punti sostanziali della revisione brasiliana.

La caratterizzazione iniziale del problema

Nell’introduzione, Di Trana et al. viene citato per documentare che le sostanze sequestrate possono essere adulterate con levamisolo, lidocaina, fenacetina e caffeina.

Questo riferimento consente agli autori del 2026 di superare una rappresentazione semplificata dell’esposizione. Il poliziotto non entra necessariamente in contatto con una sola sostanza nota, ma con una miscela la cui composizione può essere variabile e non riconoscibile sul campo.

La descrizione delle droghe in polvere

Nella sezione dedicata alle principali sostanze incontrate durante le operazioni, il lavoro del 2022 viene utilizzato insieme a studi forensi sulle cocaina sequestrata.

Il suo contributo consiste nel documentare che alcuni componenti aggiunti non sono diluenti inerti. Il levamisolo, la fenacetina, la lidocaina e altri adulteranti sono sostanze farmacologicamente attive o tossicologicamente rilevanti. La loro presenza amplia quindi il profilo di pericolo rispetto a quello attribuibile al solo alcaloide principale.

La discussione sull’imprevedibilità tossicologica

Nella parte interpretativa della revisione, il riferimento del 2022 sostiene l’affermazione secondo cui la cocaina adulterata costituisce una fonte di rischio caratterizzata dall’incertezza della composizione.

Il punto scientificamente più rilevante è questo: il nome attribuito alla droga non descrive necessariamente l’intero pericolo chimico presente nel campione.

La ricerca di Di Trana, Berardinelli, Montanari, Berretta, Basile, Huestis e Busardò permette quindi alla revisione del 2026 di fondare su evidenze scientifiche l’idea che le procedure operative debbano essere applicate anche quando la sostanza precisa non è ancora stata identificata.

Dal pericolo tossicologico al rischio occupazionale

I due articoli affrontano livelli differenti dello stesso problema.

Il lavoro del 2022 caratterizza prevalentemente il pericolo tossicologico: quali sostanze possono essere presenti, quali adulteranti sono stati rilevati e quali effetti clinici sono stati associati alle diverse miscele.

Il lavoro del 2026 affronta il rischio occupazionale, cioè la probabilità che quel pericolo produca un danno in determinate condizioni operative. Per stimarlo devono essere considerate la quantità di polvere, la possibilità di dispersione, la durata del contatto, la ventilazione, la via di esposizione e la disponibilità di dispositivi di protezione.

La revisione brasiliana compie quindi un trasferimento di conoscenze:

composizione delle droghe → proprietà tossicologiche → modalità di esposizione → scenari operativi → misure preventive.

L’articolo del 2022 sostiene i primi due passaggi. Gli studi del NIOSH e la letteratura sulla salute occupazionale sostengono soprattutto i passaggi relativi all’esposizione e alla protezione degli operatori.

Questa distinzione impedisce un’interpretazione eccessiva della citazione. Il lavoro del 2022 non misurava direttamente l’esposizione dei poliziotti durante i sequestri e non dimostrava un’incidenza specifica di intossicazioni professionali. Forniva però il quadro chimico e clinico necessario per comprendere perché l’identificazione visiva della droga non sia sufficiente e perché l’adozione di protocolli precauzionali sia giustificata.

Le indicazioni operative

Sulla base dell’insieme delle fonti, la pubblicazione del 2026 propone misure proporzionate allo scenario operativo:

  • guanti in nitrile durante la manipolazione;
  • respiratori PFF2/N95 quando esiste il rischio di aerosolizzazione;
  • protezione degli occhi nelle attività che possono disperdere particelle;
  • riduzione al minimo dell’apertura e del travaso delle polveri sul posto;
  • contenitori resistenti e chiusi per trasporto e conservazione;
  • ventilazione degli ambienti confinati;
  • lavaggio con acqua e sapone in caso di contaminazione;
  • gestione separata degli indumenti contaminati;
  • registrazione formale delle esposizioni accidentali;
  • valutazione sanitaria degli operatori sintomatici;
  • formazione periodica sulle sostanze non identificate.

Il lavoro mantiene una posizione prudente anche sugli effetti clinici. Le esposizioni accidentali descritte nella letteratura possono produrre sintomi transitori, ma i dati disponibili non dimostrano un’elevata frequenza di intossicazioni gravi da contatto ambientale. Le conseguenze croniche delle esposizioni occasionali rimangono scarsamente studiate.

Un riconoscimento scientifico e applicativo

La citazione del lavoro del 2022 mostra come una ricerca inizialmente dedicata all’adulterazione, alla tossicologia analitica e agli esiti clinici possa produrre ricadute in un settore ulteriore: la sicurezza delle forze dell’ordine.

Il valore della ricerca firmata da Annagiulia Di Trana, Diletta Berardinelli, Eva Montanari, Paolo Berretta, Giuseppe Basile, Marilyn A. Huestis e Francesco Paolo Busardò risiede nella capacità di descrivere un mercato illecito chimicamente mutevole, nel quale droghe tradizionali, farmaci, adulteranti consolidati e nuove sostanze psicoattive possono combinarsi in configurazioni difficilmente prevedibili.

Quattro anni dopo, la revisione di Rayorgem Marlan dos Santos, Paulo Lindolfo Aguiar, João Alves Delgado Júnior e Francisco Alberto Ribeiro Machado utilizza quelle evidenze per sostenere una conseguenza concreta: la sicurezza degli operatori non può dipendere soltanto dall’identificazione presuntiva della droga, ma deve basarsi sulla gestione precauzionale di sostanze potenzialmente eterogenee.

La pubblicazione del 2026 rappresenta quindi un esempio di trasferimento della conoscenza scientifica. Le evidenze tossicologiche prodotte e sistematizzate nel 2022 vengono trasformate in criteri per la valutazione dei rischi, la formazione del personale e la costruzione di protocolli di biosicurezza.

Limiti da considerare

La revisione del 2026 non è uno studio epidemiologico né una ricerca sperimentale. Non presenta misurazioni ambientali nelle operazioni della Polícia Militar do Pará, biomonitoraggio degli agenti o validazione prospettica della matrice proposta.

La matrice deve pertanto essere interpretata come uno strumento orientativo fondato sulla letteratura, non come una scala predittiva già validata.

Questi limiti non annullano il contributo della pubblicazione. Definiscono invece il passaggio successivo: studi sul campo capaci di misurare contaminazione delle superfici e dell’aria, caratteristiche delle sostanze sequestrate, uso effettivo dei dispositivi di protezione ed eventuali biomarcatori di esposizione.


Fonti principali

Autori/anno Pubblicazione Rivista Contributo
Santos, Aguiar, Delgado Júnior, Machado, 2026 Riscos ocupacionais da exposição a drogas ilícitas em pó durante apreensões policiais Revista FT Applica le evidenze tossicologiche alla sicurezza occupazionale della Polícia Militar do Pará
Di Trana, Berardinelli, Montanari, Berretta, Basile, Huestis, Busardò, 2022 Molecular Insights and Clinical Outcomes of Drugs of Abuse Adulteration International Journal of Molecular Sciences Documenta adulteranti, nuove pratiche di adulterazione e conseguenze tossicologiche e cliniche

Bibliografia e collegamenti

  1. Santos RM, Aguiar PL, Delgado Júnior JA, Machado FAR. Riscos ocupacionais da exposição a drogas ilícitas em pó durante apreensões policiais: uma revisão narrativa com aplicação à Polícia Militar do Pará. Revista FT. 2026;30(160). Consulta la pubblicazione del 2026.
  2. Di Trana A, Berardinelli D, Montanari E, Berretta P, Basile G, Huestis MA, Busardò FP. Molecular Insights and Clinical Outcomes of Drugs of Abuse Adulteration: New Trends and New Psychoactive Substances. Int J Mol Sci. 2022;23(23):14619. doi:10.3390/ijms232314619. Testo integrale sul sito dell’editore.
  3. Di Trana A, Berardinelli D, Montanari E, et al. Molecular Insights and Clinical Outcomes of Drugs of Abuse Adulteration. PMID: 36498947. Scheda bibliografica PubMed.