Il metodo enantioselettivo
Una citazione scientifica può avere un peso molto diverso a seconda del contesto in cui viene utilizzata. Può sostenere un risultato, fornire il precedente metodologico di un nuovo esperimento, documentare un dato tossicologico oppure, più semplicemente, aiutare gli autori di una review a ricostruire l’evoluzione di un settore.
È proprio quest’ultimo il caso della nuova citazione del metodo HPLC-MS/MS enantioselettivo per MDMA e metaboliti sviluppato da Lo Faro e collaboratori e pubblicato nel 2024 sul Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis [2].
Il lavoro compare nella Interpol review of forensic drug chemistry, 2022-2025, pubblicata nel 2026 su Forensic Science International: Synergy da David Love ed Erin Page [1]. Gli autori, entrambi affiliati alla Drug Enforcement Administration statunitense, hanno raccolto e organizzato la letteratura recente relativa alla chimica forense delle sostanze stupefacenti, inserendola nel ciclo delle review associate all’International Forensic Science Managers Symposium.
Il dato è interessante, ma richiede una lettura misurata.
La review non afferma che il metodo rappresenti uno standard internazionale. Non lo confronta sistematicamente con tutte le alternative disponibili, non ne ripete sperimentalmente la validazione e non formula una raccomandazione per il suo utilizzo routinario.
Fa qualcosa di diverso: lo include tra gli sviluppi analitici recenti ritenuti pertinenti per descrivere il panorama della forensic drug chemistry.
È in questo significato, meno appariscente ma scientificamente più corretto, che va letta la nuova citazione.
Una review internazionale sugli sviluppi della chimica forense
L’International Forensic Science Managers Symposium è organizzato con cadenza triennale e riunisce responsabili di laboratori forensi dei Paesi membri di INTERPOL. Tra le sue finalità vi sono la presentazione degli avanzamenti delle metodologie scientifiche e la condivisione delle tendenze emergenti nelle principali discipline forensi [3].
INTERPOL attribuisce un ruolo specifico alle review preparate in questo contesto: esse raccolgono la letteratura prodotta negli anni precedenti nelle diverse aree delle scienze forensi, offrendo alle organizzazioni e ai laboratori uno strumento di aggiornamento sullo stato della ricerca [3].
Questo aspetto aiuta a comprendere correttamente il valore dell’inclusione di un singolo articolo.
La Interpol review of forensic drug chemistry, 2022-2025 non è una linea guida e neppure un documento di consenso sulle migliori metodiche da utilizzare. PubMed la indicizza come Review [1]. La sua funzione è ricognitiva: descrivere ciò che è stato pubblicato nel settore, organizzandolo per sostanza, classe di sostanze e area metodologica.
Essere citati in un lavoro di questo tipo significa quindi essere entrati nel perimetro bibliografico utilizzato per descrivere l’evoluzione recente della disciplina.
Non significa, da solo, aver ottenuto una certificazione o una validazione da parte di INTERPOL.
Questa distinzione è essenziale.
Il punto di partenza: separare ciò che un’analisi convenzionale vede insieme
Il lavoro del 2024 nasceva da un problema analitico molto preciso.
L’MDMA, o 3,4-metilenediossimetamfetamina, possiede un centro chirale ed esiste quindi sotto forma di due enantiomeri. In termini semplificati, si tratta di molecole con la stessa composizione chimica ma con una diversa disposizione tridimensionale, tra loro speculare.
Per molte determinazioni tossicologiche può essere sufficiente misurare la concentrazione complessiva della sostanza. In altri contesti, soprattutto quando l’obiettivo è studiare metabolismo e farmacocinetica, conoscere soltanto la concentrazione totale può però nascondere parte dell’informazione biologica.
Il lavoro di Lo Faro e collaboratori affrontava esattamente questo problema.
Gli autori hanno sviluppato metodiche HPLC-MS/MS enantioselettive per la determinazione quantitativa dell’MDMA e di tre importanti metaboliti di fase I: 3,4-metilenediossiamfetamina (MDA), 4-idrossi-3-metossiamfetamina (HMA) e 4-idrossi-3-metossimetamfetamina (HMMA) [2].
L’analisi è stata studiata in diverse matrici biologiche umane: plasma, sudore, fluido orale e urine [2].
Non si trattava quindi semplicemente di verificare la presenza dell’MDMA, ma di aggiungere all’analisi una dimensione stereochimica.
Due fasi stazionarie chirali per un unico problema bioanalitico
Uno degli aspetti più istruttivi dello studio è che la separazione degli analiti non si è risolta con una singola colonna cromatografica.
Con la fase stazionaria Lux AMP è stata ottenuta la separazione alla linea di base degli enantiomeri di MDMA, HMA e HMMA, mentre gli enantiomeri della MDA non risultavano separati nelle condizioni sperimentali utilizzate [2].
La colonna Lux i-Amylose-3, basata su un diverso selettore chirale, consentiva invece la separazione degli enantiomeri di MDMA, HMMA e MDA, ma non risolveva adeguatamente quelli dell’HMA [2].
La strategia adottata fu quindi complementare: utilizzare alternativamente le due colonne a seconda degli analiti da determinare.
I tempi cromatografici erano relativamente brevi: inferiori a quattro minuti con Lux AMP e inferiori a sei minuti con Lux i-Amylose-3 [2].
Questo passaggio è importante perché mostra il carattere sperimentale del method development. L’obiettivo non era dimostrare a priori la superiorità di una fase stazionaria, ma trovare condizioni che permettessero di ottenere una separazione sufficientemente selettiva dei diversi composti.
I due metodi furono successivamente validati e applicati alla determinazione enantioselettiva di MDMA e metaboliti nei fluidi biologici studiati [2].
Dalla separazione cromatografica all’informazione biologica
La rilevanza della separazione chirale non è puramente strumentale.
Una metodica enantioselettiva diventa realmente interessante quando consente di osservare fenomeni che una misura complessiva non potrebbe distinguere.
Nel lavoro del 2024 l’applicazione ai campioni biologici ha permesso di confermare la presenza di un metabolismo enantioselettivo dell’MDMA [2].
È questo il punto in cui cromatografia e interpretazione biologica si incontrano.
Una misura achirale risponde alla domanda: quanta MDMA, MDA, HMA o HMMA è presente nel campione?
Una misura chirale può aggiungere un secondo livello: in quale proporzione sono presenti le due forme enantiomeriche?
Non sempre questa informazione è necessaria. Sarebbe quindi improprio concludere che l’analisi enantioselettiva debba sostituire le metodiche convenzionali nella routine tossicologica.
Il suo valore dipende dalla domanda scientifica.
Quando l’obiettivo riguarda la stereoselettività del metabolismo, la farmacocinetica o alcuni aspetti dell’interpretazione forense, la capacità di distinguere gli enantiomeri può invece fornire informazioni che la concentrazione totale non restituisce.
Il metodo non è rimasto immutato
La storia metodologica prosegue nel 2024 con un secondo lavoro, pubblicato da Sprega e collaboratori nello stesso Journal of Pharmaceutical and Biomedical Analysis [4].
Gli autori ripartirono esplicitamente dal limite principale della prima configurazione: l’impossibilità di separare contemporaneamente tutti e quattro i sistemi enantiomerici con una singola colonna.
L’ottimizzazione della fase mobile rese possibile la separazione alla linea di base di tutte e quattro le coppie di enantiomeri utilizzando una sola colonna Lux AMP. Intervenendo inoltre sulle dimensioni della colonna e sul flusso, la separazione fu completata entro sei minuti [4].
La metodica fu applicata a plasma, fluido orale e urine; il lavoro approfondì inoltre l’effetto dell’idrolisi dei glucuronidi sui metaboliti idrossilati HMA e HMMA [4].
È un passaggio scientificamente rilevante proprio perché impedisce di raccontare il primo studio come un risultato conclusivo.
Il metodo originario forniva una soluzione sperimentale valida a un problema complesso. Il lavoro successivo mostrava che quella soluzione poteva essere ulteriormente semplificata e ottimizzata.
È così che normalmente evolve una metodologia analitica.
Dove nasce il ponte con la review INTERPOL
Il collegamento con il lavoro di Love e Page diventa a questo punto più chiaro.
Evidenza precedente
Lo studio di Lo Faro et al. aveva sviluppato e validato un approccio HPLC-MS/MS capace di separare e quantificare in maniera enantioselettiva MDMA e i suoi principali metaboliti di fase I in diverse matrici biologiche [2].
Nuova domanda scientifica
La review del 2026 affronta un problema completamente diverso. Non vuole verificare sperimentalmente il comportamento degli enantiomeri dell’MDMA, ma ricostruire gli sviluppi della forensic drug chemistry pubblicati tra il 2022 e il 2025 [1].
Nodo di congiunzione
Nella sezione relativa all’MDMA, il metodo enantioselettivo viene inserito tra i lavori analitici recenti presi in considerazione dalla review, insieme ad altre pubblicazioni dedicate agli aspetti chimico-analitici della sostanza.
Il trasferimento di conoscenza è quindi diretto ma circoscritto: un risultato nato in un contesto bioanalitico specialistico diventa uno dei riferimenti utilizzati per descrivere l’evoluzione metodologica del settore.
Significato traslazionale
Il passaggio avviene dal singolo sviluppo metodologico alla sua collocazione nello stato dell’arte internazionale.
Questo è probabilmente il modo più accurato per descrivere il valore della citazione.
Non c’è evidenza che il lavoro sia stato assunto come standard internazionale; c’è invece evidenza che sia stato ritenuto pertinente per la ricostruzione della letteratura recente sull’MDMA.
Una linea di ricerca che prosegue oltre il singolo metodo
La rilevanza della stereochimica dell’MDMA non emerge soltanto dal lavoro citato.
Nel 2024 Luethi e collaboratori hanno pubblicato metodiche achirali ed enantioselettive LC-MS/MS per MDMA e MDA nel plasma umano, applicandole a partecipanti di studi clinici trattati con MDMA racemica o con singoli enantiomeri [5].
Il dato interessante è anche il limite indicato dagli stessi autori: poiché MDMA e MDA non subiscono inversione chirale, la separazione enantioselettiva non risulta necessaria quando viene somministrato un singolo enantiomero [5].
È una precisazione importante perché conferma un principio generale: maggiore complessità analitica non significa automaticamente maggiore appropriatezza.
La tecnica deve essere scelta in funzione della domanda.
Nello stesso anno, Bickel e collaboratori hanno studiato i rapporti enantiomerici di MDMA e MDA nel sangue e nei capelli in casi post-mortem correlati all’MDMA, sviluppando e validando a loro volta una metodica chirale quantitativa [6]. Gli autori hanno osservato una considerevole variabilità dei rapporti enantiomerici e non hanno trovato evidenze chiare che un rallentato metabolismo dell’MDMA fosse causa delle intossicazioni letali considerate [6].
Il risultato è utile anche sul piano metodologico: l’informazione chirale può aumentare la capacità descrittiva dell’analisi, ma la sua interpretazione resta condizionata dal contesto biologico e forense.
Forensic drug chemistry e tossicologia: ambiti vicini, ma non sovrapponibili
Un’altra cautela riguarda la terminologia.
La review INTERPOL è dedicata alla forensic drug chemistry, una disciplina che comprende l’identificazione, caratterizzazione e analisi chimica delle sostanze di interesse forense e che può includere metodologie applicate a campioni sequestrati, materiali, sostanze di abuso e problemi di caratterizzazione analitica.
Il lavoro del 2024, invece, riguarda specificamente la determinazione dell’MDMA e dei suoi metaboliti in matrici biologiche umane [2].
I due ambiti comunicano, ma non devono essere sovrapposti.
La chimica forense delle droghe e la tossicologia analitica condividono strumentazione, problemi di selettività e principi di validazione, ma rispondono spesso a quesiti differenti.
Proprio questa prossimità metodologica spiega perché un metodo sviluppato su matrici biologiche possa entrare in una review più ampia sulla forensic drug chemistry.
Dal metodo alla qualità del dato analitico
Il significato della citazione può essere letto anche alla luce di un principio più generale: in tossicologia e chimica forense il valore di una misura non dipende soltanto dalla capacità dello strumento di produrre un segnale.
Servono selettività, validazione, controlli di qualità e un’interpretazione coerente con la matrice e con il quesito analitico.
Il documento SIBioC sulle procedure operative standard per la determinazione delle sostanze d’abuso nelle matrici biologiche insiste proprio sull’esigenza di garantire coerenza e affidabilità lungo l’intero processo analitico [7].
Lo stesso approccio è ripreso nel Rapporto ISTISAN 26/8, dedicato alle sostanze d’abuso e alle nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche. Il documento dell’Istituto Superiore di Sanità distingue screening e conferma, richiama l’impiego delle tecniche cromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa e attribuisce particolare rilievo alla validazione dei metodi, ai controlli di qualità e alla corretta interpretazione del risultato [8].
Non esiste un rapporto causale tra questi documenti e la citazione INTERPOL del metodo MDMA.
Il collegamento è di natura concettuale: tutti mostrano come l’evoluzione dell’analisi tossicologica proceda verso una crescente attenzione alla specificità del quesito, alla robustezza della metodologia e all’interpretabilità del dato.
Perché questa citazione è diversa dalle precedenti
Sul metodo enantioselettivo MDMA sono già stati pubblicati altri approfondimenti su paoloberretta.com.
Nel primo, “MDMA e LC-MS/MS: il metodo enantioselettivo citato nel 2026”, il lavoro veniva collegato a una review più ampia sulle tecnologie per la rilevazione delle droghe, con particolare attenzione al rapporto fra screening e tecniche confermative ad elevata selettività [PB1].
Nel successivo articolo “HPLC chirale e MDMA: una nuova citazione nel 2026 e il passaggio dalla separazione alla bioanalisi”, il punto centrale era invece lo sviluppo della cromatografia chirale come processo che va dalla selezione della fase stazionaria alla costruzione di un metodo bioanalitico applicabile [PB2].
La review INTERPOL apre una prospettiva ancora diversa.
Qui il metodo non serve principalmente per discutere come costruire una separazione chirale, né per esemplificare il rapporto tra screening e conferma.
Viene incluso in una ricognizione internazionale degli sviluppi della chimica forense delle droghe.
È quindi un nuovo ponte, anche se costruito sullo stesso articolo originario.
Limiti dell’interpretazione
La cautela principale riguarda il significato stesso della citazione, non dimostra che la metodica sia superiore a tutte le alternative disponibili, non implica che INTERPOL ne raccomandi l’utilizzo operativo e on trasforma un metodo bioanalitico in uno standard internazionale.
Il dato documentabile è più preciso: il lavoro di Lo Faro e collaboratori è entrato nella letteratura selezionata da Love e Page per descrivere gli sviluppi della forensic drug chemistry nel periodo 2022–2025 [1].
Un secondo limite riguarda l’applicabilità dell’analisi enantioselettiva. Separare gli enantiomeri fornisce informazioni aggiuntive quando la stereochimica è pertinente alla domanda scientifica o forense; non rappresenta invece un requisito universale per qualsiasi determinazione dell’MDMA [5].
Infine, una review di ampiezza così elevata ha necessariamente una funzione di mappatura. La presenza di un articolo nel corpus bibliografico segnala pertinenza rispetto all’argomento, ma il peso scientifico del singolo metodo continua a dipendere dai suoi dati sperimentali, dalla validazione e dalle successive applicazioni.
Conclusioni
La citazione del metodo HPLC-MS/MS enantioselettivo per MDMA e metaboliti nella Interpol review of forensic drug chemistry, 2022-2025 è scientificamente significativa proprio se viene interpretata senza amplificarne il significato.
Il lavoro del 2024 aveva affrontato un problema analitico specifico: separare e quantificare gli enantiomeri dell’MDMA e dei principali metaboliti di fase I in diverse matrici biologiche, sviluppando una soluzione cromatografica successivamente applicata a campioni umani [2].
Quella metodologia è stata poi ulteriormente ottimizzata, mentre altri gruppi hanno continuato a studiare la stereochimica dell’MDMA in contesti farmacocinetici e forensi [4–6].
La review di Love e Page compie un passaggio diverso: colloca questo contributo all’interno di una ricognizione internazionale degli sviluppi della chimica forense delle droghe tra il 2022 e il 2025 [1].
Non è una consacrazione del metodo e non occorre presentarla come tale.
Il dato realmente interessante è più concreto: una soluzione metodologica nata per affrontare un problema specialistico di bioanalisi enantioselettiva viene successivamente riconosciuta come parte della letteratura recente utile a descrivere l’evoluzione internazionale della forensic drug chemistry.
Bibliografia
Fonti scientifiche e istituzionali
[1] Love D, Page E. Interpol review of forensic drug chemistry, 2022-2025. Forensic Sci Int Synerg. 2026;13:100701. DOI: 10.1016/j.fsisyn.2026.100701. PMID: 42633410. PubMed
[2] Lo Faro AF, Sprega G, Beradinelli D, Tini A, Poyatos L, Papaseit E, Berretta P, et al. Development of enantioselective high-performance liquid chromatography-tandem mass spectrometry method for the quantitative determination of 3,4-methylenedioxy-methamphetamine (MDMA) and its phase-1 metabolites in human biological fluids. J Pharm Biomed Anal. 2024;238:115768. DOI: 10.1016/j.jpba.2023.115768. PMID: 37979525. PubMed
[3] INTERPOL. International Forensic Science Managers Symposium. Obiettivi e Review Papers. INTERPOL – Forensic Symposium
[4] Sprega G, Kobidze G, Lo Faro AF, Pichini S, Farkas T, Tini A, et al. Optimization of enantioselective high-performance liquid chromatography-tandem mass spectrometry method for the quantitative determination of MDMA and its phase-1 metabolites in human biological fluids. J Pharm Biomed Anal. 2024;243:116076. DOI: 10.1016/j.jpba.2024.116076. PMID: 38430614. PubMed
[5] Luethi D, Rudin D, Straumann I, Thomann J, Avedisian I, Liechti ME, Duthaler U. Derivatization-free determination of chiral plasma pharmacokinetics of MDMA and its enantiomers. J Chromatogr B Analyt Technol Biomed Life Sci. 2024;1238:124123. DOI: 10.1016/j.jchromb.2024.124123. PMID: 38615429. PubMed
[6] Bickel J, Müller A, Jungen H, Szewczyk A, Teske J, Küpper U, et al. Post mortem chiral analysis of MDMA and MDA in human blood and hair. Forensic Sci Int. 2024;364:112226. DOI: 10.1016/j.forsciint.2024.112226. PMID: 39288513. PubMed
[7] Bucchioni P, Aquilina V, Berretta P, Busardò FP, Francheschini P, Minutillo A, Pichini S, Pellegrini M. Standard operating procedures for the determination of abuse substances in biological matrices. Document of the SIBioC Study Group “Clinical and forensic toxicology, and doping”. Biochim Clin. 2025;49(2):191–206. DOI: 10.23736/S0393-0564.25.00036-6. Fonte editoriale
[8] Marchei E, Rotolo MC, Berretta P, Fraioli C, Pichini S, Pellegrini M. Linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2026. Rapporti ISTISAN 26/8. Istituto Superiore di Sanità
Approfondimenti interni – paoloberretta.com
[PB1] Paolo Berretta. MDMA e LC-MS/MS: il metodo enantioselettivo citato nel 2026. Approfondimento
[PB2] Paolo Berretta. HPLC chirale e MDMA: una nuova citazione nel 2026 e il passaggio dalla separazione alla bioanalisi. Approfondimento
[PB3] Paolo Berretta. Procedure operative standard per la determinazione di sostanze d’abuso in matrici biologiche. Approfondimento
[PB4] Paolo Berretta. Linee di indirizzo per la determinazione delle sostanze d’abuso e nuove sostanze psicoattive nelle matrici biologiche. Approfondimento