L’EtG nei capelli è un biomarcatore del consumo alcolico pregresso. Il suo impiego interessa ambiti differenti, dalla ricerca sull’esposizione prenatale all’alcol agli accertamenti tossicologici in campo forense. Comprendere che cosa misura, quale periodo può rappresentare e quali fattori ne influenzano l’interpretazione permette di utilizzare correttamente le informazioni fornite dal laboratorio.
Due studi italiani offrono l’occasione per approfondire queste applicazioni. Il primo, pubblicato nel 2025 da Romani e colleghi, riguarda un metodo per determinare l’etilglucuronide nei capelli e il confronto con la transferrina carboidrato-carente, o CDT, nel siero. Il secondo, pubblicato nel 2023 da La Maida e colleghi con la partecipazione di Paolo Berretta, utilizza il biomonitoraggio nella ricerca materno-neonatale [1,2].
Il punto di incontro è lo stesso metabolita. Cambiano, invece, le domande alle quali il risultato deve rispondere.
Che cos’è l’EtG nei capelli e che cosa misura
L’etilglucuronide, indicato con la sigla EtG, è un metabolita non ossidativo dell’etanolo. Viene definito biomarcatore diretto perché deriva dal metabolismo dell’alcol. La sua determinazione nei capelli consente di indagare un’esposizione pregressa, estendendo l’osservazione rispetto alla misurazione dell’etanolo nel sangue [3].
Un esame dell’EtG nei capelli non fornisce però la stessa informazione di un’alcolemia. Quest’ultima riguarda l’etanolo presente nel campione ematico al momento dell’accertamento; l’analisi del capello viene utilizzata per una valutazione retrospettiva. Le due misure rispondono quindi a domande differenti e non possono essere interpretate come equivalenti.
La revisione di Biondi e colleghi descrive sia l’utilità del biomarcatore sia le criticità legate alla preparazione del campione, alla riproducibilità e all’interpretazione [3]. Il valore numerico è soltanto una parte dell’accertamento: occorre sapere come il campione è stato raccolto, quale segmento è stato analizzato e quali condizioni possono avere modificato il risultato.
Anche la parola “diretto” va intesa correttamente. Identifica il rapporto metabolico con l’etanolo; non significa che il test sia privo di limiti o che la concentrazione misurata possa essere trasformata automaticamente in una quantità esatta di alcol consumata.
EtG nei capelli e CDT: due informazioni da contestualizzare
La CDT è un biomarcatore indiretto del consumo alcolico. A differenza dell’EtG, non è un metabolita dell’etanolo: la sua interpretazione riguarda modificazioni della transferrina associate al consumo di alcol.
Il position paper dell’International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, pubblicato nel 2024, richiama l’importanza della standardizzazione, della definizione della misura e dei limiti decisionali. Sottolinea inoltre che confronti fra metodi o popolazioni poco omogenei possono condurre a conclusioni fuorvianti [6].
Il confronto fra EtG e CDT richiede quindi attenzione almeno a tre aspetti: la condizione che si vuole riconoscere, il periodo osservato e il riferimento utilizzato per stabilire il consumo effettivo. Un risultato diverso fra i due biomarcatori può essere informativo, ma non indica automaticamente che uno dei due esami sia sbagliato.
Per il lettore, la distinzione più utile è questa: un test negativo rispetto a una determinata soglia non esclude necessariamente ogni possibile consumo di alcol. Allo stesso modo, una positività richiede una lettura coerente con il contesto e con le caratteristiche del metodo.
Che cosa mostra lo studio forense del 2025
Romani e colleghi hanno sviluppato e validato un metodo UPLC-MS/MS per determinare l’EtG nei capelli, applicandolo a 171 conducenti sottoposti ad accertamenti per il recupero della patente. I risultati sono stati confrontati con quelli della CDT sierica [1].
Venti campioni presentavano EtG nei capelli ≥30 pg/mg. Nessuno di questi aveva CDT sopra soglia. I due casi con CDT positiva mostravano, invece, valori di EtG inferiori a 30 pg/mg [1].
Questi dati documentano una discordanza fra le classificazioni ottenute con i due biomarcatori. La spiegazione deve considerare le loro caratteristiche e i differenti periodi di rilevazione. Non è invece possibile ricavare dalla sola discordanza una ricostruzione certa del comportamento individuale.
Anche il numero maggiore di positività rilevate da un esame non coincide, da solo, con una dimostrazione di superiore accuratezza diagnostica. Per valutare sensibilità e specificità serve un riferimento indipendente adeguato alla condizione ricercata. La capacità del laboratorio di misurare correttamente una sostanza e la capacità di identificare un comportamento di consumo sono questioni collegate, ma distinte. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
Il confronto EtG–CDT nella letteratura scientifica
Il rapporto fra questi biomarcatori era stato studiato prima del 2025. Nel 2009 Morini e colleghi confrontarono EtG nei capelli e CDT sierica in 86 volontari, utilizzando informazioni sul consumo dichiarato in intervalli di due settimane e tre mesi [5].
Nelle condizioni esaminate, l’EtG mostrava maggiore sensibilità. Il significato del risultato resta però legato alle soglie, alle procedure analitiche e alla modalità con cui era stato stimato il consumo [5].
La letteratura invita pertanto a evitare una graduatoria universale fra esami. Un biomarcatore può risultare particolarmente utile per una determinata finalità e meno adatto a un’altra. La scelta dovrebbe partire dal quesito clinico o medico-legale, non dalla ricerca di un test considerato valido per qualsiasi situazione.
Un ulteriore elemento riguarda il monitoraggio. Crunelle e colleghi hanno esplorato misurazioni ripetute di EtG e CDT durante il trattamento della dipendenza da alcol, evidenziando la cautela necessaria nell’interpretare una singola determinazione dopo l’inizio dell’astinenza [14]. Il dato retrospettivo può infatti riferirsi anche a un periodo precedente al cambiamento del comportamento.
EtG nei capelli e alcol in gravidanza: il lavoro italiano del 2023
Nella ricerca materno-neonatale, l’EtG viene utilizzato per affrontare domande differenti da quelle degli accertamenti sui conducenti. L’interesse riguarda il consumo materno durante la gestazione e la documentazione dell’esposizione prenatale nelle matrici appropriate.
L’indagine nazionale di La Maida e colleghi raccolse, tra il 2020 e il 2022, 1.279 campioni di capelli materni e 1.489 campioni di meconio non appaiati, attraverso una rete di 47 reparti di maternità e 53 di neonatologia. Paolo Berretta figura fra i coautori del lavoro [2].
Il contributo dello studio consiste nell’applicazione epidemiologica del biomonitoraggio su scala multicentrica. Una presentazione della ricerca nazionale sull’esposizione prenatale all’alcol è disponibile anche su questo sito [PB1].
Perché è importante distinguere capelli materni e meconio
Le due matrici non sono intercambiabili. L’analisi dei capelli materni contribuisce alla valutazione del consumo della donna; il meconio viene utilizzato nella ricerca sull’esposizione prenatale. La presenza dello stesso metabolita non autorizza ad applicare gli stessi criteri interpretativi ai due materiali biologici.
Inoltre, quando i campioni non sono appaiati, il valore misurato in una madre non può essere collegato a quello del suo bambino. L’indagine descrive due insiemi di campioni, ma non permette di ricostruire una relazione individuale madre-neonato.
Questo limite non annulla il valore epidemiologico del lavoro. Definisce semplicemente quali domande possono ricevere una risposta. Una maggiore numerosità amplia le possibilità descrittive, ma non sostituisce l’appaiamento necessario a studiare determinate relazioni individuali.
Che cosa aggiungono gli studi su coppie madre-neonato
Joya e colleghi avevano affrontato una domanda specifica in 80 coppie madre-neonato, studiando la relazione fra EtG nei capelli materni e biomarcatori nel meconio. Il lavoro riportava correlazioni significative per segmenti riferiti alle fasi più avanzate della gravidanza [8].
Questi risultati appartengono a quella coorte e non possono essere trasferiti automaticamente a popolazioni differenti. Mostrano, tuttavia, perché siano utili disegni di ricerca complementari: gli studi appaiati permettono di esplorare relazioni individuali, mentre le indagini multicentriche possono contribuire a descrivere il fenomeno in contesti più ampi.
Nel leggere il lavoro del 2023 va considerato anche l’erratum, relativo al riconoscimento del CCM Study Group nell’elenco degli autori [9]. La correzione riguarda l’attribuzione della partecipazione scientifica.
Il collegamento fra ricerca in gravidanza e valutazione forense
Il ponte fra le due applicazioni è la possibilità di documentare un’esposizione alcolica pregressa. Il passaggio dalla misura alla decisione richiede però informazioni specifiche per ciascun contesto.
| Aspetto | Ricerca materno-neonatale | Valutazione forense |
|---|---|---|
| Domanda principale | Consumo materno ed esposizione prenatale | Consumo pregresso rispetto al quesito dell’accertamento |
| Informazioni necessarie | Matrice, periodo osservato, disegno e appaiamento dei campioni | Matrice, periodo osservato, metodo e informazioni sul singolo caso |
| Errore da evitare | Attribuire relazioni individuali a campioni non appaiati | Interpretare la discordanza fra test come prova certa di un comportamento |
La tabella riassume il confronto editoriale fra gli ambiti di impiego. Non introduce nuovi risultati sperimentali.
Il punto comune è metodologico: una concentrazione deve essere interpretata prima di essere utilizzata per una decisione. Documentare l’esposizione, classificare un profilo di consumo e formulare una valutazione clinica o medico-legale sono passaggi distinti. Confonderli può attribuire al laboratorio una capacità di risposta superiore a quella effettivamente dimostrata.
Quali sono le soglie dell’EtG nei capelli
Il consenso SoHT del settembre 2026 conferma l’EtG come marcatore principale nei capelli per supportare la valutazione dell’astinenza e del consumo cronico eccessivo. L’abstract indica che, nei capelli prossimali del cuoio capelluto, valori ≤5 pg/mg non contraddicono l’astinenza dichiarata, mentre valori ≥30 pg/mg suggeriscono fortemente un consumo cronico eccessivo [4].
Questi riferimenti devono essere applicati nelle condizioni previste dal documento, considerando segmento analizzato e metodologia. I risultati prossimi ai limiti decisionali richiedono attenzione all’incertezza di misura.
La formulazione “non contraddice l’astinenza dichiarata” è essenziale. Non equivale alla prova assoluta che non sia avvenuto alcun episodio di consumo. Il consenso richiama anche la possibilità che assunzioni occasionali non siano escluse dall’accertamento [4].
Una soglia interpretativa, inoltre, non è una soglia di sicurezza sanitaria. In particolare, non può essere utilizzata per stabilire una quantità di alcol priva di rischio durante la gravidanza. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
Che cosa può influenzare il risultato dell’EtG
Colorazioni e decolorazioni
Crunelle e colleghi hanno documentato riduzioni delle concentrazioni di EtG dopo ripetuti trattamenti di colorazione permanente o decolorazione [10]. Conoscere i trattamenti subiti dal capello aiuta quindi a interpretare il risultato.
Un valore basso non dovrebbe essere letto isolatamente quando il campione presenta modificazioni rilevanti. È necessario valutare se le condizioni della matrice siano compatibili con l’applicazione dei criteri interpretativi scelti.
Riduzione della funzione renale
Lo studio di Mosebach e colleghi ha evidenziato problemi interpretativi nei pazienti con disfunzione renale avanzata o in emodialisi, nei quali il rapporto fra EtG nei capelli e consumo riferito risultava meno affidabile [11].
Questo non significa che la malattia renale produca EtG senza esposizione all’etanolo. Significa che la relazione fra consumo e concentrazione può essere modificata, con possibili conseguenze sulla classificazione del comportamento alcolico. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
Crescita del capello e analisi segmentale
L’analisi segmentale può contribuire alla ricostruzione retrospettiva, ma non offre una datazione esatta di ogni assunzione. Fosen e colleghi hanno osservato variazioni delle concentrazioni confrontando segmenti raccolti in momenti differenti e ritenuti rappresentativi di periodi approssimativamente coincidenti [12].
Per questo una differenza fra segmenti non dovrebbe essere interpretata automaticamente come una variazione certa del consumo. La ricostruzione temporale richiede una valutazione delle caratteristiche della matrice e delle condizioni del campionamento.
Un risultato positivo equivale a una diagnosi di dipendenza?
La presenza di un biomarcatore non contiene tutte le informazioni necessarie per diagnosticare un disturbo da uso di alcol. L’accertamento dell’esposizione e la valutazione clinica devono rimanere distinti.
La revisione di Tawiah e colleghi descrive utilità e limiti dei biomarcatori diretti e indiretti, richiamando anche i principi etici che devono guidare l’accertamento [7]. Il risultato dovrebbe contribuire alla comprensione della situazione, evitando che diventi un’etichetta applicata alla persona.
Anche le prestazioni riportate negli studi devono essere contestualizzate. La metanalisi di Boscolo-Berto e colleghi evidenziava risultati promettenti per il riconoscimento del consumo cronico eccessivo, insieme a eterogeneità fra studi e possibili bias di pubblicazione [13].
Sensibilità e specificità pubblicate non sono dunque garanzie individuali. Per comprenderne l’applicabilità bisogna conoscere popolazione, condizione ricercata, riferimento utilizzato e caratteristiche dell’accertamento.
Che cosa cambia per la prevenzione e la pratica professionale
In gravidanza, un risultato inferiore alla soglia del consumo cronico eccessivo non identifica un consumo sicuro. La raccomandazione preventiva è evitare l’alcol e offrire sostegno alle donne che incontrano difficoltà a interromperne l’assunzione [15].
Il biomonitoraggio può contribuire alla ricerca e alla valutazione dell’esposizione, ma non sostituisce informazione, colloquio e assistenza. Il rapporto fra rilevazione e prevenzione è approfondito nella pagina sul progetto Zero alcol in gravidanza [PB2].
Nella pratica tossicologica, la qualità riguarda l’intero percorso: scelta della matrice, raccolta, conservazione, validazione analitica e comunicazione del risultato. Il manuale sulle procedure per le analisi nelle matrici biologiche approfondisce questi aspetti [PB3].
Il valore dell’EtG nei capelli emerge quando la misura risponde a una domanda ben definita. Nella ricerca materno-neonatale e nella valutazione forense, il compito è lo stesso: riconoscere ciò che il campione documenta, esplicitare ciò che rimane incerto e integrare le informazioni necessarie alla decisione.
Fonti scientifiche e istituzionali
[1] Romani L, Mannocchi G, Mineo F, Vernich F, Stefani L, Marsella LT, Tittarelli R. Development and Validation of a Fast and Sensitive UPLC-MS/MS Method for Ethyl Glucuronide (EtG) in Hair, Application to Real Cases and Comparison with Carbohydrate-Deficient Transferrin (CDT) in Serum. Int J Mol Sci. 2025;26(3):1344. DOI · PubMed: 39941113.
[2] La Maida N, Di Giorgi A, Pellegrini M, Ceccanti M, Caruso S, Ricci G, Neri I, Lana S, Minutillo A, Berretta P, Busardò FP, Pichini S; CCM Study Group. Reduced prevalence of fetal exposure to alcohol in Italy: a nationwide survey. Am J Obstet Gynecol MFM. 2023;5(6):100944. DOI · PubMed: 36972834.
[3] Biondi A, Freni F, Carelli C, Moretti M, Morini L. Ethyl glucuronide hair testing: A review. Forensic Sci Int. 2019;300:106–119. DOI · PubMed: 31096163.
[4] Favretto D, Andraus M, Appenzeller BMR, et al. 2026 Consensus for the Use of Alcohol Markers in Hair for Supporting the Assessment of Abstinence and Chronic Alcohol Consumption. Drug Test Anal. 2026 Sep 28. Online ahead of print. DOI · PubMed: 42806274.
[5] Morini L, Politi L, Acito S, Groppi A, Polettini A. Comparison of ethyl glucuronide in hair with carbohydrate-deficient transferrin in serum as markers of chronic high levels of alcohol consumption. Forensic Sci Int. 2009;188(1–3):140–143. DOI · PubMed: 19410394.
[6] Wielders JPM, Porpiglia NM, Schellenberg F, et al. Recommendations on the measurement and use of the alcohol consumption biomarker CDT. A position paper from the IFCC Working Group on CDT standardisation. Clin Chim Acta. 2024;555:117800. DOI · PubMed: 38309557.
[7] Tawiah KD, Riley SB, Budelier MM. Biomarkers and Clinical Laboratory Detection of Acute and Chronic Ethanol Use. Clin Chem. 2022;68(5):635–645. DOI · PubMed: 35325064.
[8] Joya X, Marchei E, Salat-Batlle J, García-Algar O, Calvaresi V, Pacifici R, Pichini S. Fetal exposure to ethanol: relationship between ethyl glucuronide in maternal hair during pregnancy and ethyl glucuronide in neonatal meconium. Clin Chem Lab Med. 2016;54(3):427–435. DOI · PubMed: 26351940.
[9] La Maida N, et al. Erratum to Reduced prevalence of fetal exposure to alcohol in Italy: a nationwide survey. Am J Obstet Gynecol MFM. 2023;5(9):101059. DOI · PubMed: 37481461.
[10] Crunelle CL, Yegles M, De Doncker M, et al. Influence of repeated permanent coloring and bleaching on ethyl glucuronide concentrations in hair from alcohol-dependent patients. Forensic Sci Int. 2015;247:18–22. DOI · PubMed: 25528643.
[11] Mosebach A, Aboutara N, Rodriguez Lago M, et al. Impaired diagnostic accuracy of hair ethyl glucuronide testing in patients with renal dysfunction. Forensic Sci Int. 2020;317:110518. DOI · PubMed: 33031981.
[12] Fosen JT, Høiseth G, Sempio C, Giarratana N, Enger A, Mørland J, Morini L. Hair EtG: Alterations in segment levels accompanying hair growth. Drug Test Anal. 2019;11(1):112–118. DOI · PubMed: 30084156.
[13] Boscolo-Berto R, Favretto D, Cecchetto G, et al. Sensitivity and specificity of EtG in hair as a marker of chronic excessive drinking: pooled analysis of raw data and meta-analysis of diagnostic accuracy studies. Ther Drug Monit. 2014;36(5):560–575. DOI · PubMed: 24577122.
[14] Crunelle CL, Verbeek J, Dom G, et al. Hair ethyl glucuronide and serum carbohydrate deficient transferrin for the assessment of relapse in alcohol-dependent patients. Clin Biochem. 2016;49(7–8):554–559. DOI · PubMed: 26851349.
[15] Istituto Superiore di Sanità. Gravidanza e alcol. ISSalute. Pagina istituzionale.
Approfondimenti interni – paoloberretta.com
[PB1] Paolo Berretta. Reduced prevalence of fetal exposure to alcohol in Italy: a nationwide survey.
[PB2] Paolo Berretta. Zero alcol in gravidanza: ISS capofila di un progetto sulla sindrome feto-alcolica.
[PB3] Paolo Berretta. Recommended procedures for the determination of drugs of abuse and new psychoactive substances NPS in biological matrices.