Comprendere quanti decessi siano direttamente provocati dall’uso di sostanze non significa semplicemente contare le morti nelle quali viene rilevata una droga.
La mortalità droga-correlata è un fenomeno epidemiologicamente complesso e può essere osservata attraverso sistemi informativi differenti, ciascuno con proprie definizioni, fonti, tempi di raccolta e capacità di identificare le sostanze coinvolte.
In Italia, accanto al Registro Generale di Mortalità, basato sulla certificazione delle cause di morte e sulla codifica statistica, ha storicamente assunto un ruolo importante il cosiddetto Registro Speciale di mortalità droga-correlata, alimentato dalle informazioni raccolte dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga – DCSA del Ministero dell’Interno.
La distinzione tra registro generale e registro speciale non è soltanto italiana. Costituisce ancora oggi uno degli elementi fondamentali della metodologia adottata dalla European Union Drugs Agency – EUDA per monitorare i drug-induced deaths, cioè i decessi direttamente provocati dall’assunzione di droghe.
Che cos’è un Registro Speciale di mortalità
Secondo la metodologia europea, i Special Mortality Registers – SR o SMR sono sistemi informativi specificamente orientati alla sorveglianza dei decessi direttamente indotti dalle droghe.
Possono integrare informazioni provenienti da:
- Forze dell’ordine;
- medicina legale;
- tossicologia forense;
- istituti medico-legali;
- sistemi giudiziari;
- altre fonti dedicate ai decessi non naturali.
Questa caratteristica li distingue dai General Mortality Registers – GMR, normalmente gestiti dagli istituti nazionali di statistica o dalle amministrazioni sanitarie e basati sui certificati di morte dell’intera popolazione.
I registri speciali hanno un vantaggio importante: possono disporre di informazioni più dettagliate sulle circostanze del decesso e sulle sostanze coinvolte, soprattutto quando vengono effettuati esami autoptici e tossicologici.
Non sostituiscono però i registri generali.
I due sistemi osservano il fenomeno da prospettive differenti e proprio per questo il loro confronto può aumentare la qualità dell’informazione epidemiologica.
Il Registro Speciale italiano e la DCSA
La documentazione storica italiana identifica il Registro Speciale di mortalità con il sistema di rilevazione dei decessi per intossicazione acuta utilizzato dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga.
Già nelle Relazioni al Parlamento degli anni Duemila veniva specificato che gli episodi di overdose erano raccolti dalla DCSA sulla base degli eventi nei quali fossero intervenute le Forze di polizia.
La Relazione al Parlamento 2008 descriveva il Registro Speciale come il sistema attraverso cui venivano rilevati gli episodi sulla base di segni indicativi di intossicazione da sostanze psicoattive nei casi nei quali erano interessate le Forze di polizia.
La stessa impostazione è stata mantenuta negli anni successivi.
Ancora la Relazione al Parlamento 2021 precisava che i dati DCSA includevano i decessi riconducibili direttamente all’assunzione di stupefacenti rilevati dalle Forze di polizia o segnalati dalle Prefetture, evidenziando però esplicitamente che il sistema non poteva comprendere automaticamente tutte le morti indirettamente correlate all’uso di sostanze.
Questa precisazione è metodologicamente essenziale.
Che cosa misura realmente il dato DCSA
Il numero prodotto dal sistema DCSA non deve essere interpretato come:
“tutte le persone morte in Italia a causa delle droghe”.
Rappresenta un indicatore più circoscritto.
Si riferisce principalmente ai decessi direttamente associati all’assunzione di sostanze stupefacenti, in particolare alle intossicazioni acute rilevate attraverso il sistema informativo delle Forze dell’ordine.
Restano quindi possibili differenze rispetto ad altri sistemi che utilizzano:
- certificati di morte;
- diagnosi cliniche;
- referti autoptici;
- analisi tossicologiche post-mortem;
- archivi sanitari;
- registri di mortalità della popolazione.
Questa distinzione spiega perché fonti diverse possano riportare numeri differenti senza che una delle fonti sia necessariamente errata.
Stanno semplicemente applicando definizioni e procedure di rilevazione differenti.
Per una trattazione più generale di questo problema è disponibile l’approfondimento interno “Decessi droga-correlati: definizione e dati 2026”.
I limiti di una rilevazione basata sugli eventi
Il principale vantaggio di un Registro Speciale è la specificità.
Il principale limite è invece la possibilità che alcuni casi sfuggano alla rilevazione.
La documentazione istituzionale italiana ha sottolineato nel tempo che possono non essere compresi, per esempio:
- decessi nei quali non intervengono le Forze dell’ordine;
- morti indirettamente correlate alle droghe;
- incidenti stradali associati all’alterazione psicofisica;
- patologie cardiovascolari associate all’uso di sostanze;
- complicanze croniche;
- casi nei quali il contributo della sostanza emerge soltanto successivamente;
- decessi per i quali gli accertamenti tossicologici non vengono effettuati o non sono disponibili.
La Relazione 2021 chiariva inoltre che non tutte le segnalazioni pervenute alla DCSA erano necessariamente corredate da esami autoptici e tossicologici.
Questo aspetto diventa particolarmente importante in presenza di policonsumo.
Se una persona ha assunto contemporaneamente cocaina, oppioidi, benzodiazepine e alcol, stabilire quale sostanza abbia determinato la morte può richiedere una valutazione tossicologico-forense molto più complessa di una semplice rilevazione dell’evento.
Il Registro Generale di Mortalità: una fonte diversa
Il Registro Generale di Mortalità – RGM, gestito in Italia dall’ISTAT, segue una logica differente.
Riguarda l’intera popolazione e utilizza le informazioni contenute nei certificati di morte, successivamente codificate secondo la International Classification of Diseases – ICD.
Nella metodologia europea attuale, i casi droga-indotti vengono estratti dal registro generale utilizzando specifiche combinazioni di codici ICD-10 relative, tra l’altro, a disturbi dovuti all’uso di sostanze e ad avvelenamenti accidentali, intenzionali o di intenzionalità indeterminata.
Il registro generale dispone quindi di una copertura della mortalità dell’intera popolazione, ma può avere minore granularità rispetto a una fonte medico-legale o tossicologico-forense nell’identificazione delle singole sostanze.
Sono due punti di osservazione diversi.
Ed è proprio per questo che non dovrebbero essere contrapposti.
EUDA: Registro Generale e Registro Speciale devono dialogare
La metodologia EUDA 2026 è molto chiara su questo punto.
L’Agenzia europea raccomanda che, quando un Paese dispone sia di un General Mortality Register sia di un Special Mortality Register, le informazioni siano estratte da entrambi i sistemi in modo da verificarne la consistenza e consentire una cross-validation.
La logica è semplice.
Se due sistemi indipendenti descrivono uno stesso andamento epidemiologico, la robustezza dell’informazione aumenta.
Se invece emergono divergenze, bisogna comprenderne l’origine:
- differenti definizioni di caso;
- diversa copertura territoriale;
- ritardi di registrazione;
- differenti procedure autoptiche;
- disponibilità non uniforme della tossicologia;
- differenti sistemi di codifica;
- mancato scambio di informazioni.
L’EUDA sottolinea infatti che persistono differenze significative tra i Paesi proprio nella disponibilità delle autopsie, nelle procedure tossicologiche e nello scambio di informazioni tra registri generali e speciali.
La “Selection D” per i Registri Speciali
L’EUDA utilizza criteri operativi specifici anche per i registri speciali.
Nella terminologia metodologica europea questi criteri sono indicati come “EUDA definition for the Special Mortality Registers”, storicamente conosciuta come Selection D.
La selezione comprende essenzialmente decessi dovuti ad avvelenamento — accidentale, suicidario, omicidiario o di intenzionalità indeterminata — nei quali siano coinvolte specifiche categorie di droghe.
Tra i gruppi considerati figurano:
- oppiacei;
- metadone;
- cocaina e crack;
- amfetamine;
- cannabis;
- allucinogeni;
- solventi;
- droghe sintetiche;
- combinazioni di più sostanze.
L’EUDA distingue inoltre le intossicazioni con soli oppiacei, quelle con metadone, il policonsumo con o senza oppiacei e i casi nei quali la sostanza rimane non specificata.
Questa standardizzazione consente di confrontare sistemi nazionali che, nella pratica, possono essere organizzati in modo molto diverso.
Il ruolo decisivo della tossicologia forense
Il Registro Speciale acquisisce particolare valore quando può essere integrato con dati tossicologico-forensi.
La tossicologia post-mortem permette infatti di identificare sostanze che non sarebbero necessariamente riconoscibili sulla base delle sole circostanze del decesso.
Questo è sempre più importante con l’evoluzione del mercato delle droghe.
Accanto a eroina, cocaina e metadone possono comparire:
- fentanyl e analoghi;
- nuovi oppioidi sintetici;
- nitazeni;
- catinoni sintetici;
- nuove benzodiazepine;
- altre nuove sostanze psicoattive.
L’ICD-10 non dispone inoltre di codici specifici per tutte le nuove sostanze; l’EUDA riconosce che questo può limitare la capacità dei registri generali di identificare dettagliatamente alcune molecole emergenti.
In queste situazioni, tossicologia forense e registri speciali possono fornire informazioni complementari particolarmente preziose.
I dati italiani più recenti: 249 decessi nel 2025
La Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, riferita ai dati raccolti nel 2025, costituisce oggi la principale fonte istituzionale nazionale sul fenomeno.
Nel 2025 sono stati rilevati 249 decessi per intossicazione acuta da sostanze stupefacenti, rispetto ai 231 dell’anno precedente: un incremento del 7,8%.
Si tratta precisamente del tipo di dato che deve essere interpretato alla luce della metodologia appena descritta: sono decessi direttamente rilevati attraverso il sistema delle Forze dell’ordine e non equivalgono automaticamente all’intera mortalità attribuibile all’uso di droghe.
Il dato più recente mostra anche un cambiamento epidemiologico importante.
Nel 2025 la cocaina risulta tra le sostanze maggiormente coinvolte nelle intossicazioni acute mortali, confermando che la lettura contemporanea della mortalità droga-correlata non può più essere costruita esclusivamente intorno al paradigma storico dell’eroina.
Questo rende ancora più importante disporre di sistemi capaci di identificare le sostanze effettivamente coinvolte.
Perché i numeri delle diverse fonti non devono essere sommati
Un errore frequente consiste nel prendere il numero prodotto dalla DCSA, quello derivato dall’ISTAT e quello proveniente dalle tossicologie forensi e sommarli.
Non è metodologicamente corretto.
Gli stessi decessi possono essere presenti contemporaneamente in più sistemi.
Le fonti devono quindi essere:
confrontate, incrociate e validate, non semplicemente sommate.
Proprio questa esigenza fu al centro anche del progetto italiano “Standardizzazione dei flussi informativi sui decessi collegati all’uso di droghe”, al quale è dedicato uno specifico approfondimento su questo sito.
Quel progetto mise in evidenza già negli anni Duemila la necessità di collegare registri generali, registri speciali e altre fonti informative per ottenere una lettura più completa del fenomeno.
A distanza di vent’anni, la raccomandazione EUDA di utilizzare contemporaneamente GMR e SR conferma quanto quella problematica fosse metodologicamente rilevante.
Il Registro Speciale come strumento di allerta
Il valore di un sistema speciale di mortalità non consiste soltanto nella produzione di una statistica annuale.
La disponibilità tempestiva di informazioni sulle sostanze coinvolte può contribuire anche a identificare:
- incrementi improvvisi delle overdose;
- comparsa di nuove sostanze;
- lotti particolarmente potenti o adulterati;
- nuove combinazioni di droghe;
- variazioni geografiche;
- modificazioni dei gruppi di popolazione maggiormente interessati.
Questo collega il monitoraggio della mortalità ai moderni sistemi di early warning.
In presenza di fentanyl, nitazeni o altre nuove sostanze psicoattive, anche pochi casi insoliti possono rappresentare un segnale epidemiologico che richiede approfondimento.
La mortalità diventa quindi non soltanto un indicatore retrospettivo, ma potenzialmente anche una fonte di allerta sanitaria.
Dal Registro Speciale a una sorveglianza integrata
La storia del Registro Speciale italiano mostra l’evoluzione del modo con cui viene osservata la mortalità associata alle droghe.
Un sistema basato sulle segnalazioni delle Forze dell’ordine ha il vantaggio della tempestività e della specificità per determinati eventi, ma non può da solo rappresentare l’intera mortalità droga-correlata.
Un Registro Generale garantisce invece una copertura sistematica della popolazione, ma può avere limiti nell’identificazione puntuale delle sostanze.
La tossicologia forense può fornire informazioni analitiche molto dettagliate, ma la disponibilità degli accertamenti non è necessariamente uniforme.
Il modello più robusto è quindi quello integrato:
Registro Generale + Registro Speciale + medicina legale + tossicologia forense + sistemi sanitari + sorveglianza epidemiologica.
È questa complementarità delle fonti, più che l’esistenza di un singolo registro “perfetto”, a consentire una descrizione affidabile del fenomeno.
Nel 2026 questo principio è ancora alla base della metodologia europea.
La qualità della sorveglianza dipende infatti non soltanto dalla capacità di raccogliere dati, ma dalla capacità di capire da dove provengono, che cosa misurano e quali casi possono lasciare fuori.
Bibliografia e fonti istituzionali
[1] European Union Drugs Agency – EUDA. Statistical Bulletin 2026: Methods and definitions for drug-induced deaths. Definizioni operative per General Mortality Registers e Special Mortality Registers, Selection D, limiti e cross-validation.
EUDA – Methods and definitions for drug-induced deaths
[2] European Union Drugs Agency – EUDA. Methodology – Drug-induced deaths in Europe. Descrizione delle fonti GMR e SMR e loro complementarità.
EUDA – Methodology for drug-induced deaths
[3] European Union Drugs Agency – EUDA. Statistical Bulletin 2026: Drug-induced deaths.
EUDA Statistical Bulletin 2026
[4] Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze. Relazione annuale al Parlamento 2026, dati 2025.
Relazione annuale al Parlamento 2026
[5] Relazione al Parlamento 2008. Descrizione storica del Registro Speciale DCSA per la mortalità per overdose.
[6] Relazione al Parlamento 2021. Definizione, modalità di rilevazione DCSA e limiti del sistema basato sulle segnalazioni delle Forze di polizia.
Approfondimenti interni – paoloberretta.com
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