Le persone anziane con ADHD hanno un rischio maggiore di sviluppare malattie come l’Alzheimer e in Svizzera forse hanno trovato una spiegazione per questo fenomeno.
Un team guidato da Jatta Berberat, dell’Università di Ginevra, ha scoperto che il ferro si distribuisce nel cervello in modo simile sia nelle persone con ADHD che in quelle con alcune forme di demenza; ciò potrebbe essere il legame tra i due disturbi.
Con l’età, il cervello accumula ferro in diverse aree, tra cui la neocorteccia (che copre la maggior parte della superficie cerebrale), l’ippocampo, il cervelletto e altre regioni importanti.
Un eccesso di ferro in queste zone è stato spesso collegato a problemi neurodegenerativi, poiché può aumentare lo stress ossidativo e danneggiare i neuroni.
Quando il ferro si accumula troppo, le capacità cognitive delle persone peggiorano.
Studi precedenti hanno già dimostrato che chi soffre di malattie come l’Alzheimer, il Parkinson o la malattia di Huntington ha livelli di ferro molto alti nel cervello.
Questo ferro può essere rilevato grazie alla risonanza magnetica (MRI), poiché ha proprietà magnetiche.
Il team di ricerca ha quindi utilizzato la risonanza magnetica per analizzare il cervello di 32 adulti con ADHD e di altre 29 persone senza questa condizione.
Inoltre, ha prelevato campioni di sangue per misurare i livelli di una proteina (NfL) che segnala danni ai neuroni.
Livelli elevati di questa proteina possono essere un segnale di problemi neurodegenerativi.
I risultati dello studio mostrano che le persone con ADHD hanno una distribuzione del ferro nel cervello diversa rispetto a chi non ha questa condizione.
In particolare, il ferro è più concentrato in alcune aree, come la corteccia precentrale, che è coinvolta nei movimenti e nella coordinazione.
Inoltre, si è notata una connessione tra livelli elevati di ferro e danni ai neuroni.
Alcuni dei partecipanti con ADHD assumevano farmaci come il Ritalin o la desamfetamina (in molti ipotizzano che l’uso prolungato di questi farmaci possa influire sui livelli di ferro nel cervello, proprio come fanno alcune droghe stimolanti).
Tuttavia, non è ancora chiaro se questi medicinali abbiano un ruolo diretto nel legame tra ADHD e demenza o se siano solo un fattore secondario.
Anche se questo studio è troppo piccolo per dare risposte definitive, i ricercatori sperano che i risultati possano aiutare a trovare nuove strategie per ridurre il rischio di demenza nelle persone con ADHD.
Per confermare questi risultati, serviranno ulteriori studi a lungo termine, soprattutto per capire se ridurre i livelli di ferro nel cervello può essere un modo per prevenire la demenza in chi soffre di ADHD.
Contrastare l’accumulo di ferro nel cervello richiede un approccio mirato che può includere:
Dieta e Nutrizione
- Limitare il ferro nella dieta: Ridurre il consumo di cibi ricchi di ferro eme (carne rossa, frattaglie) e preferire fonti di ferro non-eme (legumi, verdure a foglia verde).
- Aumentare i chelanti naturali: Sostanze come la curcumina (presente nella curcuma) e la quercetina (trovata in cipolle, mele) possono aiutare a ridurre il ferro in eccesso.
- Evitare la vitamina C con cibi ricchi di ferro: La vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro, quindi meglio consumarla lontano dai pasti con ferro.
Integratori e Farmaci
- Chelanti del ferro: Farmaci come la deferiprone e la deferasirox vengono usati in alcune condizioni per ridurre il ferro accumulato nel corpo e nel cervello.
- EGCG (Epigallocatechina gallato): Presente nel tè verde, ha proprietà neuroprotettive e può ridurre l’accumulo di ferro.
- Melatonina: Ha proprietà antiossidanti e potrebbe aiutare a modulare il metabolismo del ferro nel cervello.
Stile di Vita
- Esercizio fisico regolare: Aiuta a migliorare la circolazione e il metabolismo del ferro.
- Digiuno intermittente: può favorire l’autofagia, un processo che aiuta ad eliminare accumuli tossici, incluso il ferro in eccesso.
- Gestione dello stress: Lo stress ossidativo favorisce l’accumulo di ferro, quindi tecniche di rilassamento (meditazione, yoga) possono essere utili.
Monitoraggio medico
- Analisi del ferro: Esami del sangue come la ferritina, la transferrina e il ferro sierico possono indicare livelli elevati.
- Risonanza magnetica (MRI): Può rilevare accumuli di ferro nel cervello, specialmente nelle malattie neurodegenerative.
La ricerca dell’Università di Ginevra è stata pubblicata su Psychiatry and Clinical Neurosciences.