L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un aggiornamento rilevante nella valutazione del cannabidiolo (CBD) nel contesto della normativa UE sui “novel food” (nb: “Nonostante la definizione di una dose provvisoria, la situazione normativa non è cambiata: i prodotti a base di CBD destinati al consumo orale rimangono non autorizzati come alimenti nell’Unione Europea nell’ambito della normativa sui Novel Food.).
Per la prima volta viene proposto un livello di assunzione giornaliera provvisoriamente considerato sicuro per gli adulti, espresso in funzione del peso corporeo.
Che cosa ha stabilito EFSA (e cosa significa in pratica)
Il valore indicato è 0,0275 mg di CBD per kg di peso corporeo al giorno. Applicando la formula a un adulto di 70 kg, il limite corrisponde a circa 1,925 mg/die, spesso arrotondato a ~2 mg/die per semplicità comunicativa.
EFSA definisce questa soglia “provvisoria”: non è un via libera generalizzato al consumo di CBD, ma una stima cautelativa adottata in un quadro informativo che rimane incompleto.
Perché la soglia è “provvisoria”: il tema dei dati mancanti
L’elemento chiave è che, nonostante la crescente presenza del CBD in integratori, oli e preparazioni alimentari, permangono lacune importanti nella documentazione tossicologica e clinica, soprattutto per l’uso continuativo e per alcune funzioni d’organo e sistemi biologici.
EFSA richiama in modo esplicito le criticità già evidenziate in precedenza: possibili effetti su fegato, sistemi endocrino e nervoso, e apparato riproduttivo (oltre ad altri ambiti).
Proprio per compensare l’incertezza, nel documento tecnico EFSA viene descritta l’applicazione di un fattore di incertezza elevato (riportato come 400 in diverse sintesi della valutazione), tipico delle situazioni in cui l’evidenza non consente ancora una stima robusta del rischio a lungo termine.
Chi è escluso: per alcuni gruppi EFSA non riesce a concludere sulla sicurezza
Un passaggio centrale dell’aggiornamento EFSA riguarda le popolazioni per cui la sicurezza non può essere stabilita allo stato attuale. In particolare, l’Autorità segnala l’impossibilità di definire un profilo di sicurezza per:
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persone sotto i 25 anni;
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donne in gravidanza e in allattamento;
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persone in terapia farmacologica (per il tema delle possibili interazioni).
In termini di salute pubblica, questo significa che le indicazioni “generali” riportate su molti prodotti commerciali non possono essere automaticamente estese a queste fasce, proprio perché mancano studi mirati o sufficientemente solidi.
Non vale per “qualsiasi CBD”: le condizioni tecniche sul prodotto
La soglia provvisoria non si riferisce indistintamente a tutto ciò che viene venduto come CBD. EFSA circoscrive l’applicabilità a specifiche formulazioni di integratori che rispettano requisiti stringenti, tra cui:
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purezza del CBD ≥ 98%;
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assenza di nanoparticelle;
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processo produttivo considerato adeguatamente controllato/sicuro;
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genotossicità esclusa per la sostanza e la preparazione valutata.
Questa delimitazione ha implicazioni pratiche: una parte significativa dell’offerta disponibile online o in canali non sempre trasparenti potrebbe non rientrare nelle caratteristiche considerate nella valutazione.
Il contesto regolatorio: “novel food” e valutazione caso per caso
In UE il CBD come ingrediente alimentare/integratore rientra nel perimetro del Regolamento Novel Food quando non esiste una storia significativa di consumo alimentare prima del 1997 (con valutazioni basate su dossier specifici). EFSA chiarisce che, finché i vuoti informativi non saranno colmati, le valutazioni rimangono sostanzialmente individuali e dipendono dai dati portati dai singoli richiedenti.
Per supportare gli operatori nel produrre evidenze adeguate, EFSA ha organizzato in passato una sessione informativa (2022) e ha annunciato iniziative successive, coerenti con la necessità di standardizzare i requisiti scientifici e ridurre l’eterogeneità dei dossier.
Cosa resta da chiarire (in modo molto concreto)
EFSA ribadisce che servono dati più solidi su:
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effetti epatici (inclusa la valutazione del rischio con uso ripetuto);
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impatti su endocrino, nervoso e riproduttivo;
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dinamiche di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione e potenziali interazioni con farmaci.
Queste aree sono particolarmente sensibili perché riguardano funzioni cruciali e, nel caso delle interazioni, possono diventare rilevanti anche a dosaggi relativamente bassi in presenza di terapie concomitanti.
Un confronto utile: limiti più alti fuori dall’UE (ma non equivalenti)
Alcune giurisdizioni extra-UE hanno adottato indicazioni numeriche diverse (spesso più alte) per prodotti al CBD. In una sintesi giornalistica internazionale viene riportato, ad esempio, un confronto con valori indicativi in Regno Unito, Svizzera e Canada.
È un raffronto utile per capire la variabilità delle scelte regolatorie, ma non implica automaticamente che gli standard siano sovrapponibili: cambiano criteri, basi di dati e contesti di utilizzo.
Fonti
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EFSA (news) – Soglia provvisoria per il CBD (novel food): https://www.efsa.europa.eu/en/news/provisional-safe-level-cannabidiol-novel-food
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EFSA (documento scientifico) – Statement tecnico: https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2026.9862
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EFSA (plain language summary, 2022) – Lacune dati e incertezze: https://www.efsa.europa.eu/en/plain-language-summary/statement-safety-cannabidiol-novel-food
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EFSA (evento informativo, 2022) – Data gaps and uncertainties: https://www.efsa.europa.eu/en/events/information-session-applicants-safety-cannabidiol-novel-food-data-gaps-and-uncertainties
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Reuters (sintesi giornalistica, 9 feb 2026): https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/eu-food-agency-sets-safe-consumption-level-hemp-derived-cbd-2026-02-09/