Negli Stati Uniti sono state recentemente diffuse nuove raccomandazioni cliniche per il trattamento e il controllo del colesterolo, con l’obiettivo di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari come infarto e ictus.
Un aumento del colesterolo LDL, comunemente definito “colesterolo cattivo”, può favorire il restringimento e l’ostruzione delle arterie.
Proprio per questo, un gruppo di esperti dell’American College of Cardiology e dell’American Heart Association ha elaborato un aggiornamento delle precedenti indicazioni, sostituendo quelle pubblicate nel 2018.
Tra gli elementi nuovi figurano indicazioni più precise per identificare precocemente:
- Valori alterati di colesterolo.
- Suggerimenti aggiornati sugli interventi nello stile di vita utili a migliorare il profilo lipidico.
- Strumenti più accurati per stimare la probabilità futura di infarto o ictus.
Secondo Seth Martin, cardiologo del Johns Hopkins Ciccarone Center for the Prevention of Cardiovascolare Disease, adottare misure preventive in età precoce può modificare in modo sostanziale l’evoluzione delle malattie cardiovascolari, con benefici che possono manifestarsi anche molti anni più tardi.
Il colesterolo è una sostanza lipidica essenziale per diverse funzioni dell’organismo, tra cui la costruzione delle membrane cellulari e la sintesi di alcuni ormoni.
Si distinguono principalmente in due forme:
- lipoproteine a bassa densità (LDL), considerate dannose quando presenti in eccesso,
- lipoproteine ad alta densità (HDL), note invece come “colesterolo buono”.
Quando i livelli di LDL sono troppo elevati, queste particelle tendinee si accumulano nelle pareti delle arterie, ostacolando il corretto flusso sanguigno.
Al contrario, l’HDL svolge una funzione protettiva, poiché contribuisce a rimuovere il colesterolo in eccesso dal circolo sanguigno ea trasportarlo al fegato, dove viene successivamente elaborato.
Le sezioni aggiunte nelle linee guida più recenti pongono particolare attenzione allo screening anticipato nelle persone con familiarità per malattie cardiovascolari o ipercolesterolemia.
Inoltre, viene proposto un approccio più personalizzato nella stima del rischio individuale e, in alcuni casi selezionati, un avvio più tempestivo della terapia farmacologica.
Un altro aspetto rilevante dell’aggiornamento riguarda i metodi di valutazione del rischio cardiovascolare.
Le nuove raccomandazioni invitano i professionisti sanitari a utilizzare il punteggio PREVENT, cioè Predire il rischio di eventi di malattia cardiovascolare, come strumento per stimare il rischio di sviluppare patologie muscolari.
Dall’agosto 2025 questo sistema è stato raccomandato anche per la valutazione dei soggetti con pressione arteriosa elevata.
Le linee guida hanno inoltre rivisto le soglie di colesterolo considerate utili nella pratica clinica per l’inquadramento dei pazienti.
Per quanto riguarda la prevenzione e il controllo del colesterolo alto, i principi di base restano invariati:
- alimentazione equilibrata,
- attività fisica costante,
- mantenimento di un peso adeguato,
- sonno sufficiente,
- astensione dal fumo.
Tutte queste indicazioni continuano a rappresentare i cardini dell’intervento.
Queste misure, infatti, aiutano a regolare non solo il colesterolo, ma più in generale l’assetto dei lipidi nell’organismo.
In alcune situazioni, tuttavia, tali strategie devono essere affiancate da farmaci ipolipemizzanti.
Roger Blumenthal, anch’egli cardiologo presso il Johns Hopkins Ciccarone Center for the Prevention of Cardiovascolare Disease, sottolinea che livelli più bassi di colesterolo LDL si associano a una riduzione del rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco.
Aggiunge inoltre che il controllo precoce dei lipidi e della pressione arteriosa nei giovani adulti favorisce un migliore saluto cardiovascolare lungo tutto l’arco della vita.
Negli Stati Uniti si stima che circa un adulto su quattro presenti livelli elevati di colesterolo LDL.
Questa condizione rappresenta uno dei principali fattori che alimentano il rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica, indicato con l’acronimo ASCVD, che continua ad essere la prima causa di morte nel mondo.
Un elemento incoraggiante è rappresentato dal fatto che circa l’80% delle patologie cardiovascolari sarebbe prevenibile.
Ciò significa che il loro impatto sulla salute pubblica potrebbe essere notevolmente ridotto, e le nuove linee guida mirano proprio a rafforzare questa prospettiva preventiva.
Parallelamente alla pubblicazione delle nuove raccomandazioni, gli esperti hanno diffuso anche un documento intitolato “L’ABC della prevenzione delle malattie cardiovascolari”.
Nel lavoro vengono analizzati i dati più recenti sui fattori che influenzano il rischio cardiaco, tra cui diabete, consumo di alcol e quantità di grasso corporeo.
Gli autori evidenziano infine che queste indicazioni dovranno continuare ad evolversi in base ai progressi della ricerca.
In particolare, sarà importante comprendere meglio gli effetti cardiovascolari dello svapo e dell’uso di cannabis, così come valutare le possibili implicazioni della ridefinizione clinica dell’obesità.
Sul fronte terapeutico, la ricerca sta inoltre avanzando con lo sviluppo di nuovi farmaci per il controllo del colesterolo, alcuni dei quali stanno mostrando risultati promettenti negli studi clinici.
Il gruppo che ha redatto le linee guida auspicate affinché queste raccomandazioni possano migliorare l’identificazione precoce dei soggetti a rischio e offrire ai medici strumenti più efficaci per prevenire eventi cardiovascolari gravi.
Pamela Morris, cardiologa della Medical University of South Carolina, ha sottolineato che l’applicazione concreta di queste linee guida nella pratica clinica sarà essenziale per diminuire in futuro il peso delle malattie cardiovascolari.
Ha inoltre ricordato che agire precocemente è decisivo, perché il colesterolo alto può iniziare a discutere il rischio cardiaco già durante l’adolescenza.
🔗 Linee guida e fonti scientifiche
- Linee guida ACC/AHA (pagina ufficiale ACC)
https://www.acc.org/guidelines - Rivista del Collegio Americano di Cardiologia (JACC)
https://www.jacc.org/
🔗 Risorse istituzionali affidabili
- American Heart Association – Colesterolo
https://www.heart.org/en/health-topics/cholesterol - CDC – gestione del colesterolo
https://www.cdc.gov/cholesterol/index.htm - OMS – malattie cardiovascolari (scheda ufficiale)
https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascolare-diseases-(cvds)
🔗 Approfondimenti clinici
- Johns Hopkins Medicine – colesterolo e rischio cardiovascolare
https://www.hopkinsmedicine.org/health/conditions-and-diseases/high-cholesterol
Foto di Gerald Oswald da Pixabay