Si è tenuto il 31 Maggio 2019 presso l’Aula Pocchiari, dell’Istituto Superiore di Sanità, il XXI Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario. 
Tra i fattori di rischio che concorrono maggiormente alla perdita di anni vita in buona salute un posto di primo piano spetta sicuramente al fumo di tabacco, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come uno dei più gravi problemi di salute pubblica al mondo.

Per l’OMS il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile; quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo e fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo cioè al fumo che viene inalato involontariamente da coloro che vivono a contatto con uno o più fumatori.

Ogni anno, il 31 maggio, l’OMS e i partner in tutto il mondo celebrano la Giornata Mondiale senza Tabacco, evidenziando i rischi per la salute associati al consumo di tabacco e sostenendo politiche efficaci per ridurre il consumo di tabacco. La tematica di quest’anno è il tabacco e la salute dei polmoni, infatti respirare anche piccole quantità di fumo può danneggiare gravemente la salute.


Scopo e obiettivi Tale giornata è occasione per approfondire la tematica proposta annualmente dall’OMS ma anche per divulgare i dati del Rapporto sul fumo in Italia e promuovere interventi aderenti alla realtà nazionale alla luce anche dei bisogni e delle motivazioni degli utenti del Telefono Verde contro il Fumo.

 


Il progetto “Stimoli di fumo”

Il rischio di diventare fumatore è maggiore tra gli adolescenti i cui genitori e i cui fratelli maggiori fumano. Nondimeno, gli adolescenti si aprono alla vita sociale attraverso la relazione con i pari, adeguandosi alle norme dei gruppi di amici (socializzazione) e scegliendo o abbandonando i gruppi di amici in funzione delle norme che adottano (selezione).
Come conseguenza il rischio di fumare è maggiore tra i ragazzi i cui amici fumano. Anche l’essere esposti al fumo da parte di altri adulti di riferimento, come i professori o altri modelli aumenta la probabilità di fumare. Ma il fumo è anche più frequente in funzione dell’esposizione a scene di film in cui si fuma, trasmissioni televisive di gare sportive sponsorizzate dall’industria del tabacco.

Queste influenze sono note a chi utilizza le tecniche di marketing, come ad esempio la pubblicità, le sponsorizzazioni di eventi (in particolare sportivi). La relazione tra pubblicità e fumo è stata studiata estesamente accumulando prove su come il marketing influenza l’iniziazione e il mantenimento della dipendenza. Fatte queste doverose premesse un team di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha coinvolto dei ragazzi delle scuole superiori in un progetto di monitoraggio/rilevazione degli stimoli al fumo (ovvero gli “atti fumo”).

Attraverso questa azione l’ISS ha analizzato quante possono essere le sollecitazioni che una persona ricevere verso il tabacco nel corso di una giornata tipo.
Per intraprendere questo lavoro gli studenti sono stati affiancati dai ricercatori Paolo Berretta, Adele Minutillo e Luisa Mastrobattista del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS (diretto dalla dott.ssa Roberta Pacifici) per la predisposizione degli strumenti di raccolta e valutazione dei dati che verranno raccolti.
I risultati dell’indagine (allegati in PDF) sono stati presentati in occasione del convegno annuale dedicato alla “Giornata Mondiale senza tabacco” 2019.