Nella gravissima emergenza sanitaria che, da quasi un mese ormai, sta vivendo il nostro Paese, ci sono due aspetti della criminalità sui quali fare qualche sintetica considerazione. Il primo riguarda la c.d. criminalità di strada (predatoria) che ha registrato in molte province una diminuzione apprezzabile ( anche fino al 50%) dovuta non solo alle restrizioni imposte inizialmente solo su alcune Regioni e, nei giorni scorsi, su tutto il territorio nazionale in termini di mobilità e di attività commerciali ma anche alla presenza accentuata giornaliera, su strada, di personale delle forze di polizia e, debbo pensare, ai “timori” dei malviventi a svolgere la loro “attività” divenuta più rischiosa per il pericolo, concreto,di contagio da virus. Insomma, pare che ladri, rapinatori, borseggiatori,truffatori ecc..si siano in buona parte “rintanati” in attesa di tempi migliori. Non sono mancati, naturalmente, diversi episodi di criminalità e su tutti mi pare che siano stati davvero troppi gli assalti, nottetempo, ai bancomat di molti istituti bancari che si ripetono ormai da un paio di mesi. L’altro settore criminale al quale, a febbraio scorso, si è rivolta una accentuata attenzione è quello dell’antidroga.

E’ sempre la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) che puntualmente rende noti i dati (provvisori) in ambito nazionale elaborati alcuni giorni fa sulle attività delle forze di polizia e delle dogane che nel decorso mese hanno effettuato 2.019 operazioni antidroga, un dato in aumento rispetto agli ultimi mesi del 2019 e di gennaio 2020. Le piazze dello spaccio, dunque, continuano ad essere “aperte” anche se meno “trafficate” ed il “servizio” di consegna può essere effettuato, come capita, anche a domicilio, utilizzando il servizio di taxi. Consistente, 2.559, anche il numero delle persone denunciate per spaccio/traffico a febbraio di cui 1.851 in stato di arresto (molte quelle che dopo la convalida dell’arresto finiscono ai “domiciliari”per impedire ulteriori problemi dovuti al sovraffollamento carcerario), 683 quelle in stato di libertà e 25 di irreperibilità. “Soltanto” 950 gli stranieri denunciati e 82 i minori.

La cocaina, come ho scritto anche di recente, è lo stupefacente che “tira” molto sul mercato, in parte anche per il prezzo al minuto diminuito in alcune piazze italiane, ed i 4.588,76kg sequestrati nel solo mese di febbraio – di cui 3.330kg nel porto di Livorno e 1.129 in quello di Gioia Tauro – confermano questo trend ( nei primi due mesi del 2020 sono già 5.921,59 i chilogrammi intercettati). Nessun sequestro di cocaina in otto province, piccole quantità, da un grammo a dieci grammi, in trenta province, sequestri più consistenti a Roma (27,91kg), a Verona (24,01kg), a Bergamo (11,67kg), a Venezia (7,62k), a Milano (3,02kg). Non ingenti i sequestri mensili di hashish (656,57kg) e di marijuana (1.505,95kg) mentre le 12mila compresse di “altre doghe” e gli oltre 82kg tolti dal mercato in un solo mese rappresentano un record almeno degli ultimi due anni.

 

Per paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).