La distribuzione regionale delle piante di cannabis sequestrate nel corso del 2017 va dall’85,27% al Sud Italia ed Isole, al 10,59% al Nord, al 4,14% al Centro. Sul totale di 265.635 piante eradicate in tutto il 2017 ( un decremento del 43,31% rispetto al 2016), il maggior numero di sequestri è stato fatto in Calabria (107.922), Sicilia (55.214) e Sardegna (21.671), in regioni, cioè, che per le buone condizioni geoclimatiche rappresentano territori adatti a questo tipo di coltivazioni. Il decremento registrato nei sequestri, tuttavia, “..non deve indurre a precipitose conclusioni..” come si legge nella relazione annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA- Dipartimento della Pubblica Sicurezza) resa pubblica ai primi del mese scorso.

Tale scostamento negativo –  precisa la DCSA – “..dovuto essenzialmente a due rilevantissimi sequestri effettuati nel 2016, non sembra ancora rappresentare una vera e propria inversione di tendenza di questo fenomeno  che, nella serie decennale, con eccezione del triennio 2011/2013, si attesta su posizioni più che doppie rispetto alla media del periodo”. In effetti, già alla fine di luglio c.a. le forze di polizia avevano individuato ( e distrutto) oltre 200mila piante e gli ulteriori sequestri, in due distinte operazioni, di questi primi giorni di agosto da parte di militari della guardia di finanza e dei carabinieri, oltre 9mila piante nel territorio del Comune di Rosarno (RC), confermano, da una lato l’incisiva azione di contrasto al fenomeno della produzione  domestica di marijuana, dall’altro la particolare predilezione riservata da “segmenti” della c.o.  a questa redditizia attività. Attività alla quale si affiancano quelle di traffico e di spaccio che proseguono con ritmi sostenuti durante il periodo delle vacanze estive, soprattutto nei luoghi turistici.

E’, dunque, in questo periodo che la repressione da parte delle forze di polizia dovrebbe raggiungere il picco massimo o, comunque, non rallentare. Invece, con le dovute eccezioni, in questo periodo dell’anno che va da giungo ad agosto, vuoi anche per i periodi di temporanea assenza dagli uffici e comandi per le “ferie” di poliziotti e carabinieri, si rileva, mediamente, un calo nelle operazioni antidroga. Così, per restare gli ultimi anni, le operazioni a livello nazionale del 2014, nel periodo di giugno, luglio e agosto,, sono state, rispettivamente pari a 932, 1.332 e 1.347, ossia i valori più bassi dell’anno. Anche nel 2015 si annotarono valori bassi rispetto agli altri mesi e precisamente 1.340 a giugno, 1.244 a luglio e 1.469 in agosto. Analogamente nel 2016 e 2017 anche se  in quest’ultimo anno i valori mensili delle operazioni antidroga si sono attestate su oltre 1.700 al mese. Nel corrente anno, a giugno e luglio, le 1.600 operazioni mensili sono in flessione rispetto alla media di circa 2mila degli altri mesi.

Naturalmente nessuno pensa che gli operatori di polizia non debbano andare in ferie per un meritato riposo. Certo è che se gli organici delle sezioni antidroga delle squadre mobili e dei reparti operativi dei carabinieri non avessero i “buchi” negli organici che hanno, l’azione di contrasto allo spaccio potrebbe continuare con la solita cadenza che si registra in altri mesi dell’anno. La verità è che, oggi, traffico e spaccio di stupefacenti diventano argomenti di vivace discussione politica e tra i cittadini, in particolare quanto i protagonisti sono gli stranieri. Occorrerebbe, invece, senza riguardi per nessuno, con una legislazione sugli stupefacenti meno blanda e annacquata anche da una giurisprudenza altalenante, tenere in carcere questi delinquenti che stanno “narcotizzando” il paese e arrecando gravi danni alla salute dei nostri giovani. Continuando di questo passo, credo che l’età d’oro del narcotraffico non finirà mai.

 

di Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).