L’azione teratogena causata dall’alcool assunto dalla madre durante la gravidanza è stata descritta per la prima volta nel 1968 da Paul Lemoine, mentre la definizione di Sindrome Feto Alcolica è stata introdotta da Kenneth Jones e David Smith nel 1973 ed oggi ormai è noto che l’uso di alcol materno in gravidanza è la più frequente causa prevenibile di ritardo mentale nell’infanzia. Gli effetti dell’alcool sul feto sono estremamente variabili e vanno dall’assenza di danni fino all’aborto. L’insieme delle manifestazioni cliniche possibili viene definito Spettro dei Disordini Feto Alcolici (FASD – Fetal Alcohol Spectrum Disorders).
Autori:
Paolo Berretta (1), Adele Minutillo (2), Luigi Memo (3)
1 U.O.C. Farmacotossicologia Analitica, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Istituto Superiore di Sanità
2 Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Istituto Superiore di Sanità
1 U.O.C. Farmacotossicologia Analitica, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Istituto Superiore di Sanità
2 Centro Nazionale Dipendenze e Doping, Istituto Superiore di Sanità
3 Ambulatorio di Genetica Clinica, AULSS n°3, Serenissima, Venezia
Foto di Tawny Nina Botha da Pixabay