I decessi droga-correlati (DDC) rappresentano un indicatore chiave per l’uso problematico di droga. Il decesso è infatti una possibile conseguenza di alcune forme di uso di droga considerando ovviamente che il rischio dipende anche dal tipo di droga assunta, dalla modalità e consuetudine assuntiva, ivi compresa la poliassunzione.

Ciò è sostenuto anche dall’Osservatorio Europeo sulla Droga e le Tossicodipendenze (OEDT) di Lisbona. In questa ottica nel corso degli ultimi anni si sono intensificati gli sforzi, all’interno dei 15 paesi dell’U.E. sotto il coordinamento OEDT, per aumentare la comparabilità di tale indicatore, la qualità dei dati e, di conseguenza, il contenuto informativo degli stessi.

Ancora oggi un raffronto diretto dei dati prodotti nei singoli paesi non è attuabile dal momento che questo indicatore non dipende solo dalla prevalenza d’uso di droga, ma è influenzato dalle diverse definizioni utilizzate basate su criteri più o meno restrittivi dalle diverse modalità di raccolta e registrazione dei dati (variabili da paese a paese e differenti all’interno dello stesso paese se considera il Registro Speciale o il Registro Generale di Mortalità).

In ogni caso, all’interno di uno stesso paese, l’indicatore DDC è a tutt’oggi il più idoneo al rilevamento e monitoraggio di forme gravi di consumo di droga.

Sulla base di questi elementi l’OEDT, in collaborazione con i Punti Focali dei 15 Paesi dell’U.E., con Eurostat e con l’OMS, sta portando avanti un grosso lavoro per la produzione di linee guida finalizzate alla registrazione dei DDC attraverso i Registri Speciali ed i Registri Generali di mortalità. Attraverso un Gruppo di lavoro specifico è stato prodotto un primo Standard, testato in tutti i Paesi partecipanti allo studio, proposto con un documento OEDT nel 2000.

L’Italia partecipa ai lavori del gruppo di lavoro DDC attraverso un esperto designato dal suo Punto Focale e attraverso uno specifico gruppo di lavoro nazionale formalmente istituito presso il Dipartimento per gli Affari Sociali – Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Nel nostro Paese i DDC vengono rilevati attraverso due sistemi distinti, il Registro Generale di Mortalità  (RGM) ed il Registro Speciale (RS) dei decessi droga correlati, entrambi caratterizzati da una copertura nazionale del territorio, ma distinti per definizione di caso, specificità, articolazione della procedura di rilevamento, tempi e modi di produzione dei dati e loro verifica.

Il Registro Generale di Mortalità (RGM), curato dall’ISTAT, riguarda tutti i decessi avvenuti nella popolazione generale e le cui cause sono codificate secondo un sistema di classificazione internazionale, l’ICD 9. Attualmente è in atto la fase di implementazione per il passaggio al sistema di classificazione ICD10, evoluzione del precedente. E’ in corso la comparazione dei due sistemi e la validazione della procedura sulla mortalità relativa all’anno 2002. Tale nuovo sistema metterà in evidenza anche i tanti decessi correlati in modo meno diretto alla droga consentendo la definizione di un quadro più completo ed aderente alla realtà  di quanto oggi non sia possibile con la codifica ICD9. Tale possibilità risulta essenziale  per monitorare e studiare nuovi elementi o trends emergenti nella mortalità droga correlata, nonché riveste un elevato interesse dal punto di vista conoscitivo, economico e sanitario.