Insieme al Nicaragua, il Guatemala è il paese dell’America centrale più frequentemente utilizzato per l’invio di cocaina verso il mercato nordamericano. Si rileva, qui, la presenza anche di coltivazioni di papavero da oppio in particolare nella zona occidentale di San Marcos e Huehuetenengo dove, nel corso del 2019, sono state distrutte 1.235000 piante. La marijuana viene coltivata nella splendida regione del Peten, ricca di foreste e risorse idriche e anche in questa zona è stata intensa l’attività di eradicazione svolta dalla Polizia con circa 4 milioni di piante distrutte. La sostanziale carenza di tecnologie adeguate nel controllo aereo, la presenza di numerose piste clandestine di atterraggio – realizzate da gruppi collegati al narcotraffico – disseminate in gran parte del territorio, in particolare al confine messicano,la posizione a metà strada tra la Colombia e gli USA, rendono il Guatemala meta preferibile degli aerei da turismo colombiano carichi di cocaina destinata all’insaziabile mercato degli Stati Uniti.
Soltanto nel 2019 sono stati intercettati ben 54 aeromobili utilizzati nel trasporto di cocaina con il sequestro complessivo di oltre 9 tonnellate. Nel 2018 erano stati bloccati 18 aerei, per lo più di piccole dimensioni (avionetas), monomotori, mentre nel 2019 sono stati almeno 15 i velivoli scoperti nelle zone di frontiera con il Belice e il Messico, di dimensioni e capacità di trasporto maggiori, muniti di motori a jet ( narcojet) per viaggiare anche a velocità di 700 km/h. Da rilevare, poi, che, dopo l’atterraggio e il trasbordo della “merce”, gli aerei vengono di solito incendiati dagli stessi narcotrafficanti per non lasciare tracce. In qualche caso le “missioni” non hanno avuto un buon esito. E’ accaduto alcuni giorni fa quando un aereo che trasportava oltre 700kg di cocaina si è incendiato (morti i due piloti) durante l’atterraggio in una delle piste clandestine nel territorio di Las Cruces (Peten).
I rapporti di “lavoro” con i colombiani sono eccellenti anche se, di tanto in tanto, si registra qualche tentativo della criminalità guatemalteca di mettersi in proprio nel commercio della cocaina. Secondo il Ministero del Governo, nel 2019 sono stati sequestrati complessivamente circa 19 ton di stupefacenti, il quantitativo maggiore dei quattro anni di presidenza di Jimmy Morales. A gennaio di quest’anno ha assunto la carica di Presidente della Repubblica Alejandro Giammattei Falla che ha subito dato ulteriore impulso all’azione antidroga con apprezzabili risultati (oltre 3 ton di cocaina già sequestrate nei primi tre mesi del 2020). La normativa antidroga, approvata sin dal 1992, prevede pene severissime, fino alla pena capitale per i trafficanti e spacciatori che abbiano provocato la morte di civili o militari.
In tema di prevenzione, trattamento e riabilitazione non si dispongono di dati certi anche perché non vi sono stime ufficiali sulla popolazione dei tossicodipendenti. E’ certo che il consumo di stupefacenti è particolarmente diffuso se si pensa alle valutazioni fatte a gennaio scorso da Feremka Godinez ex alto dirigente della Direzione Analisi Antinarcoticos della Polizia Nazionale secondo cui in tutto il Paese si consumerebbero, settimanalmente, circa 40kg di cocaina e 150kg di marijuana. Senza contare l’altra piaga della tossicodipendenza causata dalla inalazione di collanti da parte dei giovani.
Per paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).