La posizione geografica fa del continente africano un’utile area di passaggio degli stupefacenti, dalle zone asiatiche della produzione ai mercati di consumo, nei paesi dell’Occidente industrializzato. L’eroina del Triangolo d’Oro segue la rotta africana per giungere in Europa e negli USA; ma anche la cocaina colombiana passa attraverso le coste o l’entroterra di diversi paesi africani. Allarmi che giungono dagli stessi esperti per la sicurezza della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) presenti in alcune sedi africane tra cui Dakar che sottolinea come “..l’intenso traffico dei container provenienti dal Sudamerica e dal Sud est asiatico (..) veicolati attraverso i porti di Dakar, Tema (Ghana), Lagos (Nigeria), Cotonou (Benin), Lomè (Togo) e Douala (Camerun), costituisce terreno fertile per dissimulare la cocaina proveniente dall’America Latina e altre sostanze stupefacenti destinate ai porti europei (..) nonché eroina (..) destinata verso gli Stati Uniti (cfr. la relazione annuale DCSA 2019). E problemi analoghi si rilevano nella vicina Mauritania, in Mali, nella Guinea Bissau e nel Gambia, tutti paesi nei quali è forte la presenza di narcotrafficanti internazionali. Per non parlare del Marocco che pur rimanendo il maggior paese produttore al mondo di cannabis è interessato “..anche per il transito di quantitativi di cocaina proveniente dal Sudamerica a bordo di container o trasbordata da navi in alto mare..” (rel. DCSA, cit.).
Certo il consumo di cannabis è venuto aumentando (Nigeria e Ghana si contendono il primato della produzione africana di marijuana) assieme a quello di eroina, cocaina, amfetamine e allucinogeni, come pure il traffico di metaqualone tra l’India e l’Africa del sud. E’ anche vero che l’emigrazione africana nei paesi dell’UE costituisce, tendenzialmente, una rete ideale per la distribuzione, ma non mancano legami con la malavita estera. Nel continente nero il primato delle organizzazioni criminali spetta a quelle nigeriane che riescono a controllare gran parte dei traffici illeciti ( ed è ben noto, ormai, come la c.o. nigeriana che in diverse inchieste giudiziaria ha assunto anche le caratteristiche mafiose, si sia insediata anche in molte regioni italiane) tra cui quelli della gestione e dei traffici locali di cocaina che, per esempio, in Ghana, hanno consentito,a partire dal 2013, “..varie connessioni con le organizzazioni criminali presenti in Europa”. I nigeriani non sono più soltanto spacciatori o “muli” ma, da tempo, ormai, agiscono come fornitori, organizzatori, mediatori e corrieri in Italia, Belgio, Olanda, Austria, Germania, Svizzera, Inghilterra,India, Pakistan, Romania, Thailandia, Turchia, Usa e Brasile. Che i nigeriani nel panorama del narcotraffico siano importanti in Brasile fu accertato, già nel 2001, da un’apposita Commissione parlamentare d’inchiesta che nella sua relazione finale fece riferimento ad una “borsa della droga” esistente a San Paolo dove erano proprio i nigeriani a fissare giornalmente il prezzo della cocaina. Importanti connessioni sono emerse nel corso di indagini in UE anche con trafficanti libanesi e mediorientali in genere, dal momento che, da alcuni decenni, esistono colonie di queste etnie in Nigeria.
I nigeriani hanno uno spiccato senso degli affari nel commercio degli stupefacenti ( lo dico anche per esperienze di servizio dirette) e,in tema di destrezza e capacità nel settore dei circuiti finanziari telematici, per trasferire denaro, non sono secondi a nessuno. Per quanto riguarda l’Italia, di solito l’eroina arriva direttamente dalla Nigeria in piccole quantità trasportata dal singolo in “visita turistica”. Può essere il “servizio” di un individuo isolato che si appoggia a connazionali residenti, ma più spesso si tratta di corrieri che vengono ingaggiati dai “baroni” nigeriani in collegamento con le “confraternite” (cults) e gruppi criminali ormai stanziali sul nostro territorio ( sul punto si veda la relazione semestrale della DIA presentata a luglio 2919). Gli “affari” vanno bene nonostante l’azione di contrasto delle forze di polizia italiane che ha portato, nel triennio 2016/2018, all’ arresto di 4.531 nigeriani per traffico /spaccio (dati di fonte SDI/SSD, Dipartimento della Pubblica Sicurezza).
Per SIPaD – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).
Per il sito paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).