Recenti studi suggeriscono che l’asse intestino-cervello possa giocare un ruolo chiave nello sviluppo del morbo di Parkinson.

Un’analisi condotta da Nishiwaki et al. (2024) ha identificato specifici microbi intestinali potenzialmente coinvolti nella patogenesi della malattia, correlando tali alterazioni microbiche a una riduzione dei livelli di riboflavina (vitamina B2) e biotina (vitamina B7).

Questi risultati aprono la possibilità di un approccio terapeutico basato sulla supplementazione vitaminica.

Secondo quanto riportato dagli autori, l’integrazione di riboflavina e/o biotina potrebbe risultare benefica in un sottogruppo di pazienti in cui la disbiosi intestinale rappresenta un fattore determinante nella progressione della patologia.

Il morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa che colpisce circa 10 milioni di individui a livello globale, è caratterizzato da sintomi iniziali quali disturbi gastrointestinali e del sonno, che possono precedere di anni l’insorgenza dei sintomi motori e cognitivi.

Precedenti ricerche hanno evidenziato che alterazioni del microbioma intestinale possono manifestarsi molto prima della comparsa dei sintomi clinici del Parkinson.

In uno studio su 94 pazienti giapponesi affetti dalla malattia e 73 controlli sani, i ricercatori hanno analizzato campioni fecali e confrontato i dati con quelli provenienti da altre popolazioni (Cina, Taiwan, Germania e Stati Uniti).

Nonostante le differenze nei profili batterici tra le varie coorti, un elemento comune è emerso: la disbiosi intestinale influenzava negativamente le vie di sintesi delle vitamine del gruppo B.

Le analisi metagenomiche hanno rivelato una riduzione nei geni batterici coinvolti nella biosintesi di riboflavina e biotina nei pazienti con morbo di Parkinson.

Questa carenza vitaminica si associava a una diminuzione degli acidi grassi a catena corta (SCFA) e delle poliammine, molecole fondamentali per il mantenimento di un adeguato strato mucoso intestinale.

L’assottigliamento del muco intestinale e l’aumentata permeabilità della barriera intestinale sono stati osservati nei pazienti affetti dalla patologia, suggerendo un potenziale meccanismo patogenetico.

Si ipotizza che un microbiota intestinale alterato possa compromettere la protezione del sistema nervoso enterico, facilitando l’esposizione a tossine ambientali quali pesticidi ed erbicidi.

Queste sostanze potrebbero indurre la sovrapproduzione di aggregati di α-sinucleina nelle cellule dopaminergiche della substantia nigra, contribuendo alla neurodegenerazione progressiva e alla manifestazione dei sintomi motori e cognitivi caratteristici della malattia.

Uno studio del 2003 ha evidenziato come la somministrazione di alte dosi di riboflavina, associata all’eliminazione della carne rossa dalla dieta, possa migliorare le funzioni motorie nei pazienti affetti da Parkinson.

Tali evidenze suggeriscono che il mantenimento di un microbioma intestinale sano e la riduzione dell’esposizione a inquinanti tossici possano rappresentare strategie complementari nella gestione della malattia.

Data la complessità e l’eterogeneità del morbo di Parkinson, è improbabile che tutti i pazienti presentino le stesse alterazioni patogenetiche.

Pertanto, Nishiwaki et al. propongono l’impiego di analisi del microbiota intestinale e dei metaboliti fecali per identificare individui con specifiche carenze vitaminiche, al fine di sviluppare approcci terapeutici personalizzati basati sulla supplementazione orale di riboflavina e biotina.

 


 

La riboflavina (vitamina B2) e la biotina ( vite la biotina (vitamina B7) sono vitamine essenziali coinvolte nel metabolismo energetico e nella salute della pelle, dei capelli e del sistema nervoso. Ecco gli alimenti che ne sono più ricchi:

Alimenti ricchi di Riboflavina (B2)

  • Latte e derivati : latte, yogurt, formaggi

  • Uova

  • Carne : soprattutto fegato, manzo, pollo e maiale

  • Pesce : salmone, sgombro, trota

  • Verdure a foglia verde : spinaci, broccoli, asparagi

  • Legumi : fagioli, lenticchie

  • Frutta secca e semi : mandorle

  • Cereali integrali e arricchiti

Alimenti ricchi di Biotina (B7)

  • Uova : specialmente il tuorlo

  • Frattaglie : fegato e reni

  • Frutta secca e semi : noci, mandorle, arachidi

  • Pesce : salmone, tonno

  • Latticini : latte, formaggi

  • Legumi : soia, fagioli, lenticchie

  • Verdure : spinaci, cavolfiore, funghi

  • Cereali integrali

Entrambe queste vitamine sono fondamentali per il metabolismo energetico e la salute di pelle, capelli e unghie. Il loro fabbisogno può essere soddisfatto con una dieta equilibrata e varia.

 


 

Lo studio, “Meta-analisi del sequenziamento shotgun del microbiota intestinale nella malattia di Parkinson”, è stato pubblicato su npj Parkinson’s Disease il 21 maggio 2024, con DOI: 10.1038/s41531-024-00724-z .

Autori: Hiroshi Nishiwaki, Jun Ueyama, Mikako Ito, Tomonari Hamaguchi, Keiichi Takimoto, Tetsuya Maeda, Kenichi Kashihara, Yoshio Tsuboi, Hiroshi Mori, Ken Kurokawa, Masahisa Katsuno, Masaaki Hirayama & Kinji Ohno

 

 

Foto di Ramón Inciarte da Pixabay