Durante la pandemia di COVID-19, le abitudini legate all’igiene sono migliorate sensibilmente in molte parti del mondo, con un aumento della consapevolezza sull’importanza di lavarsi le mani per prevenire le malattie.

Tuttavia, indagini recenti hanno mostrato che dopo la fase critica della pandemia, la frequenza del lavaggio delle mani è nuovamente diminuita.

Ad esempio, un’indagine condotta negli Stati Uniti nel 2021 ha riscontrato che circa 1 persona su 4 non aveva questa consuetudine

Sapere con precisione oggi il numero esatto di persone che non si lavano le mani dopo aver usato il bagno è complicato per diversi motivi.

In primis, la mancanza di dati globali uniformi, difatti non esistono rilevazioni globali standardizzate su questo tema, rendendo difficile un confronto diretto tra paesi e culture.

Poi ci sono le variazioni culturali e sociali, sostanzialmente le abitudini igieniche variano notevolmente da una cultura all’altra e da un contesto sociale all’altro.

Infine i fattori legati alle situazioni contingenti, per cui il comportamento può cambiare a seconda del luogo (bagno pubblico, privato, casa, ufficio), della fretta e della disponibilità di acqua e sapone.

Tuttavia, diverse ricerche hanno fornito alcune indicazioni interessanti, come lo studio condotto da YouGov in Italia, nel quale è stato mostrato che una minoranza di persone ammette di non lavarsi le mani dopo essere state in bagno.

E’ bene sottolineare che questi dati potrebbero non riflettere la realtà completa, poiché le persone potrebbero non essere del tutto sincere.

Altre ricerche pubblicate negli anni passati da istituzioni o università, suggeriscono che una percentuale significativamente più alta di persone potrebbe non lavarsi le mani correttamente o con regolarità.

Perché è importante lavarsi le mani? Il detergersi con acqua e sapone è una delle misure igieniche più efficaci per prevenire la diffusione di malattie infettive. Sul palmo delle mani e sulle dita si annidano infatti un gran numero di germi che possono causare infezioni gastrointestinali, respiratorie e altre patologie. 


L’urina e le feci contengono milioni di germi, in particolare le feci, che contengono più di 100 miliardi di germi per grammo. Quando usi il water e tocchi le superfici del bagno, raccogli germi. Le persone che saltano il passaggio del lavaggio delle mani quando escono portano con sé quei germi quando escono, depositandoli su ogni superficie che toccano in seguito.


A fare maggiore chiarezza rispetto al tema arriva l’ultimo rapporto sulle abitudini di igiene delle mani in Australia, pubblicato dalla Food Safety Information Council australiano.

Nel documento viene riportato che il 19% degli australiani non si lava le mani ogni volta che usa il bagno, mentre quasi la metà (42%) ammette di non lavarsi le mani prima di maneggiare il cibo.

Un team di ricerca ha esaminato le pratiche di detersione delle mani di 1.229 persone ed i risultati si mostravano sostanzialmente coerenti con quanto appreso da sondaggi simili .

In aggiunta, le donne pare siano più diligenti degli uomini in termini di igiene dopo aver usato il bagno, anche se solo di poco (l’80% degli uomini afferma di farlo ogni volta, contro l’83% delle donne).

Solo il 55% degli uomini si lava le mani prima di toccare il cibo, contro il 62% delle donne.

Anche l’età sembrava fare la differenza. Sotto i 34 anni, il 69% delle persone si lavava le mani ogni volta che andava in bagno. Sopra i 65 anni, la percentuale saliva all’86%.

Sebbene alcune di queste differenze non siano del tutto inaspettate, come il divario tra le abitudini di lavaggio delle mani degli uomini e delle donne, le ragioni restano poco chiare.

Lavarsi le mani è uno dei gesti più semplici e più efficaci per proteggere la propria salute e quella degli altri.

Sembra banale, ma è un’azione fondamentale per prevenire la diffusione di moltissime malattie infettive.

L’igiene è importante per rimuove i germi, difatti le nostre mani toccano continuamente superfici e oggetti contaminati da batteri, virus e altri microrganismi.

Lavandole con acqua e sapone, li eliminiamo efficacemente, impedendo loro di entrare nel nostro corpo attraverso occhi, naso, bocca o ferite.

Con questa pratica si possono previene le infezioni, poiché numerose malattie, come raffreddore, influenza, gastroenteriti e alcune infezioni più gravi, si trasmettono proprio attraverso le mani contaminate.

Lavandole regolarmente, riduciamo drasticamente il rischio di ammalarci e di contagiare gli altri.

E non da ultimo per protegge i più vulnerabili come i bambini piccoli, gli anziani e le persone con un sistema immunitario indebolito. Essi sono particolarmente suscettibili alle infezioni. Lavandosi spesso le mani, si proteggono loro stessi e chi li circonda.

In uno studio che ha esaminato il fenomeno in India, è stato chiesto ai bambini delle scuole quali fossero gli ostacoli al lavaggio delle mani.

La stragrande maggioranza (91%) aveva una bassa “percezione della minaccia per una passibile malattia”. In altre parole, semplicemente non percepivano il rischio di ammalarsi non lavandosi le mani dopo essere andati in bagno.

È interessante notare che l’incapacità di vedere i germi con i propri occhi è stata una delle barriere più grandi, citata dal 46% dei bambini. Ma il 72% ha affermato che si laverebbe le mani se lo facessero i propri amici.

Orbene, si può ipotizzare che queste ragioni possano applicarsi anche ad altre fasce d’età, ma semplicemente non abbiamo fatto abbastanza ricerche per saperlo.

Le ragioni per cui le persone si lavano le mani, o meno, probabilmente variano nel corso della loro vita e in base alle circostanze.

 

 

Questo articolo è ripubblicato da The Conversation con licenza Creative Commons. Leggi l’ articolo originale.

 

Foto di zukunftssicherer da Pixabay