La scheda tecnica redatta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità offre un quadro strategico sull’allarme rappresentato dai nitazeni, una categoria di oppioidi sintetici di potenza estrema.
Il documento ricostruisce la storia di queste sostanze, inizialmente studiate a scopo terapeutico negli anni Cinquanta, ma ben presto accantonate per la loro elevata tossicità.
Negli ultimi anni sono ricomparsi nel circuito illegale, dove vengono utilizzati come sostituti più accessibili ed efficaci di eroina e fentanili.
L’analisi mette in luce i gravissimi rischi connessi al loro uso: la potenza di alcuni nitazeni può superare anche di mille volte quella della morfina, con conseguente altissima probabilità di overdose letale.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: il naloxone, antidoto comunemente impiegato per contrastare gli effetti degli oppioidi, si rivela spesso inefficace o insufficiente.
Un ulteriore problema riguarda la diagnosi in emergenza: nei pronto soccorso i test rapidi disponibili non rilevano quasi mai la presenza di nitazeni, rendendo difficoltosa sia la gestione clinica immediata sia il monitoraggio epidemiologico a livello nazionale.
Basta un solo grammo di nitazeni per produrre centinaia, a volte migliaia, di dosi — mentre la stessa quantità di eroina ne fornirebbe appena qualche decina.
Questa estrema concentrazione ne facilita il trasporto: piccolissime quantità possono essere facilmente occultate — in bustine da tè, mischiate a sostanze apparentemente innocue — o spedite via posta, sfuggendo ai controlli.
Dal punto di vista economico, il loro costo è irrisorio: poche decine di euro per grammi interi, acquistabili con pochi click sul dark web.
La produzione, per lo più concentrata nell’Europa orientale, garantisce una filiera corta, rapida e particolarmente resistente agli interventi di contrasto.
La loro ascesa nel mercato illegale non è casuale: l’eroina è sempre più rara — a causa delle tensioni geopolitiche che hanno interrotto i rifornimenti dal cosiddetto Triangolo d’Oro — mentre i fentanili sono ormai soggetti a rigidi controlli internazionali.
I nitazeni, dunque, rappresentano l’alternativa ideale per chi cerca di diffondere sostanze letali in modo efficiente, economico e difficilmente tracciabile: una minaccia silenziosa, ma devastante.
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