Cannabis e Cervello, gli effetti biologici
La cannabis è una delle sostanze più utilizzate al mondo, con un numero crescente di paesi che ne stanno legalizzando l’uso per scopi medici e ricreativi.
Eppure, nonostante la sua popolarità, c’è ancora molto da scoprire sugli effetti che questa pianta ha sul cervello umano, soprattutto quando si parla di salute mentale.
In particolare, uno degli interrogativi più dibattuti riguarda il motivo per cui la cannabis può scatenare episodi psicotici in alcune persone, mentre altre sembrano non subirne effetti negativi.
In questo articolo, esploreremo cosa accade nel cervello quando si consuma cannabis e perché alcuni individui potrebbero essere più vulnerabili allo sviluppo di psicosi.
Come Agisce la Cannabis nel Cervello? Il principale principio attivo della cannabis è il tetraidrocannabinolo (THC), che agisce sul cervello legandosi a specifici recettori, i recettori cannabinoidi.
Questi recettori si trovano principalmente in regioni chiave come l’ippocampo (coinvolto nella memoria e nell’apprendimento), l’amigdala (responsabile della regolazione delle emozioni) e la corteccia prefrontale (associata al pensiero razionale e al controllo del comportamento).
Quando il THC si lega a questi recettori, può alterare temporaneamente il funzionamento del cervello, provocando effetti come euforia, rilassamento o, in alcuni casi, ansia e paranoia.
Tuttavia, questi cambiamenti non sono uniformi per tutti: la genetica, la frequenza d’uso e il dosaggio della sostanza giocano tutti un ruolo importante nell’influenzare la risposta individuale.
Cannabis e psicosi: il ruolo del THC
Uno degli aspetti più preoccupanti dell’uso della cannabis è la sua potenziale associazione con disturbi psicotici.
La psicosi è una condizione mentale che comporta una perdita di contatto con la realtà, caratterizzata da allucinazioni e deliri.
Sebbene la maggior parte delle persone che consumano cannabis non sviluppi sintomi psicotici, ricerche scientifiche hanno dimostrato che esiste un legame tra il consumo di alte dosi di THC e un aumento del rischio di psicosi, soprattutto in individui geneticamente predisposti.
Ma cosa succede a livello biologico? Il THC può influenzare i livelli della dopamina nel cervello, un neurotrasmettitore cruciale nel regolare l’umore, la motivazione e il piacere.
L’eccesso di dopamina nelle regioni cerebrali associato alla percezione e all’elaborazione delle informazioni sensoriali può contribuire all’insorgenza di sintomi psicotici, come allucinazioni visive o uditive.
Chi è a rischio? genetica, giovani e uso Frequente
Non tutti reagiscono alla cannabis nello stesso modo. Gli studi hanno evidenziato che alcune persone sono più vulnerabili alla psicosi indotta da cannabis. I fattori che sembrano aumentare il rischio includono: –
La predisposizione genetica all’uso di cannabis
Alcune persone sembrano più vulnerabili agli effetti negativi della cannabis, come l’ansia, la psicosi o la dipendenza, e parte di questa vulnerabilità potrebbe essere spiegata dal loro profilo genetico.
Studi di genetica comportamentale hanno mostrato che esistono varianti genetiche che influenzano la sensibilità individuale alla cannabis.
Il Gene AKT1: Le persone con una particolare variante del gene AKT1 sono più a rischio di sviluppare psicosi in seguito all’uso di cannabis.
Il gene AKT1 è coinvolto nella regolazione dei segnali dopaminergici nel cervello, e il THC (il principale principio attivo della cannabis) influenza proprio la segnalazione dopaminergica.
Un segno indelebile sul DNA
Un recente studio pubblicato sull’autorevole rivista Molecular Psychiatry dimostra che la cannabis ad alta potenza lascia un segno distintivo sul DNA.
E’ stato scoperto che questi cambiamenti del DNA erano diversi nelle persone che sperimentavano il loro primo episodio di psicosi rispetto agli utenti che non l’avevano mai avuta.
Ciò suggerisce che l’osservare come l’uso di cannabis modifichi il DNA potrebbe aiutare a identificare i soggetti più a rischio di sviluppare psicosi.
La quantità di THC (Delta-9_tetraidrocannabinolo), il principale ingrediente della cannabis è in costante aumento dagli anni ’90 negli Stati Uniti e in Europa.
In Colorado, dove la droga è legale, è possibile acquistare cannabis con il 90 percento di THC .
Sebbene il THC sia una delle oltre 144 sostanze chimiche presenti nella pianta di cannabis, è il composto principale utilizzato per stimare la potenza della cannabis .
Molti studi hanno dimostrato che maggiore è la concentrazione di THC, più forti sono gli effetti sull’utente.
Andando avanti con la ricerca è stato scoperto che le persone che usano cannabis ad alta potenza (con THC del 10 percento o più) ogni giorno hanno cinque volte più probabilità di sviluppare un disturbo psicotico rispetto alle persone che non hanno mai usato cannabis.
I risultati dello studio hanno rivelato che l’uso di cannabis ad alta potenza altera la metilazione del DNA, in particolare nei geni correlati alle funzioni energetiche e del sistema immunitario.
Ciò era vero per i partecipanti che avevano usato cannabis ad alta potenza.
Tuttavia, le persone che avevano sperimentato psicosi avevano un diverso segnale di alterazione nel loro DNA.
Questi cambiamenti epigenetici mostrano come fattori esterni (come l’uso di droghe) possano alterare il funzionamento dei geni.
Molto importante, questi cambiamenti non sono stati spiegati dal tabacco, che di solito viene mescolato nelle canne da molti consumatori di cannabis ed è noto per alterare la metilazione del DNA.
Parte dell’articolo è ripubblicato da The Conversation con licenza Creative Commons. Leggi l’articolo originale.
Foto di chuck herrera da Pixabay