Chi usa sostanze stupefacenti conosce bene quanto certe aritmie cardiache si intensificano, fino ad assumere caratteristiche devastanti per il sistema cardiocircolatorio.

Sono già numerosi gli studi che evidenziano alterazioni del sangue provocate ad esempio dall’abuso cronico di cannabis (THC) e rappresentate da elevate concentrazioni di proteine apoCIII, in associazione con alti livelli di trigliceridi, i quali aumentano il rischio di malattie coronariche, ischemie cerebrali e diabete.

Ma gli effetti complessi sulla pressione arteriosa, prodotti dai cannabinoidi naturali sono assai diversi da quelli sintetici, pur comprendendo tre classi principali di sostanze: quelle derivate dalla pianta, quelle di formazione endogena e quelle sintetiche che imitano gli altri due.

Danni decisamente più diretti possono invece esser provocati dall’assunzione, anche episodica, di cocaina, in particolare se rafforzati dall’uso concomitante di alcol, di fumo di sigarette (che ne potenziano gli effetti sul battito cardiaco e la vasocostrizione), intensificandone l’effetto, rispetto al solo fumo di sigarette o alla sola cocaina, assunti separatamente. Difatti, è stato ampiamente appurato come la cocaina aumenti la concentrazione di catecolamine nel sangue le quali, a loro volta, accelerano i battiti del cuore.

Un altro fenomeno che sta destando grande preoccupazione nel mondo scientifico, a causa dei severi danni alla salute che può provocare, è l’utilizzo da parte della popolazione giovanile della ketamina, una droga sintetica ampiamente utilizzata nel corso dei rave-party.

 

di Paolo Berretta
Ricercatore – ISS