Il Progetto contro la diffusione delle Nuove Sostanze Psicoattive
Paolo Berretta, Adele Minutillo, Roberta Pacifici e Simona Pichini
Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS
Notiziario Istituto Superiore Sanità, Volume 35, numero 2, ISSN 0394-9303 – ISSN 1827-6296 (online) del 21-03-22.
Abstract
L’etanolo è la sostanza d’abuso più utilizzata al mondo. Il suo consumo, in costante aumento, è un fenomeno
che si registra anche durante la gravidanza. L’esposizione prenatale all’etanolo può causare danni irreversibili al
feto. Lo Spettro dei Disordini Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders – FASD) e la Sindrome Feto Alcolica (Fetal
Alcohol Syndrome – FAS) che è l’aspetto estremo più grave, sono una serie di condizioni malformative che possono
condurre a un ritardo mentale che colpisce neonati e bambini esposti all’alcol durante la gestazione o l’allattamento.
L’approccio al fenomeno deve essere multidisciplinare e deve comprendere la gestione delle condizioni di comorbilità,
il supporto nutrizionale, la gestione dei problemi comportamentali/difficoltà educative e l’informazione specifica dei
genitori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre organizzazioni scientifiche non conoscono la quantità minima di
alcol da poter assumere durante la gravidanza e, quindi, raccomandano sempre la completa astinenza.
L’etanolo è la sostanza d’abuso più utilizzata al mondo. Il suo consumo, in costante aumento, è un fenomeno
che si registra anche durante la gravidanza. L’esposizione prenatale all’etanolo può causare danni irreversibili al
feto. Lo Spettro dei Disordini Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders – FASD) e la Sindrome Feto Alcolica (Fetal
Alcohol Syndrome – FAS) che è l’aspetto estremo più grave, sono una serie di condizioni malformative che possono
condurre a un ritardo mentale che colpisce neonati e bambini esposti all’alcol durante la gestazione o l’allattamento.
L’approccio al fenomeno deve essere multidisciplinare e deve comprendere la gestione delle condizioni di comorbilità,
il supporto nutrizionale, la gestione dei problemi comportamentali/difficoltà educative e l’informazione specifica dei
genitori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e altre organizzazioni scientifiche non conoscono la quantità minima di
alcol da poter assumere durante la gravidanza e, quindi, raccomandano sempre la completa astinenza.