Che la situazione generale della criminalità nel nostro Paese sia sempre preoccupante si rileva non solo dal numero dei delitti denunciati alle forze di polizia – in lieve calo nel 2017 rispetto agli ultimi anni – ma anche dagli studi e analisi che annualmente vengono fatti da attenti esperti della materia. L’ultimo documento è di pochi giorni fa, pubblicato da Italia Oggi sulla “qualità della vita”, uno studio accurato giunto alla sua ventesima edizione, redatto analizzando , oltre alla criminalità che qui ci interessa, altri otto ambiti e cioè affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita. Nella classifica finale che vede Bolzano in testa e Vibo Valentia ultima, quattro province venete (Padova, Belluno, Treviso e Verona) vengono inserite nella prima fascia della qualità di vita “buona”, Vicenza e Rovigo nella seconda “accettabile” e Venezia nella terza fascia, “scarsa”, insieme ad altre venticinque province. Padova e Rovigo sono le uniche due province che hanno migliorato la loro posizione rispetto allo studio dell’anno prima. Ben diversa è la situazione per quanto attiene alla classifica finale sulla “criminalità” in cui appartengono al gruppo 1, ossia quello delle province più sicure, ben tre province tra le prime dieci e cioè Treviso, in cima alla graduatoria ( come l’anno prima), Belluno in terza posizione e Vicenza in settima. Livello di sicurezza “accettabile” quello di Padova, Verona e Rovigo inserite nel gruppo 2 mente per Venezia c’è l’”insufficienza” (gruppo 3).
Relativamente alle denunce di furti in appartamenti, reati tra i più odiosi per chi li subisce che vede violata la propria intimità domestica, tutte le province venete, ad eccezione di Rovigo, perdono posizioni rispetto all’anno passato. In particolare, Belluno, con 221 furti nelle case su 100mila abitanti, va ad occupare la 27ma posizione a livello nazionale seguita da Rovigo (61ma pos.) con 325, Vicenza (66ma) con 335, Treviso (71ma) con 374, Padova (76ma) con 411, Verona (78ma) con 419 e Venezia (80ma) con 437. Nella tipologia degli scippi/borseggi, i “manolesta” privilegiano la “piazza” di Venezia (103ma posizione a livello nazionale) con 591 denunce su 100mila abitanti, in compagnia, nel fondo della classifica, con Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova e Rimini ( quest’ultima, la peggiore, con 1.107 denunce/100mila ab.).
In tema di delitti connessi al traffico/spaccio di stupefacenti ( la vera piaga del Paese), Padova con 92 denunce per 100mila ab. occupa la 104ma posizione e rileva una buona azione di repressione al narcotraffico da parte delle forze di polizia. Segue Venezia con 63, Verona con 36, Rovigo con 30, Vicenza con 25, Treviso con 23 e Belluno con 17. Considerata la dimensione che hanno assunto il consumo e lo spaccio di droghe un po’ dappertutto, forse, dovrebbe essere accentuata l’azione di contrasto in alcune delle province venete. Nel campo dei delitti collegati allo sfruttamento della prostituzione, la classifica nazionale che vede quattro province (Nuoro, Ogliastra, Pordenone e Rieti) senza alcuna denuncia e quella di Imperia la peggiore con 6,97 per 100mila ab., registra valori bassi per gran parte delle province venete: da Venezia con 1,5 a Rovigo con 1,25, a Venezia con 1,17, a Vicenza con 1,04 mentre le restanti sono sotto la soglia statistica di una unità. Si tratta, nei vari casi esaminati, di elaborazioni su dati Istat del 2016 e, quindi, di una rappresentazione della “qualità della vita” e della criminalità datate e, tuttavia, meritevoli di attenzione istituzionale per cercare di migliorare il livello della sicurezza pubblica.
Per “paoloberretta.com” – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).