La cocaina, dunque, continua ad essere lo stupefacente che interessa sempre le mafie italiane, soprattutto quella calabrese che, grazie a consolidati, pluridecennali rapporti commerciali con i narcotrafficanti colombiani e intermediari di altre nazionalità, continua a gestire il traffico internazionale. Che la cocaina sia, poi, nonostante il prezzo di vendita al minuto sia ancora elevato nelle varie piazze italiane, la droga con una domanda particolarmente forte, lo si evince anche dai rilevanti sequestri effettuati dalle forze di polizia e dalle dogane in questi primi sette mesi: circa 6.200kg. Si tratta, peraltro, di un dato provvisorio elaborato sulla scorta di report mensili redatti dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) e che include anche i 290kg sequestrati in Perù ai primi di luglio scorso e diretti in Italia ( nel corso dell’operazione la polizia peruviana ha arrestato anche due cittadini italiani).
E’ certo che alla fine del 2019 verrà superato il record dei sequestri di cocaina annotato nel 2011 con 6.348kg. Alcuni porti italiani, tra questi quello di Gioia Tauro, di Livorno, di Genova, continuano ad essere interessati dai carichi più consistenti che arrivano su navi portacontainer salpate dai porti di alcuni paesi sudamericani (Colombia, Ecuador, Panama, Brasile). Negli ultimi mesi, inoltre, il porto di Genova sembra quello “privilegiato” dalla ‘ndrangheta ( già a gennaio erano stati intercettati poco più di 2.000kg). Il sequestro, alcuni giorni fa, di 380kg di cocaina operato nel contesto di un’operazione undercover dalla Guardia di Finanza con la collaborazione della DEA (l’agenzia antidroga americana) e l’arresto, tra gli altri, di un emissario del clan Alvaro-Bellocco, ne è la ulteriore conferma. Anche a metà giugno, con l’operazione Edera del Ros dei carabinieri coordinati dalla DDA di Reggio Calabria erano emersi “antichi” rapporti di affari tra la mafia calabrese e i narcos colombiani interessati a smistare una produzione di cocaina che, lo ricordiamo, annualmente, supera le mille tonnellate.
Le piazze di spaccio maggiori per questa sostanza sono sempre quelle romane dove, al primo luglio, risultano intercettati circa 140kg, quelle di Milano con 92kg, di Bologna con circa 30kg e di Napoli con 27kg. Collegati al traffico/spaccio di stupefacenti in generale ci sono, poi, i tanti, troppi, fatti di violenza che si registrano ogni giorno e che destano un allarme sociale che dura, in genere, qualche ora, qualche giorno, come nel drammatico recente episodio in cui,a Roma, è stato ucciso il vice brigadiere dei carabinieri Rega. Poi si torna alla “normalità”! e alla routine di tutti i giorni con gli arresti di spacciatori che tornano prestissimo in libertà al consueto “servizio”. Quella “normalità” che, per esempio, ha prodotto una spaventosa rete di clan, famiglie, gruppi cellule mafiose e cani sciolti che gestiscono il narcotraffico a Roma. Una Capitale sempre più irriconoscibile e inguardabile anche per questo.
Per il sito paoloberretta.com – Dott. Piero Innocenti
(Dirigente generale della Polizia di Stato a riposo, Questore in alcune importanti città italiane ha avuto una pluriennale esperienza nella Direzione Centrale per i Servizi Antidroga svolgendo anche servizio in Colombia come esperto).