Negli ultimi anni in Italia e in tutta Europa, si è registrato un incremento nella diffusione e nel consumo di Legal Highs, come dimostrato da tutti i rapporti EMCDDA dal 2009 ad oggi. Dal punto di vista legislativo si cerca di porre rimedio a ciò mediante l’inserimento di queste sostanze nella Tabella I del D.P.R. 309/90 e s.m.i., rendendole pertanto soggette a controllo per legge. Dal punto di vista dei controlli sulla diffusione nell’uso di tali sostanze vi è ancora molto da fare poichè gli strumenti analitici ad oggi disponibili per verificare l’assunzione di tali sostanze non sono adeguati. Ciò si traduce nell’impossibilità di rendere applicative nella pratica le leggi di contrasto all’uso, siano esse il codice della strada (art 187 CDS) e/o le leggi che riguardano lo svolgimento di mansioni lavorative a rischio.

La problematica prende ancora più consistenza in considerazione del fatto che, come riportato da numerose fonti, sempre più soggetti, che regolarmente vengono sottoposti a controlli per verificare l’assunzione di sostanze (forze armate, lavoratori che svolgono mansioni a rischio, persone soggette ad analisi da parte delle commissioni patenti), per sottrarsi alla legge, smettono l’assunzione delle classiche sostanze d’abuso, identificabili mediante i controlli ad oggi disponibili, e assumono Legal Highs, consci del fatto che l’assunzione di questi non è rilevabile dai test attualmente disponibili. Come suggerito dalla letteratura e dalle linee guida per gli accertamenti tossicologici nell’ambito dei controlli per la  sicurezza stradale, è necessario indirizzare la ricerca al più ampio spettro possibile di molecole, attualizzato alle novità più recenti. Per questo motivo si rivela di fondamentale importanza la messa a punto di metodiche analitiche che permettano di identificare l’assunzione di Legal Highs. Tali metodiche devono essere indirizzate al riconoscimento e alla quantificazione delle molecole recentemente inserite nella Tabella I del DPR 309/90 nei campioni biologici, da affiancare alle molecole per le quali è già disponibile una procedura volta all’identificazione. L’identificazione di queste molecole è quindi di fondamentale importanza a fini di un effettivo contrasto al consumo di queste sostanze.

La determinazione delle abitudini assuntive di un soggetto è possibile grazie all’analisi della matrice cheratinica, che, nel tempo, incorpora gran parte delle molecole esogene che il soggetto assume. Tale matrice è di sicuro la più indicata per verificare l’assunzione, regolare o meno, di molecole da parte del soggetto da sottoporre ad analisi. Ciò al fine di evitare che il soggetto stesso eluda il controllo interrompendo l’assunzione nei giorni immediatamente precedenti all’analisi (in tal caso risulterebbe negativo alle sostanze nelle urine e nel sangue). L’esperienza maturata nell’ambito dell’analisi dei capelli ha portato il nostro gruppo a cimentarsi con l’analisi di queste sostanze anche in questa matrice biologica. Ad oggi, siamo in grado di identificare e quantificare alcune di queste sostanze, nello specifico gli stimolanti, raggiungendo una buona sensibilità, teoricamente compatibile con le quantità rilevabili nelle matrici biologiche. Per quanto riguarda i cannabinoidi sintetici, la sensibilità ottenuta è probabilmente insufficiente per le attività proposte. In ogni caso, una metodica capace di individuare e quantificare anche quantità molto piccole di Legal Highs è indispensabile, anche in considerazione del fatto che non esistono dei livelli di legge stabiliti per queste sostanze, quindi il livello più basso ottenibile è di sicuro da preferire.

di Paolo Berretta
Health Communication Manager – ISS