Il documento fornisce linee guida dettagliate per i laboratori di tossicologia che eseguono l’analisi delle sostanze d’abuso e dei biomarcatori dell’abuso di alcol nella matrice pilifera (capelli o peli), in contesti clinici e medico-legali.
Il testo (file PDF) copre l’intero processo, iniziando dal prelievo del campione, che deve garantire l’identità del soggetto e la catena di custodia per mantenere la validità legale del campione.
Successivamente, stabilisce le procedure analitiche di laboratorio, inclusi i metodi di screening e conferma basati su spettrometria di massa, definendo i valori soglia (cut-off) accettati a livello nazionale e internazionale.
Infine, il documento affronta l’assicurazione della qualità, la refertazione dei risultati e le procedure accertative specifiche per i lavoratori con mansioni a rischio, richiamando normative nazionali come il Provvedimento del 18 settembre 2008.
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Sintesi
Introduzione: perché analizzare i capelli?
- Finestra temporale di rilevabilità estesa: Mentre nel sangue le tracce di una sostanza svaniscono in poche ore e nelle urine in pochi giorni, nei capelli possono rimanere intrappolate per mesi o addirittura anni, a seconda della lunghezza del campione. Questo permette di accertare un uso cronico o pregresso, non solo un consumo recente.
- Prelievo non invasivo: La raccolta di una ciocca di capelli è una procedura semplice, rapida e che non richiede procedure mediche invasive, garantendo al contempo il rispetto della dignità della persona.
Fase 1: Il Prelievo – La Base per un’Analisi Affidabile
- Si individua una ciocca dello spessore di una matita nella zona posteriore della testa (vertex), un’area in cui la crescita dei capelli è considerata più uniforme. Questa quantità è essenziale per garantire materiale sufficiente sia per la prima analisi che per un’eventuale controanalisi.
- I capelli vengono tagliati il più vicino possibile al cuoio capelluto per assicurarsi di includere il periodo temporale più recente.
- Il campione raccolto viene immediatamente diviso in due parti identiche: l’Aliquota A, destinata alla prima analisi, e l’Aliquota B, che verrà conservata per un’eventuale controanalisi.
- Ogni aliquota viene sigillata in contenitori specifici (come fogli di alluminio e buste antimanomissione) per preservarne l’integrità e prevenire qualsiasi tipo di contaminazione o alterazione.
- Modulo consenso informato: è il documento attraverso il quale un paziente autorizza un trattamento sanitario, un intervento o una procedura medica dopo che il medico o l’équipe sanitaria lo ha informato in modo chiaro su tutti gli aspetti importanti, come benefici, rischi, effetti collaterali e alternative disponibili.
- Verbale di Prelievo: Un documento che riporta i dati anagrafici del soggetto, la provenienza del campione (es. capelli, peli pubici) e le sue dichiarazioni su eventuali farmaci assunti o trattamenti cosmetici (tinture, decolorazioni) che potrebbero influenzare l’analisi.
- Modulo di Catena di Custodia: Il “passaporto” del campione, che registra ogni passaggio di mano dal momento del prelievo fino all’arrivo in laboratorio, con date, orari e firme di tutti gli operatori coinvolti.
Fase 2: In Laboratorio – Accettazione e Preparazione del Campione
- Integrità del contenitore e dei sigilli: Si verifica che la busta non sia stata aperta o danneggiata, per escludere manomissioni durante il trasporto.
- Corrispondenza della documentazione: Si controlla che i codici identificativi sul campione corrispondano perfettamente a quelli riportati sul verbale di prelievo e sul modulo di catena di custodia.
- Assenza di non-conformità gravi: Si accerta che non vi siano problemi critici (es. campione insufficiente, documentazione mancante) che renderebbero impossibile procedere con l’analisi.
- Lavaggio: I capelli vengono lavati con specifici solventi. Questo è un passaggio tanto delicato quanto cruciale: la procedura deve essere abbastanza energica da rimuovere polvere, sebo e contaminanti esterni, ma non così aggressiva da estrarre anche le sostanze intrappolate all’interno della matrice di cheratina, alterando il risultato.
- Preparazione Meccanica: Una volta lavato e asciugato, dal campione si pesa la quantità necessaria per l’analisi, tipicamente tra 10 e 50 milligrammi. La ciocca viene quindi tagliata in frammenti minuscoli o polverizzata finemente. Questo processo rende il campione omogeneo e massimizza la superficie esposta per la fase successiva.
- Digestione: Il capello polverizzato viene trattato con soluzioni chimiche che “digeriscono” la cheratina, la proteina strutturale del capello. Questo processo serve a rompere la matrice pilifera e a liberare le molecole delle sostanze d’abuso e i loro metaboliti, che vi erano rimaste intrappolate durante la crescita.
Fase 3: L’Analisi Chimica – La Ricerca della Prova
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Tipo di Analisi
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Scopo e Caratteristiche
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Analisi di Screening
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È un’analisi preliminare, rapida e sensibile, progettata per ricercare intere classi di sostanze (es. oppiacei, cocainici, cannabinoidi). Un risultato positivo indica solo una presenza sospetta e non è sufficiente per una diagnosi definitiva.
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Analisi di Conferma
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È un’analisi altamente specifica e quantitativa, eseguita con tecniche sofisticate come la Gascromatografia-Spettrometria di Massa (GC-MS) o la Cromatografia Liquida-Spettrometria di Massa (LC-MS). Identifica senza ambiguità la singola molecola e ne misura l’esatta concentrazione. Fornisce il risultato definitivo e legalmente valido.
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- Per la cocaina: la Benzoilecgonina (BEG).
- Per l’eroina: la 6-monoacetilmorfina (6-MAM) e la morfina.
- Per la cannabis: il 11-nor-9-carbossi-Δ9-tetraidrocannabinolo (THC-COOH).
Fase 4: Il Referto Finale e la Sua Interpretazione
- Dati identificativi del campione (codice univoco, data di prelievo e di arrivo in laboratorio).
- Tipo di matrice analizzata (es. capelli, peli ascellari, peli pubici).
- Lunghezza del segmento di capello che è stato analizzato.
- Metodo analitico utilizzato (specificando sia le tecniche di screening che quelle di conferma).
- Elenco delle sostanze rilevate con le relative concentrazioni, espresse in nanogrammi o picogrammi per milligrammo di capello.
- I valori di cut-off di riferimento utilizzati per la valutazione del risultato.
- Trattamenti cosmetici aggressivi: La decolorazione, le tinture e le permanenti possono danneggiare la struttura del capello e “lavare via” una parte delle sostanze presenti.
- Caratteristiche individuali: Il colore naturale dei capelli, la loro porosità e il tasso di crescita, che varia da persona a persona, possono influenzare la quantità di sostanza che viene incorporata.
- Fattori ambientali: Lavaggi molto frequenti, ma soprattutto un’intensa illuminazione con raggi UV e un’eccessiva esposizione ai raggi solari possono contribuire a degradare le molecole intrappolate nella matrice pilifera.