Un recente studio coordinato da esperti dell’Ospedale Pediatrico Nazionale degli Stati Uniti ha evidenziato un aumento significativo dei casi di avvelenamento da nicotina nei bambini molto piccoli tra il 2020 e il 2023. In particolare, si è registrato un incremento preoccupante legato all’ingestione di bustine di nicotina.

Questi prodotti, spesso chiamati “snus bianco”, sono composti da polvere di nicotina mescolata a dolcificanti e aromi.

Sono pensato per essere posti tra labbro e gengiva, così da permettere un assorbimento graduale della sostanza nel sangue.

Dal momento in cui i centri antiveleni americani hanno iniziato a monitorare specificamente l’assunzione accidentale di queste bustine, nel 2020, si è osservato un aumento del 763% dei casi riguardanti bambini sotto i sei anni.

Questo balzo improvviso desta forte preoccupazione, anche perché le conseguenze legate allo snus bianco si sono dimostrate più gravi rispetto ad altre fonti di nicotina: i ricoveri ospedalieri sono risultati il doppio tanto frequenti, e gli effetti dannosi sul corpo sono stati 1,5 volte più probabili.

Hannah Hays, direttrice medica del Central Ohio Poison Center e coautrice dello studio, ha sottolineato come questi prodotti rappresentino oggi un rischio crescente per la salute dei bambini.

Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di monitoraggi costanti e interventi preventivi, soprattutto alla luce dell’evoluzione continua del mercato delle sostanze nicotiniche.

Lo studio ha analizzato oltre 134.000 casi segnalati tra il 2010 e il 2023 negli Stati Uniti, tutti riguardanti ingestioni accidentali di nicotina da parte di bambini piccoli.

La maggior parte degli incidenti si è verificata tra i più piccoli, sotto i due anni, e nell’ambiente domestico.

Tra i prodotti più pericolosi figurano anche i liquidi per sigarette elettroniche, che presentano un livello simile di rischio rispetto alle bustine.


foto di una scatola rotonda e piatta aperta su una superficie bianca. all'interno della scatola ci sono diverse bustine bianche. la scatola è etichettata 'lyft' bustine di nicotina berry frost, bassa concentrazione

Le bustine di nicotina sono spesso contenute in una confezione che potrebbe facilmente essere scambiata per una scatola di mentine. ( Credits to: Bystroushaak/Wikimedia commons/CC-BY-SA 4.0 )


 

Lo studio riporta purtroppo due casi tragici: due bambini, rispettivamente di 12 e 17 mesi, sono deceduti dopo aver ingerito liquido nicotinico destinato alle sigarette elettroniche.

Tuttavia, non tutti i dati sono negativi. Dal 2015, anno in cui è stata introdotta una normativa volta a prevenire l’avvelenamento infantile da nicotina, si è osservata una riduzione complessiva dei casi.

Il pediatra Gary Smith ha evidenziato come l’entrata in vigore del Child Nicotine Poisoning Prevention Act abbia portato all’utilizzo di confezioni resistenti ai bambini, indicando positivamente sui tassi di esposizione accidentale.

Nonostante ciò, i liquidi per sigarette elettroniche rimangono la fonte principale di sviluppo della nicotina tra i piccoli, indicando che c’è ancora spazio per miglioramenti normativi.

Per prevenire nuovi incidenti, i ricercatori raccomandano di tenere tutti i prodotti contenenti nicotina fuori dalla portata dei bambini, preferibilmente in contenitori chiusi a chiave o comunque nascosti.

È inoltre importante utilizzare questi articoli lontano dagli occhi dei piccoli, soprattutto quando assumono forme o colori che ricordano snack o caramelle.

Gli autori dello studio sottolineano che aspetto, odore, sapore e packaging giocano un ruolo fondamentale nell’attrarre l’attenzione dei bambini, soprattutto se i prodotti sono disponibili in gusti dolci o mimetizzati come alimenti.

Per questo motivo, alcune misure aggiuntive, come la limitazione degli aromi e una regolamentazione più rigorosa sull’etichettatura e la presentazione, potrebbero contribuire a rendere meno appetibili questi prodotti agli occhi dei giovani.

Come conclude lo stesso Gary Smith, vietare gli aromi in tutti i prodotti a base di nicotina potrebbe non solo ridurre il rischio di ingestione accidentale tra i bambini, ma anche scoraggiare l’uso precoce tra gli adolescenti.

 

La ricerca è stata pubblicata su Pediatrics.

 

 

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